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COPPERMAN
– MARTEDI 30/04 | ORE 21:15
-GIOVEDI 02/05 | ORE 17:30

Copperman è un film di genere drammatico del 2019, diretto da Eros Puglielli, con Luca Argentero e Galatea Ranzi. Durata 94 minuti. Distribuito da Notorious Pictures.

Copperman, il film diretto da Eros Puglielli, è la storia di Anselmo (Luca Argentero), un uomo molto speciale che, nonostante la sua età, vede la realtà con gli occhi di un bambino. Per lui ogni cosa intorno a sé ha i colori delle fiabe e i magici poteri dei supereroi.
Inoltre, Anselmo è cresciuto con una purezza infantile, che non gli permette di diffidare degli altri e, sebbene la vita gli mostri più volte come sa essere cruda e dura, l’uomo riuscirà anche nei momenti più difficili a mantenere la sua limpida e unica visione del mondo.
Abbandonato dal padre, che lui crede un supereroe, Copperman/Anselmo vive con la madre (Galatea Ranzi) che a forza di ripetergli quanto sia “speciale”, se ne è convinto anche lui. E proprio come Forrest Gump ha conservato nel tempo una purezza infantile e il candore disarmante di chi non conosce la diffidenza. Il suo grande amore è Titti (Angelica Bellucci/Antonia Truppo) conosciuta a scuola alle 10, 34 minuti e 12 secondi di un giorno speciale e poi inghiottita da un’assenza troppo lunga. E poi c’è Silvano (Tommaso Ragno), il fabbro del paese, arrivato non si sa da dove, suo padre putativo e mentore. Uno che ha poche parole e una pistola. E che è diventato suo amico dalle 11 e 47 minuti del 12 aprile 1991. Grazie a lui, Anselmo diventa Copperman.

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FIRST MAN – IL PRIMO UOMO
MARTEDI 23/04 | ORE 21:15

First Man – Il Primo Uomo è un film di genere biografico, drammatico del 2018, diretto da Damien Chazelle, con Ryan Gosling e Claire Foy. Durata 138 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

Il regista Damien Chazelle e il protagonista Ryan Gosling tornano a lavorare insieme nel film First Man – Il Primo Uomo, che narra l’avvincente storia della missione della NASA per portare un uomo sul luna. Il film si concentra sulla figura di Neil Armstrong e sugli anni tra il 1961 e il 1969. Resoconto viscerale in prima persona, basato sul libro di James R. Hansen, il film esplorerà i sacrifici e il costo che avrà per Armstrong e per l’intera nazione, una delle missioni più pericolose della storia.

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7 UOMINI A MOLLO
– MARTEDI 9/04 | ORE 21:15
– GIOVEDI 11/04 | ORE 17:30

7 Uomini A Mollo è un film di genere commedia del 2018, diretto da Gilles Lellouche, con Mathieu Amalric e Guillaume Canet. Durata 122 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.

7 uomini a mollo, il film diretto da Gilles Lellouche, vede protagonista Bertrand(Mathieu Amalric), un quarantenne depresso, riesce a dare finalmente un senso alla sua vita quando decide di entrare a far parte di una squadra di nuoto sincronizzato maschile. Per ognuno dei componenti, gli allenamenti rappresentano col tempo una valvola di sfogo e un rifugio sicuro. Insieme si sentiranno sempre più forti fino a volere intraprendere un traguardo pazzesco: la partecipazione ai campionati mondiali di nuoto sincronizzato maschile! Quindi sì, può sembrare un’idea idiota, ma questa incredibile carica li farà tornare alla vita!
Nel cast del film troviamo anche Guillaume CanetBenoît Poelvoorde e Jean-Hugues Anglade.

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OLD MAN & THE GUN
– MARTEDI 2/04 | ORE 21:15
– GIOVEDI 4/04 | ORE 17:30

Old Man & the Gun è un film di genere commedia, drammatico del 2018, diretto da David Lowery, con Robert Redford e Casey Affleck. Durata 93 minuti. Distribuito da BIM.

