Articoli Cinema

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ZANNA BIANCA
– Sabato 17/11 | Ore 16:00
– Domenica 18/11 | Ore 16:00

Genere animazione, avventura. Diretto da Alexandre Espigares, con Toni Servillo. Durata 85 minuti. Distribuito da Adler Entertainment.

Zanna Bianca, il film diretto da Alexandre Espigares, vede protagonista un lupo con un quarto di sangue di cane. E’ una creatura fiera e coraggiosa, e per questo sarà vittima della crudeltà dell’uomo.
Dopo essere cresciuto nelle terre innevate, meravigliose ma ostili del Grande Nord, viene accolto da Castoro Grigio e la sua tribù di nativi americani. Qui viene protetto dalla tribù, ma dovrà farsi accettare dagli altri cani. Purtroppo Castoro Grigio sarà costretto a cedere Zanna Bianca ad un uomo crudele, che lo obbligherà a trasformarsi in un cane da combattimento. In fin di vita, sarà salvato da una coppia disponibile e amorevole, che con il suo amore insegnerà a Zanna Bianca a dominare il suo istinto selvaggio e a diventare il loro migliore amico. Una storia di redenzione descritta dal punto di vista dei cani e soprattutto sulla straordinaria forza dell’amore che li lega indissolubilmente all’uomo.

Dal capolavoro di Jack London tradotto in oltre 90 lingue. L’avventura che ha emozionato intere generazioni, per la prima volta in una straordinaria animazione anche in 3D.

https://www.comingsoon.it/film/zanna-bianca/54448/scheda/

Un classico del classico per ragazzi, e la firma di Jack London rivive “animata”

Dopo un’infanzia felice con mamma lupa nelle splendide foreste del selvaggio Nord, il cane lupo Zanna Bianca è adottato da Castoro Grigio e dalla sua tribù di nativi. Con l’inganno, però, il capo indiano è costretto a vendere l’animale a un criminale fino al definitivo salvataggio da parte di una coppia di brave persone che riescono a comprendere la docilità di Zanna Bianca ma anche il suo irrefrenabile richiamo per la nativa wilderness.

Tra i romanzi di formazione e per ragazzi par excellence della letteratura mondiale e in particolare americana, Zanna Bianca ha finalmente trovato la sua versione animata. A pensarci sono stati i francesi, affidando il progetto al lussemburghese Alexandre Espigares, già vincitore di un Oscar per il corto animato Mr Hublot del 2013. Alla base del progetto artistico vi è la tradizione transalpina del cartone animato squisitamente pittorico “contaminata” dalla patina pulita e rassicurante dei più classici fra i cartoon Disney dedicati agli animali, basti pensare a Bambi e a Il Re Leone. Se la bella e “distintiva” notizia risiede nella scelta di non far parlare da umano il noto cane lupo, per quanto riguarda lo sviluppo narrativo, drammaturgico e poetico dell’opera gli elementi di contiguità e continuità rispetto all’asse franco-americana sopra citata sono totali. Il capolavoro per l’infanzia e la pre adolescenza di Jack London è approcciato con la linearità e la fascinazione più adatte alla massima e miglior adesione da parte del suo pubblico, evitando ogni possibile distrazione. In tal senso mancano elementi di rottura con la tradizione che possono in qualche modo scollare questo percorso di meta-classicità voluto dai produttori. Nell’edizione italiana, inoltre, alla fine di far risuonare le parole eterne e universali di Jack London, i “silenzi” della v.o. sono stati “riempiti” dalla voce di Toni Servillo, prestato al ruolo di narratore over.  Le tematiche edificanti di cui il romanzo è portatore vengono dunque esaltate all’ennesima potenza, confluendo in un dispositivo cinematografico/didattico/educativo di indiscutibile consistenza.

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Ti presento Sofia
– Venerdì 16/11 | Ore 21:15
– Sabato 17/11 | Ore 21:15
– Domenica 18/11 | Ore 20:30

Genere commedia. Diretto da Guido Chiesa, con Fabio De Luigi e Micaela Ramazzotti. Durata 98 minuti. Distribuito da Medusa Film.

