Articoli Cinema

,

Venerdì 25/05 | Ore 21:00
Sabato 26/05 | Ore 21:00
Domenica 27/05 | Ore 16:00 e 21:00
Venerdì 01/06 | Ore 21:00
Sabato 02/06 | Ore 21:00
Domenica 03/06 | Ore 16:00 e 21:00

SOLO – A STAR WARS STORY

genere azione, fantascienza. Diretto da Ron Howard, con Alden Ehrenreich e Woody Harrelson. Durata 135 minuti. Distribuito da Walt Disney Pictures.

Solo: A Star Wars Story, il film diretto da Ron Howard, è il secondo spin-off della saga di Star Wars dedicato alle avventure di un giovane Han Solo, portato sullo schermo da Alden Ehrenreich.
Molti anni prima di incontrare Luke Skywalker e il Maestro Jedi Obi-Wan Kenobi nell’affollata Cantina di Mos Eisley, sul pianeta Tatooine, il cinico e scaltro contrabbandiere spaziale bazzicava già i locali più malfamati della galassia in compagnia del fedele wookiee, Chewbecca, e del suo mentore, un incallito criminale di nome Beckett, interpretato nel film dall’attore Woody Harrelson.
Gli insegnamenti del malvivente (ingannare, truffare e sgraffignare) forniscono ad Han gli strumenti per costruirsi da solo la propria fortuna: nel rischioso torneo di carte citato nella trilogia originale, il futuro pilota dell’Alleanza Ribelle la spunta sul famigerato giocatore d’azzardo Lando Calrissian (Donald Glover) sottraendogli l’adorato Millennium Falcon.

Curiosamente, il progetto dedicato a Solo fu uno dei primi che George Lucas propose alla produttrice Kathleen Kennedy quando le illustrò i suoi piani per le storie indipendenti di Star Wars. I due erano d’accordo sul fatto che Lawrence Kasdan, lo sceneggiatore degli episodi L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi, sarebbe stato la persona perfetta per scrivere il film.

Commissione Nazionale Valutazione Film – Commissione Episcopale Italiana

In sala le avventure giovanili di Han Solo versione testuale. Spin-off firmato Ron Howard e targato Disney che punta dritto alla testa del botteghino
di Massimo Giraldi e Sergio Perugini

Una delle proiezioni speciali più attese al 71° Festival di Cannes, insieme al film con papa Francesco firmato Wim Wenders, “Pope Francis. A Man of His Word”, è stata senza dubbio quella di “Solo. A Star Wars Story”, episodio dedicato alla giovinezza di Han Solo, mitico personaggio della saga “Star Wars”, pronto a sbarcare nelle sale italiane dal 23 maggio. Il film è diretto da Ron Howard, il Richie Cunningham della serie “Happy Days”, divenuto importante regista hollywoodiano, di cui si ricordano “Apollo 13”, “A Beautiful Mind” e “Frost/Nixon”. La sua nuova sfida, “Solo”, progetto in cui è entrato in corsa per condurre in porto il film – dopo il passo indietro di Phil Lord e Christopher Miller –, è un’operazione targata Disney, che è ormai da diversi anni alla guida di tutto l’universo “Star Wars”. Il Sir, insieme alla Commissione nazionale valutazione film della Cei, ha visto in anteprima il film.

Alle origini di Han Solo
La storia, firmata da Lawrence e Jon Kasdan, approfondisce il passaggio dall’adolescenza all’età adulta di Han Solo, dai 18 ai 24 anni, avventuriero spaziale che nei capitoli centrali di “Star Wars” – episodi IV, V e VI, ovvero “Guerre stellari”, “L’Impero colpisce ancora” e “Il ritorno dello Jedi”– si aggira tra le galassie a bordo della nave Millennium Falcon, finendo per sposare riluttante la lotta dei ribelli accanto alla principessa Leia e suo fratello Jedi Luke Skywalker. In “Solo” di Leia e Luke ovviamente non c’è traccia, ma conosciamo Han (Alden Ehrenreich) all’età di 18 anni, invaghito della giovane Qi’ra (Emilia Clark, la star di “Game of Thrones”), una storia d’amore forzatamente interrotta. Qualche anno dopo Han ritrova la giovane, in una situazione più complicata; accanto a tutto questo, c’è un susseguirsi di inseguimenti, avventure spaziali incalzanti e conflitti rocamboleschi.
Al centro del racconto troviamo sempre il duello, la polarizzazione bene-male, dinanzi alla quale il personaggio di Han, così come tutti gli altri, è chiamato a prendere posizione. La figura di Han Solo è resa in maniera sfaccettata e contraddittoria: è impulsivo, spaccone, non sempre incline alla scelta migliore; spesso cerca di sottrarsi a responsabilità o di percorrere la via più breve con furbizia o illegalità. Nel complesso, la sua azione nel film è tutta orientata a riconquistare la bella Qi’ra, a costo di superare ogni ostacolo. Il lieto fine è tenuto alquanto in punta di penna, accostato ma non detto.

