Articoli Cinema

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Giovedì 07/12 | Ore 21:00
Venerdì 08/12 | Ore 21:00
Sabato 09/12 | Ore 21:00
Domenica 10/12 | Ore 16:00 e 21:00

ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS

Regia di Kenneth Branagh. Un film con Kenneth Branagh, Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Josh Gad.
Genere Drammatico – USA, 2017, durata 114 minuti.

Dopo lo scioccante omicidio di un ricco uomo d’affari sullo sfarzoso treno che sfreccia attraverso l’Europa nel cuore dell’inverno, Poirot deve ricorrere a tutta la sua abilità per scoprire chi nel gruppo eterogeneo di passeggeri è l’assassino, prima che colpisca ancora.
Dai finestrini delle carrozze del Simplon Orient Express non si vede altro che neve, un’immensa distesa bianca che inonda i binari e arresta la corsa del treno diretto a Calais. La premessa della nuova versione cinematografica di Assassinio sull’Orient Express è quella tradizionale del giallo corale firmato da Agatha Christie negli anni trenta. Gli illustri passeggeri a bordo del convoglio, riuniti nel lussuoso vagone ristorante, apprendono che un atroce omicidio si è consumato durante la notte: un distinto gentiluomo americano di nome Ratchett (Johnny Depp) è stato pugnalato nel suo scompartimento. Tra i presenti si fa largo il sospetto che l’assassino, bloccato dalla neve, non abbia mai lasciato il treno e si nasconda ancora tra i viaggiatori dell’Orient Express. A orchestrare gli interrogatori, perquisire le valigie e le cabine, raccogliere indizi e calmare gli animi, interviene il miglior detective sulla piazza, per caso a bordo dello stesso treno, il carismatico Hercule Poirot (Kenneth Branagh). Il grassoccio investigatore belga nato dalla penna della Christie, ascolta uno dopo l’altro i reticenti testimoni, annuendo e arricciandosi i baffi a ogni menzogna o tentativo di sviare le indagini. Il suo intuito non lo tradisce mai e la soluzione del caso è più vicina di quanto non sembri.

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Domenica 26/11 | Ore 16:00

CAPITAN MUTANDA

DATA USCITA: 01 novembre 2017; GENERE: Animazione, Azione, Commedia, Family; REGIA: David Soren
ATTORI: Kevin Hart, Ed Helms; PAESE: USA
DURATA: 89 Min; DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox

Basato sullo scalmanato personaggio ideato da Dav Pilkey negli anni novanta, Capitan Mutanda è il supereroe del quotidiano che mancava nel vasto panorama animato e non. Grassoccio, inetto, irrimediabilmente tonto, non perde mai l’esuberanza e il portamento snodato e disinvolto con cui affronta le sfide e i nemici immaginari. Ma il Signor Grugno (Ed Helms nella versione originale), l’alter ego del paladino in mutandoni bianchi, non è sempre stato così…
George Beard (Kevin Hart) e Harold Hutchins, età 10 anni, vengono convocati nell’ufficio del preside con l’accusa di “amicizia a delinquere”. Agli occhi dei due piccoli scavezzacollo, il direttore dell’istituto appare come un adulto isterico e noioso che, ossessionato dal dovere di applicare il rigido regolamento scolastico, ha dichiarato guerra alle risate e al divertimento. Ed è un problema visto che George e Harold, mini furfanti, hanno invece sposato la missione di ravvivare l’ambiente scolastico combinando uno scherzo dietro l’altro, dalle classiche bombe di vernice alle inedite tigri in corridoio. I due nemici naturali si scontrano in presidenza in una battaglia all’ultima nota di demerito, dalla quale, grazie a uno stratagemma ben congegnato, escono vittoriosi i due ragazzini: George usa il suo anello 3D per ipnotizzare l’insegnante e trasformarlo nell’eroe dei fumetti inventati da loro. Capitan Mutanda si sbarazza dell’inutile parrucchino, si avvolge nella tenda rossa e si fionda in strada verso incredibili, deliranti avventure.