Ti presento Sofia, il film diretto da Guido Chiesa, vede protagonisti Gabriele(Fabio De Luigi), Mara (Micaela Ramazzotti) e la piccola Sofia (Caterina Sbaraglia).
Lui è un padre goffo e ossessivo, lei una donna tutta d’un pezzo che non vuole avere figli. La piccola, figlia di lui, cambierà il loro approccio alla vita e li costringerà ad andare oltre i propri limiti.

Gabriele, ex rocker, ora negoziante di strumenti musicali, divorziato, è un papà premuroso e concentrato esclusivamente sulla figlia di 10 anni.
Quando gli amici gli presentano nuove donne, lui non fa che parlare della figlia, azzerando ogni chance.
Un giorno, nella vita di Gabriele ripiomba Mara, un’amica che non vedeva da parecchi anni, che nel frattempo è diventata una dinamica e indipendente fotografa.
Al loro primo appuntamento, proprio sul più bello, Mara rivela a Gabriele che non solo non vuole avere figli, ma detesta i bambini. Travolto dalla passione, Gabriele nega l’esistenza di Sofia.
Da quel momento, le giornate di Gabriele sono un susseguirsi di assurde manovre per nascondere la presenza della figlia a Mara e viceversa, al punto da trasformare ogni volta il proprio appartamento in funzione di quale delle due andrà a trovarlo. Ovviamente, le bugie hanno le gambe corte e la messinscena di Gabriele avrà vita breve.

https://www.comingsoon.it/film/ti-presento-sofia/54534/scheda/

Quando i bambini sono più maturi degli adulti

Recensione FilmCronache

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LO SCHIACCIANOCI E I 4 REGNI
– Sabato 10/11 | Ore 16:00 e 21:15
– Domenica 11/11 | Ore 16:00 e 20:30

Genere avventura, family, fantasy. Diretto da Lasse Hallström, Joe Johnston, con Keira Knightley e Morgan Freeman. Durata 100 minuti. Distribuito da Walt Disney Pictures.

Nuova, incantevole versione dello Schiaccianoci, Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni mescola il racconto fantastico scritto da E.T.A.Hoffmann nel 1816 e il gioioso balletto natalizio musicato da Čajkovskij quasi un secolo dopo.
Il padrino Drosselmeyer (Morgan Freeman) è il più vecchio e fidato amico del signor Stahlbaum (Matthew Macfadyen). Così, come ogni vigilia di Natale, il ricco uomo d’affari e sua figlia Clara (Mackenzie Foy) si riuniscono con gli altri ospiti nel grande salone di casa Drosselmeyer, per partecipare alla magnifica festa che il giocattolaio indice tutti gli anni. Durante i consueti festeggiamenti però, avviene un fatto insolito: seguendo per gioco un filo dorato che attraversa i corridoi dell’immensa magione, la giovane Clara viene condotta in un mondo magico e sconosciuto, diviso in quattro reami incantati. Scortata dal valoroso soldato Philip e da una banda di arzilli topini, la bambina attraversa i paesaggi imbiancati del Paese dei fiocchi di neve, le terre variopinte del Paese dei fiori e infine i villaggi “commestibili” del Paese dei dolci. Incontra nuovi amici e preziosi alleati, tra i quali la sdolcinata Fata Confetto (Keira Knightley), e viene a conoscenza di una missione che solo lei può portare a termine: infiltrarsi nell’ostile quarto reame, dimora della perfida Madre Ginger (Helen Mirren) e recuperare un’antica chiave in grado di sbloccare un misterioso cofanetto.

