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FIRST MAN – IL PRIMO UOMO
MARTEDI 23/04 | ORE 21:15

First Man – Il Primo Uomo è un film di genere biografico, drammatico del 2018, diretto da Damien Chazelle, con Ryan Gosling e Claire Foy. Durata 138 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

Il regista Damien Chazelle e il protagonista Ryan Gosling tornano a lavorare insieme nel film First Man – Il Primo Uomo, che narra l’avvincente storia della missione della NASA per portare un uomo sul luna. Il film si concentra sulla figura di Neil Armstrong e sugli anni tra il 1961 e il 1969. Resoconto viscerale in prima persona, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplorerà i sacrifici e il costo che avrà per Armstrong e per l’intera nazione, una delle missioni più pericolose della storia.

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COPPERMAN
– MARTEDI 30/04 | ORE 21:15
-GIOVEDI 02/05 | ORE 17:30

Copperman è un film di genere drammatico del 2019, diretto da Eros Puglielli, con Luca Argentero e Galatea Ranzi. Uscita al cinema il 07 febbraio 2019. Durata 94 minuti. Distribuito da Notorious Pictures.

Copperman, il film diretto da Eros Puglielli, è la storia di Anselmo (Luca Argentero), un uomo molto speciale che, nonostante la sua età, vede la realtà con gli occhi di un bambino. Per lui ogni cosa intorno a sé ha i colori delle fiabe e i magici poteri dei supereroi.
Inoltre, Anselmo è cresciuto con una purezza infantile, che non gli permette di diffidare degli altri e, sebbene la vita gli mostri più volte come sa essere cruda e dura, l’uomo riuscirà anche nei momenti più difficili a mantenere la sua limpida e unica visione del mondo.
Abbandonato dal padre, che lui crede un supereroe, Copperman/Anselmo vive con la madre (Galatea Ranzi) che a forza di ripetergli quanto sia “speciale”, se ne è convinto anche lui. E proprio come Forrest Gump ha conservato nel tempo una purezza infantile e il candore disarmante di chi non conosce la diffidenza. Il suo grande amore è Titti (Angelica Bellucci/Antonia Truppo) conosciuta a scuola alle 10, 34 minuti e 12 secondi di un giorno speciale e poi inghiottita da un’assenza troppo lunga. E poi c’è Silvano (Tommaso Ragno), il fabbro del paese, arrivato non si sa da dove, suo padre putativo e mentore. Uno che ha poche parole e una pistola. E che è diventato suo amico dalle 11 e 47 minuti del 12 aprile 1991. Grazie a lui, Anselmo diventa Copperman.

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MOUNTAIN
– GIOVEDI 02/05 | ORE 21:15

Regia di Jennifer Peedom. Un film con Willem Dafoe. Titolo originale: Mountain. Genere Documentario – Australia, 2017. Distribuito da Mescalito Film.

Il documentario in chiave di sinfonia audiovisiva, racconta le scalate delle montagne più impervie, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati delle vette più remote. Ma non lesina di suggerire anche gli aspetti controversi delle pratiche alpinistiche più estreme. Fino a tre secoli fa, le montagne erano luoghi di pericolo, non di bellezza. Quando a metà del XX secolo l’Everest venne conquistato, l’alpinismo era diventato una ricerca della perfezione e le montagne venivano viste come avversari da sconfiggere. Oggi, quando milioni di persone sono incantate dalla loro magia, le montagne diventano teatri di svago: gestite e mercificate come parchi giochi. Ma le montagne sono molto di più di una distrazione o un nemico da battere. Il loro valore risiede nel riconoscere i nostri limiti .

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7 UOMINI A MOLLO
– MARTEDI 9/04 | ORE 21:15
– GIOVEDI 11/04 | ORE 17:30

7 Uomini A Mollo è un film di genere commedia del 2018, diretto da Gilles Lellouche, con Mathieu Amalric e Guillaume Canet. Durata 122 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.

7 uomini a mollo, il film diretto da Gilles Lellouche, vede protagonista Bertrand(Mathieu Amalric), un quarantenne depresso, riesce a dare finalmente un senso alla sua vita quando decide di entrare a far parte di una squadra di nuoto sincronizzato maschile. Per ognuno dei componenti, gli allenamenti rappresentano col tempo una valvola di sfogo e un rifugio sicuro. Insieme si sentiranno sempre più forti fino a volere intraprendere un traguardo pazzesco: la partecipazione ai campionati mondiali di nuoto sincronizzato maschile! Quindi sì, può sembrare un’idea idiota, ma questa incredibile carica li farà tornare alla vita!
Nel cast del film troviamo anche Guillaume CanetBenoît Poelvoorde e Jean-Hugues Anglade.

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OLD MAN & THE GUN
– MARTEDI 2/04 | ORE 21:15
– GIOVEDI 4/04 | ORE 17:30

Old Man & the Gun è un film di genere commedia, drammatico del 2018, diretto da David Lowery, con Robert Redford e Casey Affleck. Durata 93 minuti. Distribuito da BIM.

Old Man and the Gun, il film diretto da David Lowery, è ispirato alla storia vera di Forrest Tucker (Robert Redford), un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Da una temeraria fuga dalla prigione di San Quentin quando aveva già 70 anni, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti, Forrest Tucker disorientò le autorità e conquistò l’opinione pubblica americana. Coinvolti in maniera diversa nella sua fuga, ci sono l’acuto e inflessibile investigatore John Hunt (Casey Affleck), che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dalla passione non violenta profusa da Tucker nel suo mestiere, e una donna, Jewel (Sissy Spacek), che lo ama nonostante la sua professione.

