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BOOK CLUB – Speciale Notte Bianca!
– Sabato 27/07 | Ore 18:00 e 21:15

Book Club – Tutto può succedere è un film di genere commedia, diretto da Bill Holderman, con Diane Keaton e Jane Fonda. Durata 104 minuti. Distribuito da BIM.

Da trent’anni, Diane, Vivian, Sharon e Carol si assegnano a turno un libro da discutere davanti a un bicchiere di vino. Insieme formano un ‘book club’ in cui si confrontano e voltano pagina. Sessantenni sull’orlo di una crisi sessuale, a parte Vivian che è ricca sfondata, colleziona uomini e ha paura dell’amore vero, decidono di leggere “Cinquanta sfumature di grigio”. Le prodezze di Christian Grey le convincono a rimediare alla povertà della loro vita sessuale. Con ogni mezzo, ad ogni costo. Diane seduce suo malgrado un pilota di linea, Vivian flirta con un grande amore della giovinezza, Sharon opta per i siti d’incontri online, Carol prova a risvegliare gli ardori di un marito che le preferisce la moto. Il risultato sarà naturalmente un successo.

I buoni libri influenzano le nostre vite, i pessimi ahimè pure. La prova è la commedia di Bill Holderman, autore sconosciuto (e resterà tale) che ripassa lo smalto alla storia di belle donne all’acchiappo.

La sceneggiatura, convenzionale e vagamente reazionaria, regala a ciascuna il suo profilo: Jane Fonda incarna il tratto cinico e seccamente seduttivo, Diane Keaton ripropone la stagionata icona del cinema di Allen, pigiando a fondo (troppo a fondo) il pedale del burlesco, Candice Bergen ostenta il carattere altero e una vita ritirata in compagnia di una gatta letargica, ‘sottile’ metafora di una vita sessuale passiva, Mary Steenburgen condivide la scena con un marito che ha perso la passione e l’erezione. Insieme costituiscono la loro speciale comunità casalinga da cui partono unite e solidali alla conquista dell’amore. La questione insomma è sempre quella, sposarsi. La commedia, di conseguenza, è sentimentale e finirà col mostrare che il cuore ha ragioni che il sesso (da solo) non conosce. 

Attorno a loro due ‘ragazzi’ con troppe qualità per essere veri. Andy Garcia, pilota di linea, e Don Johnson, divorziato con dote e devozione, sono pronti a sfoderare fascino, fiori e monetine per un desiderio. Diversamente dal Grey del romanzo, che riaccende la fiamma che cova ancora nelle signore, gli uomini del club letterario non registrano nessuno dato estremo o selvaggio, che il giudice federale di Candice Bergen giudicherebbe d’altronde inappropriato fino alle manette. 

Woman’s film in cerca di un destino per le sue protagoniste, Book Club – Tutto può succedere è un’opera prima atona e senza ritmo che si impegna con troppi sforzi e pochi risultati a essere divertente e a omaggiare il cinema di Nancy Meyers (L’amore non va in vacanzaÈ complicato).

https://www.mymovies.it/film/2018/book-club/

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Fine proiezione film e chiusura estiva dal 10 giugno – ma possibili eventi speciali in arrivo!

N.B. : solamente le proiezioni sono sospese al Cinema San Lorenzo! Non perdetevi lo spettacolo della Piazzetta di Venerdì 14!

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BOY ERASED – VITE CANCELLATE
– MARTEDI 4/06 | ORE 21:15
– GIOVEDI 6/06 | ORE 17:30

Boy Erased – Vite cancellate è un film di genere drammatico del 2018, diretto da Joel Edgerton, con Nicole Kidman e Lucas Hedges. Uscita al cinema il 14 marzo 2019. Distribuito da Universal Pictures.

Boy Erased – Vite cancellate, il film diretto da Joel Edgerton, racconta la vera storia della crescita, della presa di coscienza e della dichiarazione della propria omosessualità di Jared Eamons (Lucas Hedges), figlio di un pastore battista di una piccola città dell’America rurale, che all’età di 19 anni ha deciso di aprirsi con i suoi genitori (Nicole Kidman e Russell Crowe), riguardo alle proprie preferenze sessuali. Temendo di perdere la famiglia, gli amici e la chiesa cui appartiene, Jared viene spinto a partecipare ad un programma di terapia di conversione. Mentre è lì, Jared entra in conflitto con il suo terapeuta (Joel Edgerton) e inizia per lui il viaggio alla ricerca della propria voce e per accettare il suo vero io.

Tratto dall’omonima autobiografia di Garrard Conley (Boy Erased: A Memoir of Identity, Faith e Family, 2016) e presentato con discreto successo prima al Festival di Toronto e poi alla Festa del cinema di Roma, Boy Erased è il secondo lungometraggio dell’australiano Joel Edgerton, ben più noto come attore ma autore di un esordio thriller non trascurabile (The Gift). Un’opera seconda ben confezionata, che non brilla certo per l’originalità della messinscena e che ha tutti i limiti dell’operazione “illustrativa” e “di denuncia”, ma che riesce comunque a elevarsi dalla mediocrità per l’attenzione con cui si dedica al tratteggio delle psicologie dei diversi personaggi e per le prove d’attore di cui è composta. Cominciando proprio da quella del giovane Lukas Hedges, che qui conferma il proprio talento oltre alla sensibilità con cui porta avanti il “lavoro” sul personaggio. E continuando con quella di Russell Crowe, in grado di ben restituire, anche fisicamente, tutta l’ipocrisia e la contraddizione del proprio personaggio, di una misurata Nicole Kidman e dello stesso Edgerton, pronto a ritagliare per sé il ruolo dell’autoritario e subdolo “terapeuta” che guida il centro di recupero in cui viene mandato Jared. Come già ampiamente segnalato, vista anche la contiguità dei due lavori, sembra infine inevitabile il confronto con La diseducazione di Cameron Post, di cui Boy Erased sembra la versione al maschile un po’ più opaca.