Una fiaba coinvolgente per ogni età

Uscito in quello che ormai è chiamato il weekend di Halloween tra molti altri film spaventevoli e deludenti
per trama e interpretazione, Lo schiaccianoci e i quattro regni (Stati Uniti, 2018) è risultato, con un tema già
molto natalizio, il vero vincitore al botteghino. Zucche vuote, fantasmi e scheletrini non hanno avuto la
meglio sulla vecchia fiaba tedesca resa celebre in tutto il mondo dal genio musicale e coreografico di
Čajkovskij. Merito di certo della Walt Disney Pictures Company che ancora una volta ha dimostrato la
propria indiscussa capacità di reinterpretare i grandi classici della letteratura europea coniugando la fedeltà
all’originale con l’innovazione e la fantasia necessarie per appassionare le nuove generazioni e un pubblico
quanto più generalista possibile. Alla fine, davvero nessuno resta deluso o annoiato grazie ad un film che,
pur ricco di citazioni e rimandi culturali e cinematografici anche molto raffinati, sa coinvolgere gli spettatori
di ogni età grazie ad un ritmo brioso e una sceneggiatura ricchissima ed estrosa.
La storia ricalca sostanzialmente il racconto pubblicato nel 1816 da Theodor Hoffman e prende inizio in
quella che per Clara e la sua famiglia è una vigilia di Natale davvero triste e malinconica a causa della
recente morte della mamma. Il dono di un misterioso carillon e la ricerca della chiave per farlo funzionare
conducono Clara in un mondo fantastico, fatto di giocattoli animati, fiori, dolci e paesaggi incantati in cui la
fanciulla potrà comprendere meglio la vita con le sue lotte e i suoi dissidi, ma anche scoprire chi era
veramente sua madre e ritrovare infine sé stessa e il rapporto con il resto della sua famiglia.
La Disney ha scelto di mantenere per la colonna sonora le musiche di Čajkovskij inserendo nella trama del
film anche una scena dal celebre balletto che, nella resa cinematografica, appare come una citazione del
classico Fantasia del 1940. Ma in tutto questo Lo Schiaccianoci e i quattro regni appare debitore di altri
celebri film Disney: l’esterno urbano di una Londra ottocentesca e innevata alla vigilia di Natale è un chiaro
rimando al Christmas Carol (2009) tratto da Dickens; l’ingresso di Clara nel magico mondo dei quattro regni
fa pensare spontaneamente ad Alice in Wonderland (2010); nel castello dei quattro reggenti ci si aspetta
infine quasi un’apparizione del mago di Oz. Tutto contribuisce a far entrare lo spettatore in un mondo
fantastico e senza tempo, ma non per questo alieno dalle gioie, dalle fatiche, dai sentimenti e dalle paure
della vita di ogni giorno.
Degni di nota sono certamente infine il cast e i ricchi costumi del film. Tra i principali interpreti spiccano
Morgan Freeman nella parte del padrino Drosselmeyer, Helen Mirren nei panni di Madre Cicogna, Keira
Kinghtley in quelli di Fata Confetto. Bravi e spontanei i due giovani protagonisti: Clara e il capitano
Schiaccianoci, interpretato quest’ultimo da un giovane attore di colore, segno di un passo in avanti anche
nel cinema verso una sensibilità più protesa all’integrazione e alla multiculturalità. Davvero raffinati e di
effetto i costumi indossati dai diversi personaggi, all’altezza di un classico del balletto che continua ad
essere rappresentato nei più celebri teatri d’opera di tutto il mondo facendo sognare sempre nuove
generazioni di spettatori.

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HOTEL TRANSILVANIA 3
– Domenica 04/11 | Ore 16:00

Drac non osa ammetterlo con nessuno, tantomeno con la luce dei suoi occhi, la figlia Mavis, ma sogna un nuovo incontro con una donna, dopo tanti secoli di vedovanza. Vedendolo stressato senza intuirne il vero motivo, Mavis lo coinvolge in una lussuosa vacanza di famiglia, rigorosamente tutta mostri (più Johnny), su un’immensa nave da crociera. Il cinico Drac non salta di gioia: non c’è nulla che il suo hotel sulla terraferma abbia da invidiare a quel presuntuoso transatlantico. O forse sì. Perché il capitano della nave, l’umana Ericka, lo ha colpito al cuore. Possibile che Drac abbia fatto “zing”?

