Articoli Cinema

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I MOSCHETTIERI DEL RE
– Venerdì 04/01 | Ore 21:15
– Sabato 05/01 | Ore 21:15
– Domenica 06/01 | Ore 20:30

Moschettieri del Re è un film di genere commedia, diretto da Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino e Valerio Mastandrea. Durata 109 minuti. Distribuito da Vision Distribution.

In Moschettieri del Re, il film di Giovanni Veronesi, ritroviamo, un po’ invecchiati, i quattro eroi creati da Alexandre Dumas: D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Athos (Rocco Papaleo), Aramis (Sergio Rubini) e Porthos (Valerio Mastandrea). Oggi sono un allevatore di bestiame sgrammaticato, un castellano lussurioso, un frate indebitato e un locandiere ubriacone, che per amor patrio saranno di nuovo moschettieri.
Un po’ attempati, cinici e disillusi, ma sempre abilissimi con spade e moschetti, richiamati all’avventura dopo oltre vent’anni dalla Regina Anna (Margherita Buy) per salvare la Francia dalle trame ordite a corte dal perfido Cardinale Mazzarino (Alessandro Haber) con la sua cospiratrice Milady (Giulia Bevilacqua).
Affiancati nelle loro gesta dall’inscalfibile Servo (Lele Vannoli) muto, e da un’esuberante Ancella (Matilde Gioli), i quattro – in sella a destrieri più o meno fedeli – combatteranno per la libertà dei perseguitati Ugonotti e per la salvezza del giovanissimo, parruccato e dissoluto Luigi XIV. Muovendosi al confine tra eroico e prosaico, i nostri si spingeranno fino a Suppergiù, provando a portare a termine un’altra incredibile missione. Difficile dire se sarà l’ultima o la penultima.

https://www.comingsoon.it/film/moschettieri-del-re/54774/scheda/

MOSCHETTIERI DEL RE – LA PENULTIMA MISSIONE (Giovanni Veronesi)Il ritorno della “commedia all’italiana” in costume.

Sono passati tanti anni dalle loro mirabili gesta e ormai nessuno si ricorda più di D’artagnan, Porthos, Aramis e Athos. Solo la regina Anna crede possano ancora compiere importanti imprese, tanto da affidar loro un’importantissima missione che dovrebbe salvare la Francia dagli intrighi del Cardinale Mazzarino e mettere così in salvo gli Ugonotti perseguitati. I quattro così si riuniscono ancora una volta, rimettono insieme i pezzi e iniziano la nuova avventura assistiti da un servo muto e da un’affascinante ancella.

Lontanamente ispirato a Vent’anni dopoMoschettieri del re – la penultima missione in realtà non ne è la fedele trasposizione, in quanto è composto da una serie di trasformazioni e ribaltamenti narrativi che ne fanno un testo assai diverso dal secondo titolo della celeberrima trilogia dedicata ai “I tre moschettieri” da Alexandre Dumas padre. Se infatti il contesto storico è lo stesso («suppergiù il 1650», ovvero il momento in cui era in auge il cardinale Mazarino a causa della tenera età di Luigi XIV), sono diversi sia i motivi della “richiamata alle armi” dei moschettieri (nel romanzo per combattere la Fronda, nel film per mettere in salvo gli ugonotti), sia la persona che spinge affinché essa si realizzi (nel romanzo Mazarino, nel film la regina Anna). Spostando in tal modo l’accento su un tema (le “guerre di religione”) che ha caratterizzato il secolo e che oggi sembra essere ancora drammaticamente attuale.

Tuttavia il diciottesimo lungometraggio da regista di Giovanni Veronesi s’ispira di fatto a quel sottofilone della “commedia all’italiana” che ne rappresentò la sua declinazione “in costume”, e che imperversò con grande successo nella seconda metà degli anni ’60 (La mandragolaUna vergine per il principeLe piacevoli nottie, soprattutto, L’armata Brancaleone). Una scelta certamente apprezzabile, se non altro per il tentativo di percorrere strade differenti dagli ormai obsoleti “cinepanettoni”, ma che purtroppo non si rispecchia nell’esito. A dispetto dei buoni propositi del soggetto (firmato insieme alla sceneggiatura dallo stesso Veronesi insieme a Nicola Baldoni), di un cast attraente e potenzialmente esplosivo nonché di un impianto produttivo ormai raro nel panorama del cinema nostrano infatti, Moschettieri del re  delude le aspettative che portava con sé fin dall’annuncio del progetto. L’idea dell’improbabile francese parlato da Favino/D’artagnan si esaurisce infatti  presto perché non ben alimentato dalla sceneggiatura, le battute (cui si dà largo spazio) funzionano solo in minima parte e la regia nelle scene di azione è spesso approssimativa. Si esce dunque dalla sala con la sensazione che l’occasione è stata colta solo in parte e che il modello de L’armata Bracalone rimane molto distante.