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Sabato 25/11 | Ore 21:00
Domenica 26/11 | Ore 21:00

THE PLACE

DATA USCITA: 09 novembre 2017; GENERE: Drammatico, Fantasy; REGIA: Paolo Genovese
ATTORI: Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Silvia D’amico, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Giulia Lazzarini
PAESE: Italia; DURATA: 105 Min; DISTRIBUZIONE: Medusa Film

Ispirato alla serie tv americana “The Booth at the End”, The Place, il nuovo film di Paolo Genovese, volge lo sguardo su un misterioso protagonista, ospite abituale a abitudinario di un locale dove se ne sta seduto, giorno e notte, al tavolo in fondo. Chi è quell’uomo? Non è importante. Al suo tavolo riceve dei visitatori. Ognuno di loro ha un desiderio, un desiderio profondo, un desiderio difficile da realizzare, se non impossibile. L’uomo misterioso è pronto a esaudire le loro richieste in cambio di alcuni “compiti” da svolgere. Quanto saranno disposti a spingersi oltre i protagonisti per realizzare i loro desideri? Chi di loro accetterà la sfida lanciata dall’enigmatico individuo, per il quale tutto sembra possibile?
A sedersi di volta in volta davanti al personaggio interpretato da Valerio Mastandrea, troviamo quelli interpretati da Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Silvia D’Amico, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli e Giulia Lazzarini.

Le infinite fragilità della natura umana.

Un misterioso uomo siede sempre allo stesso tavolo al fondo di un bar, dal mattino alla sera, intento a prendere appunti su un grosso quaderno di pelle nera e pronto a esaudire ogni desiderio di abituali visitatori in cambio di compiti da far loro svolgere, talvolta proibitivi sul piano pratico, spesso moralmente aberranti. Fino a che punto questi individui saranno disposti a spingersi per veder realizzati i loro desideri?

 

Un perno narrativo (il patto mefistofelico) di evidente derivazione faustiana. Un doloroso, variegato cahier de doléance (le sofferenze che spingono a desideri inconfessabili) ad incastro progressivo. Il caos esistenziale (il “diritto alla felicità” della società contemporanea) racchiuso in un metaforico (anti)purgatorio, al cospetto di una volontà superiore.

Non c’è dubbio che The Place, il nuovo film di Paolo Genovese, ispirato alla serie tv americana The Booth at the End, sia alimentato da un’ambiziosa corrente filosofico-antropologica. I nove individui che, alternandosi in un continuo via vai, chiedono aiuto al loro misterioso interlocutore, sedendogli di fronte, sono anime fragili, che The Place vorrebbe mettere a nudo nelle loro carenze e ossessioni: dal padre con bambino malato di cancro al meccanico invaghito di una starlette, dal poliziotto fallito all’anziana che chiede di far regredire l’Alzheimer del marito, dalla giovane suora che vorrebbe ritrovare Dio al cieco che vorrebbe ritrovare la vista, tutti (compresi una moglie che intende far ingelosire il marito, una ragazza che aspira alla bellezza assoluta e il figlio delinquente del poliziotto) accettano di sedersi su una sedia vuota che si fa sede di verifica etica e morale.

Il problema di The Place, però, è nell’artificialità della messa in scena, che fa ristagnare il film in una “bolla” che ingloba, facendoli evaporare, le alte intenzioni e gli estenuanti dialoghi. Un lungometraggio “atono”, quello di Genovese, che autoconfinandosi nella rigidità del campo/controcampo e nella ripetitività delle inquadrature esterne al bar, in una ciclica reiterazione dello stesso schema, si imprigiona in una staticità logistica e diegetica certamente voluta ma davvero sterile nella sua programmaticità. Scivolando solamente sulle ferite intime che introduce, lasciandole sempre lontane dagli occhi dello spettatore anziché penetrarvi dentro, come sarebbe invece necessario, The Place allinea senza un vero perché perfidie e arrendevolezze, sarcasmi e disincanti, riducendo la sua assurda giostra degli affanni in un esercizio di pura campionatura delle debolezze umane.