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A STAR IS BORN – Venerdì 02/11 | Ore 21:15
– Sabato 03/11 | Ore 21:15
– Domenica 04/11 | Ore 20:30

Genere drammatico, musicale, sentimentale. Diretto da Bradley Cooper, con Bradley Cooper e Lady Gaga. Durata 135 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

A Star is Born, il film diretto e interpretato da Bradley Cooper (alla sua prima esperienza da regista) insieme a Lady Gaga (nel suo primo ruolo da protagonista in un film), è la quarta versione cinematografica di questa storia d’amore in musica dopo la prima datata 1937 e i due remake (nel 1954 con Judy Garland e nel 1976 con Barbra Streisand)

In questa nuova rivisitazione della tormentata storia d’amore, Cooper interpreta Jackson Maine, musicista di successo che si sta però avviando sul viale del tramonto che scopre, e si innamora della squattrinata artista Ally. Lei ha da poco chiuso in un cassetto il suo sogno di diventare una grande cantante, fino a quando Jack la convince a tornare sul palcoscenico. Ma mentre la carriera di Ally inizia a spiccare il volo, il lato privato della loro relazione sta perdendo colpi a causa della battaglia che Jack conduce contro i suoi demoni interiori.

Recensione FilmCronache Sale della Comunità

Lei è una ragazza di provincia che ha quasi rinunciato alla sua ambizione di cantare. Lui è una stella della musica che riempie gli stadi. Si incontrano casualmente e ovviamente si innamorano. Ovviamente lui aiuta la ragazza a fare strada e ovviamente, nonostante le ovvie esitazioni, il successo arriva strepitoso e inarrestabile. Ma più lei sale più lui scende, e presto la favola si trasforma in dramma.

È una storia vista innumerevoli volte, remake dellomonimo film del 1937, ampiamente prevista fin dalle prime inquadrature, ma forse il film vuole essere esattamente questo, senza altre pretese se non costruire una storia godibile e inutile, che forse non a caso cita Pretty Woman. Ma in più, qui, a farne un prodotto commerciale efficace c’è la presenza di Lady Gaga, che non solo recita per la prima volta in un ruolo da protagonista, non solo canta molto nel film, ma indossa i panni di una ragazza qualsiasi che diventa una specie di Lady Gaga. Loperazione è senzaltro furba, ma permette alla star vera di sentirsi a suo agio nel ruolo e gestirlo dimostrando buone capacità interpretative.

Si tratta di pellicole che è inutile e vano snobbare, che anzi vanno accolte proprio per ciò che rappresentano, però è inevitabile notare che si tratta di un altro campo da gioco rispetto ai film dautore che dovrebbero rappresentare la linfa vitale di un festival. Il cinema di intrattenimento esiste da sempre, ed è bene che sia così, i melodrammi damore sono passati gli anni scorsi per il Lido anche con successo (si pensi a La La Land, per esempio), i divi e le dive a quanto pare servono, tuttavia resta il dubbio che questo film rappresenti una nota stonata nel difficile equilibrio di un Festival giustamente ambizioso come quello di Venezia.

Recensione Commissione Nazionale Valutazione Film CEI

Jackson Maine è un cantante country-rock con un discreto successo, smarrito tra farmaci e bottiglie di alcolici. Una sera si imbatte per puro caso nella cameriera Ally, che si esibisce in un locale rivelando una voce sorprendente. È subito scintilla tra loro, è amore dal punto di vista sentimentale e professionale….

Valutazione Pastorale

Molta curiosità accompagna l’uscita in sala di “A Star is Born”, nuovo remake di un testo divenuto classico a Hollywood, che ha visto come interpreti Judy Garland (1954) e Barbra Streisand (1976). Questa ulteriore versione sul tracciato di “È nata una stella” segna l’esordio alla regia di Bradley Cooper e il primo ruolo da protagonista della cantante Lady Gaga. La storia fotografa il sogno americano e le sue derive. La forza di “A Star is Born” risiede nelle performance dei due artisti, che recitano e cantano con intensità e convinzione, mostrando un affiatamento bello e riuscito. Un film in perfetto stile mélo, attualizzato nella componente musicale fresca e trascinante. “A Star is Born” marca anche in maniera problematica lo scotto da pagare per un successo dirompente, al quale l’artista non è mai del tutto preparato. Al di là di qualche passaggio narrativo da tenere in conto per i minori – l’abuso di alcolici e distruttive conseguenze –, nell’insieme il film è godibile, ma complesso e problematico. Il film trova la sua originalità, come quarto remake del classico di Hollywood, grazie alle musiche riuscite e trascinanti del duo Lady Gaga-Bradley Cooper. L’opera può essere utilizzata per approfondire le tematiche della precarietà del successo e i rischi delle dipendenze da alcolici.