Old Man and the Gun, il film diretto da David Lowery, è ispirato alla storia vera di Forrest Tucker (Robert Redford), un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Da una temeraria fuga dalla prigione di San Quentin quando aveva già 70 anni, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti, Forrest Tucker disorientò le autorità e conquistò l’opinione pubblica americana. Coinvolti in maniera diversa nella sua fuga, ci sono l’acuto e inflessibile investigatore John Hunt (Casey Affleck), che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dalla passione non violenta profusa da Tucker nel suo mestiere, e una donna, Jewel (Sissy Spacek), che lo ama nonostante la sua professione.

Forrest Tucker è un anziano rapinatore di banche dall’aspetto mite e affabile, più volte incarcerato ed evaso, autore di una serie di colpi che lasciano di stucco le forze dell’ordine. Insieme a due abituali complici, infatti, Tucker entra negli istituti di credito in pieno giorno e, con tutta calma e con fare gentile, minacciando direttori e impiegati ma senza utilizzare armi, si fa riempire di dollari una borsa in pelle. Sulle sue tracce si muove il detective John Hunt. E nella sua vita compare una donna, Jewel, che scopre di amarlo nonostante la professione che si è scelto…

Un film crepuscolare, ambientato negli anni ’80, con Robert Redford al passo d’addio, avendo annunciato a 82 anni il ritiro dalle scene. Il film scritto e diretto da David Lowery è un riuscito, nostalgico omaggio ad un cinema (quello di Redford, ma non solo) attento ai rapporti umani, alle affascinanti contraddizioni della vita, ai sogni che non devono indietreggiare di fronte alla realtà. Basato sull’omonimo articolo pubblicato nel 2003 sul New Yorker da David Grann, Old Man & the Gun condensa idealmente alcuni carismatici fuorilegge della straordinaria carriera dell’attore e regista americano. Certo, la pistola impugnata dal rapinatore di treni in Butch Cassidy qui è riposta nel cruscotto dell’auto di Tucker, scarica, e la meticolosa, colossale truffa de La stangata è limitata alla sola presenza scenica di un persuasivo, elegante furfante dai baffi finti. Ma non c’è dubbio che quei personaggi riecheggino in Old Man & the Gun, antieroi al pari di Forrest Tucker, ladro gentiluomo realmente esistito, all’interno di un western moderno intriso di senile malinconia, simbolo di un’epoca scandita ancora da una “lentezza” naturale, dal rimpianto dei tempi andati e dall’avvicinarsi alla fine del proprio cammino. Seguendo una narrazione piana ma empatica, il film di Lowery esercita dunque un sottile fascino d’antan, stabilendo un suggestivo parallelismo tra il pacato rapinatore e l’agente annoiato dal suo lavoro: Tucker e Hunt si vedono riflessi l’uno nell’altro, sospinti da reciproco rispetto e ammirazione, l’uno (in fuga) trovando nell’altro (che gli dà la caccia) un condivisibile “stile di vita”. E viceversa.

Insieme al legame affettivo di Tucker con la Jewel impersonata da Sissy Spacek, la simbiosi tra il difensore della legge e l’outlow man è la molla emotiva di Old Man & the Gun, un antagonismo che sfocia in comprensione intima, sorretto da sequenze esemplari. Come quando Hunt, nella centrale di polizia, coglie, stupito, il sorriso di Tucker durante una rapina, ripreso da una telecamera di videosorveglianza della banca, invidiandogli quella “scintilla” che vivifica l’esistenza e che lui pare aver smarrito. O come quando Tucker, seduto in compagnia di Jewel in un locale dove c’è anche Hunt, entra nella toilette del bar dove si è infilato il poliziotto, che lo cerca per arrestarlo, parlandogli amichevolmente, come da padre a figlio.

Con le rughe ben esposte sul volto, con le dita delle mani solcate dagli anni e piegate a forma di pistola, mimando lo sparo di un proiettile mai esploso, Robert Redford è ammirevole nel prestare al suo personaggio un fascino senza tempo, lasciando trapelare, nel suo cuore di impenitente artista della rapina a capo di una “banda di vecchietti d’assalto”, un groviglio di rimorsi, rinunce, errori mai confessati nemmeno a se stesso. L’anima nascosta di un individuo volontariamente contraddittorio. O, come ha scritto David Grann sul New Yorkerdescrivendo l’incredulità degli agenti che arrestarono Tucker a 78 anni, il ritratto a due facce di “un pensionato che sembrava aver appena finito di cenare all’ora delle galline”.