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Programmazione Natalizia pt. 2 – MARY POPPINS & RALPH SPACCA INTERNET

In attesa di conferme da parte dei distributori per la proiezione di “I moschettieri del re” e “La befana vien di notte”…continuiamo le feste targate Disney…

Ma non preoccupatevi, le commedie stanno per arrivare!!! 🙂

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IL RITORNO DI MARY POPPINS
– Venerdì 28/12 | Ore 21:15
– Sabato 29/12 | Ore 16:00 e 21:15
– Domenica 30/12 | Ore 16:00 e 20:30
– Lunedì 31/12 | Ore 16:00
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– Sabato 22/12 | Ore 16:00 e 21:15
– Domenica 23/12 | Ore 16:00 e 20:30
– Lunedì 24/12 | Ore 16:00
– Mercoledì 26/12 | Ore 16:00 e 21:15
– Giovedì 27/12 | Ore 21:15

Il Ritorno di Mary Poppins è un film di genere fantasy, family, diretto da Rob Marshall, con Emily Blunt e Meryl Streep. Durata 130 minuti. Distribuito da Walt Disney Italia.

Vent’anni prima danzavano tra i comignoli di Londra, scortati dalla tata magica Mary Poppins e un bizzarro gruppo di spazzacamini saltellanti.
Il Ritorno di Mary Poppins, il film diretto da Rob Masrhall, ambientato negli anni 30, vede i piccoli Michael e Jane Banks ormai cresciuti.

Michael Banks (Ben Whishaw) è ormai un uomo adulto, abita ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi con i suoi tre figli Annabel (Pixie Davies), John (Nathanael Saleh) e Georgie (Joel Dawson). Anche lui, come il padre e il nonno, lavoro presso la Banca di Credito, Risparmio e Sicurtà di Londra, ma i tempi sono tempi duri e il suo impiego è a tempo determinato. Come se non bastasse, la famiglia sta cercando di superare la recente morte della moglie di Michael e nonostante gli sforzi della loro inefficiente ma volenterosa domestica Ellen (Julie Walters), la casa è malmessa e in un costante stato di caos.
Jane (Emily Mortimer), da parte sua, tenta di aiutare suo fratello e i suoi nipoti appena le è possibile, il che non avviene spessimo occupata com’è a combattere per i diritti dei lavoratori spinta dall entusiasmo per l’attivismo ereditato da sua madre.
Con la dura realtà del periodo e il peso del recente lutto che gravano sulla famiglia, i bambini sono costretti ad assumere responsabilità da adulti e di conseguenza stanno crescendo troppo rapidamente. Come risultato, la gioia e il fanciullesco senso della meraviglia sono assenti dalle loro vite.

Mentre il rapporto di Michael con i suoi figli continua a peggiorare, il signor Wilkins (Colin Firth), il direttore apparentemente affabile e altruista della banca, avvia le procedure per il pignoramento della casa dei Banks, mandando ancora più in crisi l’esausto Michael.
Fortunatamente il vento inizia a cambiare e Mary Poppins (Emily Blunt), la bambinaia che con i suoi straordinari poteri magici è in grado di trasformare qualsiasi mansione giornaliera in una fantastica avventura, torna nelle loro vite, senza essere invecchiata di un giorno. Insieme al suo vecchio amico Jack (Lin-Manuel Miranda), un lampionaio affascinante e ottimista, Mary accompagnerà i piccoli Banks in una serie di incredibili avventure arricchite da incontri con personaggi stravaganti, tra cui la sua eccentrica cugina Topsy (Meryl Streep), riportando vita, amore e risate nella loro casa.

https://www.comingsoon.it/film/il-ritorno-di-mary-poppins/53782/scheda/
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BOHEMIAN RHAPSODY
– Sabato 15/12 | Ore 21:15
– Domenica 16/12 | Ore 16:00 e 20:30
– Venerdì 07/12 | Ore 21:15
– Sabato 08/12 | Ore 21:15
– Domenica 09/12 | Ore 16:00 e 20:30

Bohemian Rhapsody è un film di genere biografico, drammatico, musicale, diretto da Dexter Fletcher, Bryan Singer, con Rami Malek e Mike Myers. Durata 106 minuti. Distribuito da 20th Century Fox.