Un film che funziona senza troppi clamori
Fughiamo ogni dubbio: il film funziona, sorretto dalla mano salda del regista Ron Howard, ma non segna un risultato ottimale. È una narrazione dal consueto taglio adrenalinico e action, cercando di mantenere sempre in parallelo un approfondimento, attraverso i personaggi, del dilemma etico-morale, ovvero fare la scelta giusta.
Nella sceneggiatura trova posto in più momenti la guerra, con forte prepotenza e incalzante decisionismo. Una guerra ancora una volta proposta come inevitabile e non di meno affidata a un frenetico caleidoscopio di vittime, tra le quali va annoverato anche un robot che, colpito, muore, lasciando dolore e commozione nel suo “uomo di riferimento”’, Lando.
Nell’insieme, sono evidenti nella narrazione i segni di un’idea più volte rimaneggiata, che ha subito una revisione in corsa per approdare in sala. Nonostante qualche debolezza e lungaggine, il film riesce a stare in piedi bene, assicurando allo spettatore– appassionato o nuovo – uno spettacolo godibile e facilmente fruibile.

Tra sequel e spin-off, la Disney fa bottino con “Star Wars”
La Disney ha acquisito per circa 4miliardi di dollari la Lucasfilm nel 2012, con un piano di produzione ben preciso: rilanciare il fenomeno “Star Wars”, tra sequel e spin-off. Un’operazione che ha permesso alla casa di Topolino di espandere i propri orizzonti commerciali, affiancando all’universo narrativo e di merchandising dei supereroi Marvel, anche le avventure intergalattiche ideate da George Lucas.
Guardando infatti agli incassi della saga “Star Wars”, dopo la cura Disney si può dire che il bilancio sia ricco e di successo. Sono entrati già nella storia del cinema gli incassi al box office tanto dell’episodio VI “Star Wars: Il risveglio della Forza” (2015), firmato J.J. Abrams, che ha ottenuto oltre 2miliardi di dollari, quanto dell’episodio VIII, “Star Wars: Gli ultimi Jedi” diretto da Rian Johnson, che ha guadagnato “worldwide” oltre 1miliardo di dollari.
Il primo spin-off del nuovo corso, poi, “Rogue One. A Star Wars Story” (2016) firmato Gareth Edwards, ha fatto centro al botteghino con la cifra di 1miliardo di dollari. Si ipotizza che il nuovo capitolo “Solo. A Star War Story” possa fare anche meglio, trattando di un personaggio così caro al pubblico, Han Solo, cui ha prestato il volto in maniera indimenticabile Harrison Ford.
Tutto questo senza menzionare i tanti prodotti collaterali che prendono le mosse da ogni episodio di Star Wars, dai videogame ai libri, dal merchandising (ad esempio i Lego dedicati) alle operazioni di co-marketing sui veri prodotti. Basti pensare che al momento dell’acquisizione della Lucasfilm da parte della Disney, nel 2012, l’indotto extra-cinematografico della saga era valutato di circa 20miliardi di dollari.

Articolo originale pubblicato su AgenSIR:

https://agensir.it/italia/2018/05/19/in-sala-le-avventure-giovanili-di-han-solo-spin-off-firmato-ron-howard-e-targato-disney-che-punta-dritto-alla-testa-del-botteghino/

 