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Sabato 18/11 | Ore 21:00
Domenica 19/11 | Ore 16:00 e 21:00

PADDINGTON 2

REGIA Paul King, DURATA 95 min

Ufficialmente trasferitosi nella mansarda di casa Brown a Windsor Gardens, Paddington (anche questa volta la voce italiana è quella di Francesco Mandelli) è diventato davvero popolare nel quartiere. E la notorietà dell’orso è destinata a crescere nel secondo capitolo delle sue avventure, Paddington 2.
In cerca del regalo perfetto per il centenario di zia Lucy, l’orsa che lo ha amorevolmente allevato nel “profondo e misterioso Perù”, l’orsetto ghiotto di marmellata si imbatte in un incantevole libro pop up, un esemplare unico scovato tra le meraviglie del negozietto di antiquariato del signor Gruber (Jim Broadbent). A corto di denaro, Paddington si rimbocca le maniche del cappottino blu, tira su la visiera floscia del cappello rosso e si cimenta in una serie di strambi lavoretti per racimolare la cifra necessaria. Ma quando il preziosissimo oggetto viene trafugato, tocca a Paddington e ai temerari componenti della famiglia Brown, capitanati da papà Henry (Hugh Bonneville) e mamma Mary (Sally Hawkins), acciuffare il ladro. I sospetti ricadono sull’attore narcisista Phoenix Buchanan (Hugh Grant).

Le nuove avventure dell’orso “londinese” uscito dalla penna di Michael Bond.

Zia Lucy compie 100 anni e Paddington non può scordarsi dell’amore che la vecchia orsa gli ha riservato da sempre, trovandolo e adottandolo da cucciolo. Decide pertanto di regalarle un antico libro pop- up con illustrazioni di Londra, la città che Zia Lucy ha sempre voluto visitare e dove ora Paddington vive. L’orsetto però non sa che quell’oggetto è desiderato anche da un famoso e malvagio attore che – nottetempo – lo ruba dal negozio di antiquariato dove è in vendita. Paddington e la famiglia Brown escogiteranno mille peripezie per ritrovare il libro e ristabilire l’ordine perduto.

Inevitabile sequel di un ricco botteghino (quasi 5milioni di euro, solo in Italia), Paddington 2 conferma la regia di Paul King e il cast principale aggiungendo alcuni grandi nomi dallo star system britannico, ovvero Hugh Grant e Brendan Gleeson in versione autoironica, a significare lo status elevatissimo al quale questa commedia-family-fantasy è considerata. D’altra parte in virtù della pregiata penna del compianto Michael Bond (da pochi mesi scomparso) era plausibile che il franchise proseguisse ad alti livelli. Se dunque il registro narrativo si mantiene sulla linearità del romanzo classico, con piacevoli incursioni nello humor britannico per ovvia appartenenza culturale (la città di Londra è celebrata come non mai..), l’approccio visivo riesce persino a migliorare rispetto al primo capitolo, osando alcune soluzioni scenografiche di buon effetto. Valori famigliari, onestà di comportamento, leggerezza di spirito e bontà d’animo (Paddington è per antonomasia l’orso capace di tirar fuori il meglio da ciascuno) restano al centro della tematizzazione di un film di ottima fattura e di piacevole fruizione “formato famiglia”.

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Sabato 11/11 | Ore 21:00
Domenica 12/11 | Ore 16:00 e 21:00

THOR – RAGNAROK

Il ritorno di Thor ad Asgard si fa amaro quando scopre che Loki si è sostituito al padre Odino sul trono, spedendo quest’ultimo in un ospizio terrestre. Ma il peggio deve ancora arrivare: Hela, sorella maggiore e dea della morte, sta per uscire dalla sua prigione e vuole vendicarsi su Asgard.
Il percorso di avvicinamento alle Infinity Wars, destinate a riunire e forse cambiare per sempre l’universo cinematografico Marvel (MCU), sembra interminabile e passa da episodi intermedi che, inevitabilmente, godono di un interesse limitato.