Bohemian Rhapsody, il film diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher, è una coinvolgente celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro leggendario frontman Freddie Mercury (Rami Malek), che sfidò gli stereotipi e infranse le convenzioni, diventando uno degli artisti più amati al mondo.
Il film ricostruisce la meteorica ascesa della band attraverso le sue iconiche canzoni e il suo sound rivoluzionario, la sua crisi quasi fatale, man mano che lo stile di vita vita di Mercury andava fuori controllo, e la sua trionfante reunion alla vigilia del Live Aid, quando Mercury, afflitto da una gravissima malattia, condusse la band in una delle performance più grandiose della storia del rock.
Facendo questo, il film cementa l’eredità di una band che è sempre stata più di una famiglia e che continua ancora oggi a ispirare gli outsider, i sognatori e gli appassionati di musica.
Oltre a Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, il film vede nel suo cast Lucy Boynton, nel ruolo di Mary Austin, grande amore di Freddie, Gwilym Lee nei panni di Brian May, chitarrista dei Queen, Ben Hardy in quelli del batterista Roger TaylorJoe Mazzello interpreta il bassista John Deacy DeaconAidan Gillen è invece John Reid, primo manager del gruppo, Aaron McCusker ha il ruolo di Jim Hutton, a lungo il ragazzo di Mercury e Mike Myers nei panni di Ray Foster della casa discografica EMI.

https://www.comingsoon.it/film/bohemian-rhapsody/54840/scheda/

L’atteso biopic per rivivere il mito di Freddie Mercury

Londra, primi anni ’70. Un giovane dagli incisivi vistosi e sporgenti, figlio di immigrati parsi, lavora da facchino all’aeroporto di Heathrow mentre sogna di diventare una pop star. Ha una voce formidabile e basta l’assenza del cantante di una piccola band di quartiere per assicurargli un primo live in un locale. Da quel momento nulla sarà come prima, incluso il suo originario nome Farrokh Bulsara che si trasforma in Freddie Mercury, l’inimitabile anchorman dei Queen, eterna ed iconica leggenda che “vuole vivere per sempre”.

Un biopic dalla storia annosa e controversa, quello sul mitico Freddie Mercury si portava addosso aspettative pari almeno alla popolarità del suo protagonista. E non è un caso che la premiere mondiale del film diretto da Bryan Singer sia avvenuta al Wembley Stadium di Londra, luogo che il 13 luglio 1985 ospitò il mastodontico Live Aid Concert che sancì la reunion dei Queen dopo un periodo difficile. Ma fu anche la performance più impressionante di Mercury che per 20’ tenne il pubblico in totale delirio e fece salire le donazioni benefiche come nessuno prima. A quel tempo, peraltro, l’artista era già consapevole di essere affetto dall’HIV ma non lo sapeva nessuno a parte i membri della band. La notazione del concerto Live Aid è fondamentale ai fini di comprendere il peso specifico che il film vi attribuisce, riproducendola quasi totalmente e facendone una replica esatta al video originale che ne fu realizzato. Ma se il momento live più vibrante della carriera dei Queen viene ad equivalere a quello migliore dell’intero lungometraggio – con un Rami Malek praticamente identico al divino Freddie – sorge l’evidente nota dolente dell’intero testo, biopic mediocre ed eccessivamente “salvaguardato” da un entourage produttivo costituito dai Queen restanti e dai congiunti di Mercury. Bohemian Rhapsody deve il suo titolo all’altro buon segmento cinematografico rilevato nella genesi della popolare canzone ma anch’esso, per quanto intrigante e divertente, non è sufficiente a garantire la riuscita del film. Certamente è bello e a tratti commovente “rivedere” (e risentire soprattutto giacché la voce cantante è quella originale del leader dei Queen) in azione un artista bigger than life tuttora idolatrato in tutto il mondo, ma una produzione senz’altro ricca come questa era in grado di fare di tale atteso biopic un momento di grande cinema, almeno degno della grandezza di Freddie Mercury.