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ROCKETMAN
-SABATO 8/06 | ORE 21:15
-DOMENICA 9/06 | ORE 16:00 E ORE 20:30

Rocketman è un film di genere biografico, musicale del 2019, diretto da Dexter Fletcher, con Taron Egerton e Bryce Dallas Howard. Durata 121 minuti. Distribuito da 20th Century Fox Italia.

Rocketman, il flm diretto da Dexter Fletcher, racconta l’incredibile storia del fantastico percorso di trasformazione del protagonista, da timido pianista prodigio Reginald Dwight a superstar internazionale Elton John (Taron Egerton). Questa storia – accompagnata dalle canzoni più amate di Elton John – narra di come un ragazzo di provincia sia diventato una delle figure più iconiche della cultura pop.
Rocketman vede nel cast anche Jamie Bell nei panni del paroliere di lunga data di Elton, Bernie Taupin, Richard Madden nel ruolo del primo manager di Elton, John Reid, e Bryce Dallas Howard nei panni della madre di Elton, Sheila Farebrother.

Un ragazzino proletario della provincia londinese manifesta fin dalla tenerissima età un immenso talento musicale, accanto all’orecchio assoluto. Supportato dalla nonna che riesce a suo modo ad equilibrare i (mal)umori concitati dei genitori egotici, gelidi e separati, il piccolo ottiene una borsa di studio alla Royal Academy di Londra che inizia a frequentare con profitto. Ma il suo spirito e le sue “dita” prodigiose sul pianoforte hanno ritmi diversi da quelli “classici”, tanto che poco più che adolescente inizia a comporre canzoni coadiuvato dai testi di Bernie, che diventerà l’amico di una vita intera. Cambiando il nome da Reginald Kenneth Dwight in Elton Hercules John, il giovane si prepara a scalare un successo immediato e straordinario.  Ma è proprio anche a causa di tale popolarità che gli attriti e la distanza con i genitori si intensificano, portando Reginald/Elton in una profonda crisi d’identità e di solitudine che compensa con l’uso di droghe e alcol. Il rehab lo trasformerà in un uomo e artista nuovo, quello che tutti noi conosciamo e ammiriamo.  

Un diavolo alato sopraggiunge dal nulla verso un gruppo d’ascolto. Si siede, si dichiara “un drogato, alcolista, sessuomane, shopaholic, bulimico..”. La sua vita è un inferno, dopo essere stata un paradiso. Gradualmente cade maschera e la star diventa un semplice uomo bisognoso d’aiuto: il re è nudo coi suoi fantasmi.

Così inizia Rocketman di Dexter Fletcher, che – va subito anticipato – è una celebrazione ma non un’apologia di Elton John. E soprattutto mette in scena un grandissimo interprete nei panni del musicista britannico al punto da poter affermare che Taron Egerton fa impallidire il pur premio Oscar Rami Malek, il Freddie Mercury dell’osannato ma modesto Bohemian Rhapsody. Senza incoraggiare ovvi confronti fra i due biopic, Rocketman offre certamente qualcosa che l’opera di Synger non fa, ovvero inserire il biopic nel genere musical vero e proprio con le canzoni dell’artista assunte a parti integranti della narrazione. Grazie all’apporto personale del musicista inglese, che a differenza di Mercury naturalmente è ancora vivo, i dettagli della sua vita arrivano da fonte diretta, con tutti i pro e i contro che questo comporta. Da una parte, infatti, è confortata la veridicità dei fatti, dall’altra la selezione degli stessi è avvenuta incontestabilmente da fonte unilaterale, nel chiaro rispetto dei altri personaggi ancora viventi e presenti nella vita di Elton John. Personaggio bigger than life, smisurato in ogni sua emanazione (“non vivrò mai una vita in bianco e nero”)  e come molti istrioni al di là del bene e del male, il “rocketman” Elton John non poteva che ispirare un musical dai toni superlativi, dalle atmosfere cromatiche e dalle scenografie esplosive. E soprattutto dai numeri musicali e coreografici di assoluta maestria e originalità, con Egerton notevole cantante oltre che raffinato interprete. Opera pop nel senso più filologico del termine, Rocketman è un classico ritratto narrativo con cornice, ove è racchiusa la parabola di un uomo che cade dall’olimpo tormentato dalla mancanza d’amore vero, in primis da parte dei genitori. Il ritorno alla vita, e alla salute, non passa comunque solo attraverso il rehab, bensì attraverso il perdono profondo verso chi l’ha ferito o trascurato e soprattutto verso se stesso. Certamente non memorabile per l’apporto cinematografico in sé, il film del britannico Fletcher trova il suo valore in una confezione “musical” di livello molto ben assemblata ed interpretata.

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