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Venerdì 15/06 | Ore 21:00

“L’Isola che c’è”

Laboratorio teatrale de la Piazzetta

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Martedì 12/06 | Ore 21:00

TONYA

Genere biografico, drammatico. Diretto da Craig Gillespie, con Margot Robbie e Sebastian Stan. Durata 121 minuti. Distribuito da Lucky Red.

Tonya si basa sulla vita della pattinatrice Tonya Harding (Margot Robbie), protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi nella storia degli Stati Uniti. Prima atleta americana a distinguersi durante i campionati nazionali statunitensi del 1991, per l’esecuzione perfetta di un triplo axel, la parabola discendente della sua carriera comincia appena un anno dopo, quando si piazza in quarta posizione ai Giochi olimpici di Albertville. Conosciuta per il temperamento focoso, che plasma anche lo stile energico e scattante, la Harding finisce sulle pagine dei quotidiani come responsabile dell’aggressione della rivale Nancy Kerrigan (Caitlin Carver). Colpita alle gambe da uno sconosciuto dopo gli allenamenti, la Kerrigan è costretta a ritirarsi dai campionati nazionali. L’incidente pilotato dall’ex marito di Tonya, Jeff Gillooly (Sebastian Stan), consacra la protagonista come una delle figure più controverse e competitive dello sport americano.

 

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Sabato 09/06 | Ore 21:00
Domenica 10/06 | Ore 16:00 e 21:00

LA TRUFFA DEI LOGAN

Genere commedia, azione. Diretto da Steven Soderbergh, con Channing Tatum e Adam Driver. Durata 119 minuti. Distribuito da Lucky Red.

In La Truffa dei Logan, il film diretto da Steven Soderbergh, I fratelli Logan, Jimmy (Channing Tatum), un minatore disoccupato, divorziato e squattrinato del West Virginia, Clyde (Adam Driver), ex quarterback ora veterano della guerra in Iraq con una protesi al braccio, e la sorella Mellie (Riley Keough), una parrucchiera ossessionata dalle automobili, stremati da una maledizione che li ha condannati a un’eterna sfortuna, hanno in mente un elaborato piano per risollevare le finanze della famiglia : una rapina ai danni del Charlotte Motor Speedway durante la leggendaria gara di auto Coca-Cola 600 che si tiene in occasione del Memorial Day, niente meno che l’evento NASCAR più atteso e seguito dell’anno.
Per riuscirci hanno bisogno dell’aiuto dell’esperto in esplosioni Joe Bang (Daniel Craig), che, per loro sfortuna, è stato incarcerato. Il loro primo obiettivo è quello di fare uscire Joe di prigione il tempo necessario al loro colpo, senza che le guardie se ne accorgano. E tutto sembra filare liscio. Ma, proprio quando credono di aver portato a termine la missione, si imbattono in una tenace e affascinante agente dell’FBI, Sarah Grayson (Hilary Swank), che inizia a indagare sulla scena del crimine e a sospettare di tutto e tutti, decisa a fare qualsiasi cosa per fermare e incastrare i colpevoli di quella che viene considerata la rapina più incredibile della storia della Carolina del Nord.

Recensione FilmCronache Sale della Comunità

 

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Martedì 05/06 | Ore 21:00

A CASA TUTTI BENE

Genere commedia, drammatico. Diretto da Gabriele Muccino, con Stefano Accorsi e Carolina Crescentini. Durata 105 minuti. Distribuito da 01 Distribution.

Il nuovo film di Gabriele Muccino, A casa tutti bene è il ritratto di una grande famiglia riunita per festeggiare le Nozze d’Oro dei nonni.
Sbarcati sull’isola dove la coppia di pensionati si è trasferita a vivere, figli e nipoti si ritrovano bloccati sull’isola a causa di un’improvvisa mareggiata che impedisce ai traghetti di raggiungere la costa. Il nutrito nucleo/cast composto tra gli altri da Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e Carolina Crescentini, sarà costretto a fermarsi più a lungo del previsto sull’isoletta, sotto lo stesso opprimente tetto e in compagnia di numerosi parenti invadenti. Il confronto inevitabile farà riemergere antiche questioni in sospeso, riaccenderà conflitti e gelosie del passato, inquietudini e paure mai sopite. Ci sarà persino un colpo di fulmine, o forse è solo la tempesta che imperversa all’esterno.

Anche se L’estate addosso era già un film italiano, perché parlato nella nostra lingua e interpretato per metà da attori non statunitensi, A casa tutti bene segna il ritorno ufficiale di Gabriele Muccino in patria, tanto che lui stesso lo ha definito fin dal principio “il film del ritorno a Itaca”, paragonandosi a un Ulisse, se non più anziano, comunque più saggio del personaggio nato dalla fantasia di Omero, un uomo pacificato che ha firmato un’opera personalissima incentrata innanzitutto sulla famiglia, una grande famiglia, in questo caso.

