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CAFARNAO
– MARTEDI 22/10 | ORE 21:15
– GIOVEDI 24/10 | ORE 17:30

Cafarnao è un film di genere drammatico del 2018, diretto da Nadine Labaki, con Nadine Labaki e Zain Alrafeea. Durata 123 minuti. Distribuito da Lucky Red.

Cafarnao, il film diretto da Nadine Labaki, racconta la complessa realtà contemporanea. Candidato agli Oscar® e ai Golden Globe 2018 per il miglior film straniero e vincitore del Premio della Giuria a Cannes, il film è un’opera struggente ed emozionante. Al centro della vicenda Zain (Zain Alrafeea), un bambino coraggioso che decide di ribellarsi al suo destino, portando in tribunale i suoi stessi genitori…

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BANGLA
– MARTEDI 15/10 | ORE 21:15
– GIOVEDI 17/10 | ORE 17:30

Bangla è un film di genere commedia del 2019, diretto da Phaim Bhuiyan, con Phaim Bhuiyan e Carlotta Antonelli. Durata 86 minuti. Distribuito da Fandango.

Cosa vuol dire per un giovane di vent’anni, italiano di seconda generazione e musulmano, vivere in un mondo spesso così lontano dai precetti dell’Islam, soprattutto per quanto riguarda la sfera relazionale e sessuale? Cosa accade quando il desiderio bussa alla sua porta?
Bangla, il film diretto da Phaim Bhuiyan, racconta la storia di Phaim un giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia 22 anni fa. Vive con la sua famiglia a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma, lavora come stewart in un museo e suona in un gruppo. E’ proprio in occasione di un concerto che incontra Asia (Carlotta Antonelli), suo esatto opposto: istinto puro, nessuna regola. Tra i due l’attrazione scatta immediata e Phaim dovrà capire come conciliare il suo amore per la ragazza con la più inviolabile delle regole dell’Islam: niente sesso prima del matrimonio.

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IL CAMPIONE
– MARTEDI 08/10 | ORE 21:15
– GIOVEDI 10/10 | ORE 17:30

Il Campione è un film di genere commedia, drammatico del 2019, diretto da Leonardo D’Agostini, con Stefano Accorsi e Andrea Carpenzano. Durata 105 minuti. Distribuito da 01 Distribution.

Il Campione, il film diretto da Leonardo D’Agostini, racconta la storia di Christian Ferro (Andrea Carpenzano), giovanissimo, pieno di talento, indisciplinato, ricco e viziato, è IL CAMPIONE, una rockstar del calcio tutta genio e sregolatezza, il nuovo idolo che ha addosso gli occhi dei tifosi di un’intera città e della serie A.
Valerio Fioretti (Stefano Accorsi), solitario e schivo, con problemi economici da gestire e un’ombra del passato che incombe sul presente, è il professore che viene affiancato al giovane goleador quando – dopo l’ennesima bravata – il Presidente del club decide che è arrivato il momento di impartirgli un po’ di disciplina. Tra i due all’inizio saranno scintille, ma presto si troveranno l’uno accanto all’altro, generando un legame che farà crescere e cambiare entrambi.

Valutazione Pastorale

Nel centro sportivo di Trigoria s’intrecciano le vite di due personaggi quasi agli antipodi: Christian Ferro, ragazzo di borgata (interpretato con realismo e misura da Andrea Carpenzano), che vive nel lusso ed è circondato da falsi amici e approfittatori, primo fra tutti suo padre ecclissatosi quando lui era piccolo e ricomparso ora per vivere alle sue spalle. Dall’altra il professore Valerio Fioretti, (molto ben interpretato da Stefano Accorsi) ex professore di liceo che non s’interessa di calcio e nasconde un grande dolore. Il rapporto tra i due all’inizio è difficile,: Valerio non riesce a coinvolgere Christian nello studio e sta per gettare la spugna quando, scoprendo uno schema di gioco scritto dall’allenatore della squadra, capisce che deve cambiare metodo e costruisce le sue lezioni come fossero uno schema di gioco. Christian, dal canto suo, si lascia sempre più coinvolgere nello studio ed entra sempre più in sintonia con il professore, fino a scoprire la tragedia che gli ha stravolto la vita e che lui non riesce a metabolizzare (la morte del figlio a 4 anni). Punto di svolta per il giovane campione è l’incontro con Alessia, una sua amica d’infanzia, studentessa di medicina, alla quale Christian si lega perché capace di restituirgli quella “normalità” nei rapporti che a lui manca. Alla fine Christian e Valerio, sapranno affrontare, ciascuno, il proprio esame. Dal punto di vista pastorale il film è da considerare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

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DOLOR Y GLORIA
– MARTEDI 01/10 | ORE 21:15
– GIOVEDI 03/10 | ORE 17:30

Dolor y Gloria è un film di genere drammatico del 2019, diretto da Pedro Almodovar, con Antonio Banderas e Penélope Cruz. Durata 113 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Dolor y Gloria, il film diretto da Pedro Almodóvar, racconta una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo (Antonio Banderas), un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni ‘60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna; il primo desiderio; il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ‘80; il dolore della rottura di questo amore quando era ancora vivo e palpitante; la scrittura come unica terapia per dimenticare l’indimenticabile; la precoce scoperta del cinema ed il senso del vuoto, l’incommensurabile vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare film. Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza.

Valutazione Pastorale

“Dolor y gloria” è il ventunesimo film di Pedro Almodovar, regista capace di lasciare segnali importanti anche se (capita, inevitabilmente), non tutto quello che gira funziona, e qualche passaggio di racconto sa un po’ di ripetizione. La prima cosa che (soprattutto allo spettatore italiano) risulta ‘già vista’ è l’espediente del cinema nel cinema. Salvador è un regista in profonda crisi creativa: se qualcosa rimanda all’ 8 ½ felliniano, l’impressione è più che giustificata, anche se il gioco di memoria del riminese evoca una profondità di rapporti e di contrasti psicologici più sfaccettati. Trasferendo se stesso nei panni di Salvador, Almodovar firma una confessione che è una storia a cuore aperto. Senza nascondere niente di se stesso (e del suo essere omosessuale), il regista traduce in immagini la sofferta via crucis di un uomo di cinema in forte crisi che, dapprima esitante, a poco a poco decide di affidarsi ai medici. In tal modo compie i passi necessari per riconciliarsi con se stesso, e, importante, recuperare il perdono da parte della madre, morta anni prima e tuttavia mai soddisfatta del figlio. Così tornato a dialogare con il mondo, ritrova la vena creativa smarrita e ha il coraggio di guardare in faccia una nuova vita. Il film è emotivamente alterno, passaggi inquieti si succedono ad altri più banali, ma la profondità della riflessione convince, e tutto confluisce in un finale segnato da sprazzi di grande cinema. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare complesso, problematico e adatto per dibattiti.

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Programma Rassegna Autunno d’Essai 2019

La nuova rassegna d’essai è cominciata, vi siete segnati tutti gli spettacoli in agenda?