,

Sabato 19/05 | Ore 21:00
Domenica 20/05 | Ore 18:00 e 21:00

GAME NIGHT

Genere azione, commedia, thriller. Diretto da John Francis Daley, Jonathan M. Goldstein, con Jason Bateman e Rachel McAdams. Durata 100 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Game Night – Indovina chi muore stasera?, il film diretto da John Francis Daley e Jonathan Goldstein, è una commedia thriller che vede protagonisti Max (Jason Bateman) e Annie (Rachel McAdams). I due si riuniscono settimanalmente insieme ad altre coppie per una serata di giochi di società.
Una di queste sere, su proposta del carismatico fratello di Max, Brooks (Kyle Chandler), per gioco devono risolvere un misterioso delitto, con tanto di criminali e agenti federali improvvisati.
Così anche quando Brooks viene rapito, fa tutto parte del gioco, vero? Ma non appena i sei partecipanti super competitivi si apprestano a risolvere il caso in vista della vittoria, scoprono che né il “gioco”, né tantomeno Brooks, sono quel che sembrano.
Nel corso di una caotica notte, gli amici si ritrovano sempre più invischiati in situazioni che progressivamente prendono delle pieghe inaspettate. Senza regole, senza punti e senza alcuna idea di chi siano tutti i giocatori, questa partita potrebbe rivelarsi la più divertente in assoluto… o la fine dei giochi.

,

Sabato 12/05 | Ore 21:00
Domenica 13/05 | Ore 16:00 e 21:00

AVENGERS INFINITY WAR

Genere avventura, azione, fantasy. Diretto da Anthony Russo, Joe Russo, con Robert Downey Jr. e Chris Evans. Durata 149 minuti. Distribuito da Walt Disney Pictures.

Il nuovo film Marvel Avengers: Infinity War porta sul grande schermo la più grande e fatale resa dei conti di tutti i tempi. Dopo gli eventi di Captain America: Civil War il gruppo di Vendicatori si divide, con Captain America/Steve Rogers (Chris Evans) che lascia cadere a terra il suo scudo. Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr.), rimasto senza plotone alle spalle, impiega tutti i mezzi a disposizione per difendere il pianeta dall’ennesimo attacco alieno, dalle armature high tech di sua invenzione, ai finanziamenti da “miliardario playboy filantropo”. Il nuovo nemico, Thanos (Josh Brolin), un potente tiranno intergalattico, è deciso a conquistare l’universo sfruttando il potere delle Gemme dell’Infinito, alcune delle quali finite nelle mani dell’avido Collezionista (Benicio del Toro) famoso cacciatore di artefatti spaziali. La minaccia imminente richiede l’intervento di tutti gli Avengers della formazione originale: Captain America, lo scienziato Bruce Banner (Mark Ruffalo) e il suo irascibile alter ego Hulk, Il dio del tuono Thor (Chris Hemsworth), la spia Vedova Nera (Scarlett Johansson), l’infallibile arciere Occhio di Falco (Jeremy Renner); al fianco dell’arrampicamuri Spider-Man (Tom Holland), dell’androide Visione (Paul Bettany) e di tutti i loro alleati. Ma le forze dispiegate non saranno ancora sufficienti a neutralizzare l’invincibile alieno. Per fortuna un aiuto arriverà dai confini della Galassia, dove Star Lord (Chris Pratt) e la sua sgangherata banda di Guardiani attendono impazienti.

 

C’è un superaffollamento di presenze in questo “Avengers: Infinity War”, che figura come il diciottesimo della serie Marvel. Ci sono tutti, eroi, supereroi, coraggiosi, vendicativi, spietati, decisi al meglio, o al peggio. In testa, a fare da collante, c’è Thanos, impegnato a dominare la Terra, e forse anche a ridurne la popolazione. Provenienti da situazioni differenti, quasi si direbbe da mondi lontani, eccoli in bella mostra, Iron Man, Thor, la Vedova Nera, Loki, Visione, Pepper Pott…Si incontrano, si scontrano quasi senza saperne bene i motivi, si scambiano minacce e provocazioni, oltre ad una forte, sana, e notevole dose di dialogo all’insegna di ironia sottile. Il capitolo (il primo dei due film previsti, il secondo uscirà a maggio 2019) procede per 149′ su un doppio binario: da un lato quello di un perfido, caustico umorismo, pronto ad acute citazioni cinefile e alla conferma che l’immaginario filmico è fortissimo nella mente dello spettatore medio americano; dall’altro quello della guerra, sempre e comunque da combattere, sempre necessaria per risolvere questioni irrisolvibili. I supereroi stanno al gioco, talvolta dovendo sacrificare molto dei rispettivi ruoli alle esigenze degli incalzanti effetti speciali (ridotta al minimo la presenza di Scarlett Johansson, quasi impalpabile quella di Gwyneth Paltrow), tuttavia riuscendo a non passare inosservati, anzi a lasciare un segno di precisa identità che li traghetterà direttamente al successivo episodio. Squilla forte il campanello d’allarme sul rischio di tirare troppo la corda su bombe e scontri all’ultimo sangue. Bisogna far aumentare il tasso di fantasia, di favola, di imprevedibilità e di clima per giovani smaliziati e disposti a divertirsi. L’approccio funziona. Le due ore e mezzo scorrono bene senza intoppi né ripensamenti. E’ un capitolo che taglia la maggiore età (il 18°) in ottima salute.