Forrest Tucker è un anziano rapinatore di banche dall’aspetto mite e affabile, più volte incarcerato ed evaso, autore di una serie di colpi che lasciano di stucco le forze dell’ordine. Insieme a due abituali complici, infatti, Tucker entra negli istituti di credito in pieno giorno e, con tutta calma e con fare gentile, minacciando direttori e impiegati ma senza utilizzare armi, si fa riempire di dollari una borsa in pelle. Sulle sue tracce si muove il detective John Hunt. E nella sua vita compare una donna, Jewel, che scopre di amarlo nonostante la professione che si è scelto…

Un film crepuscolare, ambientato negli anni ’80, con Robert Redford al passo d’addio, avendo annunciato a 82 anni il ritiro dalle scene. Il film scritto e diretto da David Lowery è un riuscito, nostalgico omaggio ad un cinema (quello di Redford, ma non solo) attento ai rapporti umani, alle affascinanti contraddizioni della vita, ai sogni che non devono indietreggiare di fronte alla realtà. Basato sull’omonimo articolo pubblicato nel 2003 sul New Yorker da David Grann, Old Man & the Gun condensa idealmente alcuni carismatici fuorilegge della straordinaria carriera dell’attore e regista americano. Certo, la pistola impugnata dal rapinatore di treni in Butch Cassidy qui è riposta nel cruscotto dell’auto di Tucker, scarica, e la meticolosa, colossale truffa de La stangata è limitata alla sola presenza scenica di un persuasivo, elegante furfante dai baffi finti. Ma non c’è dubbio che quei personaggi riecheggino in Old Man & the Gun, antieroi al pari di Forrest Tucker, ladro gentiluomo realmente esistito, all’interno di un western moderno intriso di senile malinconia, simbolo di un’epoca scandita ancora da una “lentezza” naturale, dal rimpianto dei tempi andati e dall’avvicinarsi alla fine del proprio cammino. Seguendo una narrazione piana ma empatica, il film di Lowery esercita dunque un sottile fascino d’antan, stabilendo un suggestivo parallelismo tra il pacato rapinatore e l’agente annoiato dal suo lavoro: Tucker e Hunt si vedono riflessi l’uno nell’altro, sospinti da reciproco rispetto e ammirazione, l’uno (in fuga) trovando nell’altro (che gli dà la caccia) un condivisibile “stile di vita”. E viceversa.

Insieme al legame affettivo di Tucker con la Jewel impersonata da Sissy Spacek, la simbiosi tra il difensore della legge e l’outlow man è la molla emotiva di Old Man & the Gun, un antagonismo che sfocia in comprensione intima, sorretto da sequenze esemplari. Come quando Hunt, nella centrale di polizia, coglie, stupito, il sorriso di Tucker durante una rapina, ripreso da una telecamera di videosorveglianza della banca, invidiandogli quella “scintilla” che vivifica l’esistenza e che lui pare aver smarrito. O come quando Tucker, seduto in compagnia di Jewel in un locale dove c’è anche Hunt, entra nella toilette del bar dove si è infilato il poliziotto, che lo cerca per arrestarlo, parlandogli amichevolmente, come da padre a figlio.

Con le rughe ben esposte sul volto, con le dita delle mani solcate dagli anni e piegate a forma di pistola, mimando lo sparo di un proiettile mai esploso, Robert Redford è ammirevole nel prestare al suo personaggio un fascino senza tempo, lasciando trapelare, nel suo cuore di impenitente artista della rapina a capo di una “banda di vecchietti d’assalto”, un groviglio di rimorsi, rinunce, errori mai confessati nemmeno a se stesso. L’anima nascosta di un individuo volontariamente contraddittorio. O, come ha scritto David Grann sul New Yorkerdescrivendo l’incredulità degli agenti che arrestarono Tucker a 78 anni, il ritratto a due facce di “un pensionato che sembrava aver appena finito di cenare all’ora delle galline”.

Valutazione Pastorale

Classe 1980, David Lowery con “The Old Man & the Gun” realizza un film di grande fascino e atmosfera, tutto centrato sulla figura e la carriera di Robert Redford. E il celebre divo hollywoodiano, a 82 anni, ha deciso di congedarsi dal cinema proprio con quest’opera. Il film prende le mosse da una vicenda realmente accaduta, la storia del rapinatore di banche Forrest Tucker; si concentra in particolare sugli ultimi colpi del truffatore Usa negli anni ’80, in età orami avanzata. Attraverso la vicenda di Tucker, Robert Redford condensa tutta la sua straordinaria galleria di personaggi interpretati in oltre mezzo secolo di carriera. Il film si propone come un abito ideale, su misura, per Redford che porta in scena tutta la sua eleganza, ironia e intensità di sguardo. È sì un testamento artistico, ma anche la conferma di una bravura senza tempo. Questo film sembra richiamare anche il recente “Le nostre anime di notte”, dove Redford duettava con Jane Fonda. Qui in “The Old Man & the Gun” a fargli da spalla c’è la sempre affascinante Sissy Spacek. Vediamo i due grandi di Hollywood marcare con intensità e poesia due figure al tramonto della vita, capaci di provare ancora emozioni e tenerezza. In generale, il film ha un buon andamento grazie alla capace regia di David Lowery, ma tutto poggia sulla bravura di Redford, un grande signore dello schermo. Dal Punto di vista pastorale, il film è consigliabile e brillante. Per tutti i tipi di pubblico.