Valutazione Pastorale

Classe 1980, David Lowery con “The Old Man & the Gun” realizza un film di grande fascino e atmosfera, tutto centrato sulla figura e la carriera di Robert Redford. E il celebre divo hollywoodiano, a 82 anni, ha deciso di congedarsi dal cinema proprio con quest’opera. Il film prende le mosse da una vicenda realmente accaduta, la storia del rapinatore di banche Forrest Tucker; si concentra in particolare sugli ultimi colpi del truffatore Usa negli anni ’80, in età orami avanzata. Attraverso la vicenda di Tucker, Robert Redford condensa tutta la sua straordinaria galleria di personaggi interpretati in oltre mezzo secolo di carriera. Il film si propone come un abito ideale, su misura, per Redford che porta in scena tutta la sua eleganza, ironia e intensità di sguardo. È sì un testamento artistico, ma anche la conferma di una bravura senza tempo. Questo film sembra richiamare anche il recente “Le nostre anime di notte”, dove Redford duettava con Jane Fonda. Qui in “The Old Man & the Gun” a fargli da spalla c’è la sempre affascinante Sissy Spacek. Vediamo i due grandi di Hollywood marcare con intensità e poesia due figure al tramonto della vita, capaci di provare ancora emozioni e tenerezza. In generale, il film ha un buon andamento grazie alla capace regia di David Lowery, ma tutto poggia sulla bravura di Redford, un grande signore dello schermo. Dal Punto di vista pastorale, il film è consigliabile e brillante. Per tutti i tipi di pubblico.

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GREEN BOOK
– MARTEDI 26/03 | ORE 21:15
– GIOVEDI 28/03 | ORE 17:30

Green Book è un film di genere drammatico, commedia del 2018, diretto da Peter Farrelly, con Viggo Mortensen e Mahershala Ali. Durata 130 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.

Green Book, il film diretto daPeter Farrelly, racconta del buttafuori Tony Lip(Viggo Mortensen), un italoamericano con un’educazione piuttosto sommaria che nel 1962 venne assunto come autista da Don Shirley (Mahershala Ali), uno dei pianisti jazz più famosi al mondo. Lo scopo? Guidarlo da New York fino agli stati del Sud, in posti dove i diritti civili degli afroamericani sono ben lontani dall’essere legittimamente acquisiti.

Shirley si affida per il viaggio al libro Negro Motorist Green Book: una mappa di motel, ristoranti e pompe di benzina in cui anche gli afroamericani sono ben accolti. Dovendosi confrontare con il razzismo ma anche l’umanità delle persone che incontrano, Lip e Shirley impareranno prima di tutto a conoscersi e rispettarsi a vicenda.

Valutazione Pastorale

Dopo aver fatto ridere l’America con commedie sopra le righe, firmate insieme al fratello Bobby, Peter Farrelly dà una svolta alla sua carriera da regista portando sullo schermo la storia vera di Tony Lip, ovvero Frank Anthony Vallelonga, italo-americano che negli Sessanta lavorò nell’ambiente dei nightclub di New York, tra artisti e malavitosi. Dal libro di memorie “Green Book” è stato dunque tratto un film con lo stesso titolo che vede come interprete Viggo Mortensen nei panni di Tony e il premio Oscar Mahershala Ali in quelli del musicista afroamericano Don Shirley. Sullo sfondo dell’America di inizio anni ’60, Farrelly costruisce un road movie con due figure all’inizio molto distanti tra loro, che però lungo il cammino trovano spazio di incontro e dialogo, persino le sfumature dell’amicizia. Tema centrale è la discriminazione nei confronti degli afroamericani presente in quegli anni in molti Stati americani. Un film dallo stile fluido e incalzante, corredato da un’ambientazione d’epoca e musiche ben riuscite. Attraverso i dialoghi tra i due protagonisti emerge in particolare tutta la complessità della questione razziale. Non mancano di certo segnali di speranza; l’idea che qualcosa di lì a breve possa cambiare. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.