Luci e Ombre in Famiglia

Recensione FilmCronache – Sale della Comunità

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Martedì 29/05 | Ore 21:00

IL FILO NASCOSTO

Genere drammatico, sentimentale. Diretto da Paul Thomas Anderson, con Daniel Day-Lewis e Lesley Manville. Durata 130 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

***Adatto per dibattiti, come ritratto di un’epoca attraverso le vicende di un uomo e della sua debolezza intima e la sua leggerezza morale***

Il nuovo film di Paul Thomas Anderson, Il filo nascosto, dipinge un ritratto illuminante di un artista e di un percorso creativo, e delle donne che fanno funzionare il suo mondo.
Nella cornice glamour e scintillante della Londra degli anni Cinquanta, il sarto Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) dirige insieme con sua sorella Cyril (Lesley Manville) la celebre House of Woodcock, inconfondibile marchio di stile e bellezza, richiesto da reali, stelle del cinema, ereditiere, socialiste, debuttanti e nobildonne. Gli originali e moderni capi firmati proiettano Woodcock al centro della moda britannica, e consacrano il suo nome come uno dei più conosciuti e ammirati del dopoguerra. Nonostante la conoscenza dei desideri e della figura femminile, lo scapolo impenitente considera l’amore un privilegio precluso a un artista del suo calibro, e preferisce intrattenersi con donne diverse che gli forniscono la giusta dose di ispirazione e compagnia. Finché non incontra Alma (Vicky Krieps), ragazza ambiziosa e caparbia che riesce a insinuarsi nel suo cuore come musa e come amante, sconvolgendo da un giorno all’altro la sua perfetta vita su misura.

Anderson ha dichiarato che questo film, in qualche modo ispirato dalla sua fascinazione per il per la figura di Cristóbal Balenciaga, rappresenta anche una sorta di suo tentativo di dare nuova dignità cinematografica al romanzo “Rebecca, la prima moglie” di Daphne Du Maurier e di omaggiare il film che Alfred Hitchcock ne ha tratto nel 1940, e che è nato dalla voglia di raccontare una storia dove l’eleganza (formale, degli abiti, delle persone, dei modi) la facesse da padrona.

Il filo nascosto, che è stato sceneggiato dallo stesso Anderson, non ha un direttore della fotografia accreditato: gli abituali collaboratori del regista, Robert Elswit e Mihai Mălaimare Jr., non hanno infatti potuto partecipare alle riprese, e sul set Anderson ha lavorato con diversi aiutanti, arrivando così a definire quello fotografico di questo film come “un lavoro di gruppo”, smentendo così che sarebbe stato lui stesso il vero direttore della fotografia.

Sotto le Cuciture…

Recensione FilmCronache – Sale della Comunità

Scheda di Valutazione della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana

Nella Londra degli anni Cinquanta, Reynolds Woodcock si è imposto come sarto rinomato, stilista ricercato e preferito da nobili, star del cinema, fino ai membri della famiglia reale. Raffinato ed elegante, Woodcock si vanta di essere uno scapolo incallito, fino a quando in un locale fuori città non incontra la cameriera Alma…

Paul Thomas Anderson è, tra i registi americani contemporanei, forse il più forte, incisivo, capace di segni profondi. Da “Boogie night” a “Magnolia”, da Ubriaco d’amore e Il petroliere, da The Master a Vizio di forma, Anderson ha cambiato storie, contesti, stili, sempre mantenendo una robustezza d’espressione di incoraggiante coerenza, una capacità di sfidare e provocare. Anche ora lo scenario cambia, e non di poco. Siamo infatti nell’Inghilterra degli anni ’50, Reynolds Woodcock è già uno stilista affermato, e la sorella lo appoggia e lo sostiene. A mettere in crisi un modello di vita che sembra inattaccabile arriva Alma, una cameriera che lui conosce, avvicina e invita a cena. Non saprà più allontanarsene e rimarrà legato a lei per il futuro. Maestro di eleganza e di stile, Woodcock è uomo nevrotico e dal carattere instabile, capace di reazioni feroci e imprevedibili. Il ritratto di Woodcock è esemplare di una classe inglese superiore ma debole e leggera nei valori e nelle pretese. Al pari del creatore di moda protagonista, il film poggia su un ventaglio di emozioni imprevedibili e sfuggenti. L’amore vince, si direbbe ma la vittima non resta domata. Molti interrogativi restano aperti, ma poi viene da chiedersi di fronte ad un film fin troppo bello, ricercato, suadente, che cosa interessa a fondo dei problemi psicanalitici e interiori di un uomo bello e ricco?