,

Venerdì 11/05 | Ore 21:00

MONCENISIO SOTTOSOPRA e PROFUMO DI RESINA

Biglietto Unico 6€
 
EVENTO!
Dopo il successo di Profumo di resina ritorna Luigi Cantore col film documentario MONCENISIO SOTTOSOPRA.
Farà seguito la replica del film PROFUMO DI RESINA, non perdete questa occasione!
,

Venerdì 04/05 | Ore 21:00
Sabato 05/05 | Ore 21:00
Domenica 06/05 | Ore 18:00 e 21:00

IO SONO TEMPESTA

Genere commedia, drammatico. Diretto da Daniele Luchetti, con Marco Giallini e Elio Germano. Durata 97 minuti. Distribuito da 01 Distribution.

Io sono Tempesta, il film diretto da Daniele Luchetti, vede Marco Giallini nei panni di Numa Tempesta, un finanziere che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo nel suo immenso hotel deserto, pieno di letti in cui lui non riesce a chiudere occhio.
Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli. Un giorno la legge gli presenta il conto: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza.
E così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla, degli ultimi. Tra questi c’è Bruno (Elio Germano), un giovane padre che frequenta il centro con il figlio, in seguito ad un tracollo economico.
L’incontro sembrerebbe offrire ad entrambi l’occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia. Ma c’è il denaro di mezzo e un gruppo di senzatetto che, tra morale e denaro, tenderà a preferire il denaro. Alla fine, come nel miglior cinema di Daniele Luchetti, bisognerà chiedersi: chi sono i buoni, se ci sono?

Il ricco tra i poveri

Numa Tempesta è un finanziere con pochi scrupoli che gestisce un grosso fondo e abita in solitudine l’hotel di cui è proprietario. Quando viene condannato per un’antica evasione fiscale, è costretto a scontare un anno di pena nei servizi sociali in un centro di accoglienza. Qui conosce tante persone disperate, tra cui Bruno, un giovane padre che vive nel centro con il figlio a causa di un tracollo economico. Tra di loro nasce un rapporto di amicizia che li porta ad avere una reciproca occasione di rinascita.

Ambientato ancora una volta a Roma, sfondo privilegiato della filmografia del regista, l’undicesimo lungometraggio di finzione di Daniele Luchetti è segnato da alcune novità e importanti ritorni. Tra le prime c’è l’inizio della collaborazione con Marco Giallini (in un ruolo finalmente “cucito addosso”) e con Eleonora Danco (attrice ingiustamente poco utilizzata dal cinema nostrano). Tra i secondi invece quello al cinema dopo l’anodina parentesi televisiva del 2016 (la mini-serie in 4 episodi di Chiamatemi Francesco), a un genere assai frequentato (la commedia, qui nella declinazione “ricchi e poveri”, oggi molto in voga), ai temi dell’attualità, assenti dai tempi de La nostra vita (2010), nonché alla collaborazione con Elio Germano, che proprio con il regista romano ha espresso due delle più importanti interpretazioni della sua giovane ma già importante carriera (Mio fratello è figlio unico, 2007, e appunto il film del 2010).

Al di là di tali rilievi però, Io sono Tempesta appare come uno dei tanti film italiani in cui sono evidenti le buone intenzioni, poi però non legittimate dagli esiti, e che nel caso di Luchetti non riescono a raggiungere i livelli dei migliori titoli della sua filmografia. Complice un soggetto non particolarmente originale e una scrittura che, seppur ben intenzionata a dar rilievo a ogni personaggio, principale o secondario, non riesce tuttavia a trovare quella tridimensionalità di cui sono connotati i migliori characters dell’opera del regista romano. Un vero peccato, perché il lavoro con gli attori è, come sempre d’altronde, di grande qualità, così come il giudizio è positivo sia per la fotografia di Luca Bigazzi, bravo a definire una Roma gelida e invernale assai rara da vedere sul grande schermo, sia per la scenografia mai banale di Paola Comencini che per il casting ben assortito.