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EDISON – L’UOMO CHE ILLUMINO’ IL MONDO
– MARTEDI 26/11 | ORE 21:15
– GIOVEDI 28/11 | ORE 17:30

Edison – L’uomo che Illuminò il Mondo è un film di genere biografico, drammatico del 2017, diretto da Alfonso Gomez-Rejon, con Benedict Cumberbatch e Katherine Waterston. Durata 105 minuti. Distribuito da Un’esclusiva per l’Italia LEONE FILM GROUP – distribuito da 01 Distribution.

Edison – L’uomo che illuminò il mondo, il film di Alfonso Gomez-Rejon, racconta la storia dell’epica e spietata competizione tra i due più grandi inventori dell’era industriale per stabilire quale dei due sistemi elettrici avrebbe dominato il nuovo secolo.
Sostenuto da J.P. Morgan, Thomas Alva Edison (Benedict Cumberbatch) abbaglia il mondo illuminando Manhattan, ma George Westinghouse (Michael Shannon), aiutato da Nikola Tesla (Nicholas Hoult), riuscì ad individuare alcuni pesanti difetti nel sistema a corrente continua di Edison.
Scatenando una vera “guerra della corrente”, Westinghouse e Tesla puntano tutto sul sistema a corrente alternata, una scelta rischiosa e pericolosa. Nel cast del film troviamo anche Katherine Waterston (Marguerite Westinghouse), Tom Holland (Samuel Insull), Matthew Macfadyen (J.P. Morgan) e Tuppence Middleton (Mary Edison).

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ARRIVEDERCI PROFESSORE
– MARTEDI 19/11 | ORE 21:15
– GIOVEDI 21/11 | ORE 17:30

Arrivederci Professore è un film di genere commedia, drammatico del 2018, diretto da Wayne Roberts, con Johnny Depp e Zoey Deutch. Durata 90 minuti. Distribuito da Notorious Pictures.

Arrivederci Professore. film diretto da Wayne Roberts, è la storia di Richard (Johnny Depp), professore universitario a cui viene diagnosticata una malattia che rischia di cambiare per sempre la sua vita. L’uomo decide così di rinunciare a ogni tipo di apparenza e a tutte le convenzioni, iniziando a vivere nel modo più coraggioso e libero possibile.
La sua nuova vita spericolata attraversa ogni tipo di vizio, dal fumo al bere, dalla carnalità agli insulti a chiunque provi a infastidirlo. Vivendo al massimo, sperimentando nuovi piaceri mai provati negli anni precedenti, Richard si ritroverà faccia a faccia con il vero senso della vita e inizierà a risvegliare il suo sopito spirito interiore, che non ha nulla a che vedere con la sua nuova condotta.

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SOLE COSE BELLE
– MARTEDI 12/11 | ORE 21:15
– GIOVEDI 14/11 | ORE 17:30

Solo cose belle è un film di genere commedia del 2019, diretto da Kristian Gianfreda, con Idamaria Recati e Luigi Navarra. Distribuito da Coffee Time Film, Sunset Produzioni.

Solo cose belle, film d’esordio di Kristian Gianfreda, è la storia di Benedetta (Idamaria Recati), una sedicenne di un paesino dell’entroterra romagnolo che fa la conoscenza di alcune persone appartenenti a una casa famiglia, giunte da poco nella zona. Il mondo dell’adolescente, figlia del sindaco del paese, è molto diverso da loro. Queste persone vengono da un passato duro e difficile: alcuni sono affetti da gravi disabilità, altri sono ex prostitute o ex detenuti.
Tra questi Benedetta si lega in particolare a Kevin (Luigi Navarra), un suo coetaneo che, nonostante la giovane età, è stato già in prigione. La ragazza, però, va oltre quello che la gente solitamente vede in Kevin e si innamora perdutamente di lui. Attraverso questa romantica storia d’amore viene mostrata la realtà di queste persona escluse dalla società a causa di un loro errore, che non viene perdonato, o per scelta di altri. Questo microcosmo, quale è la casa famiglia, viene a incontrarsi e scontrarsi con la quiete del paesino, che li classifica “sbagliati” o “cattivi” senza fare lo sforzo di conoscerli davvero.

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UNA GIUSTA CAUSA
– MARTEDI 05/11 | ORE 21:15
– GIOVEDI 07/11 | ORE 17:30

Una Giusta Causa è un film di genere biografico, drammatico del 2018, diretto da Mimi Leder, con Felicity Jones e Armie Hammer. Durata 120 minuti. Distribuito da Videa.

Una Giusta Causa è la storia vera di Ruth Bader Ginsburg (Felicity Jones), una delle nove donne che nel 1956 viene accettata al corso di legge dell’Università di Harvard, ma che, nonostante il suo talento, viene rifiutata da tutti gli studi legali proprio perché donna. Sostenuta dall’avvocato progressista Dorothy Kenyon (Kathy Bates), la donna apre un processo sul proprio controverso caso di discriminazione di genere. Nonostante il nutrito numero di oppositori, Ruth riesce a ottenere la sua vittoria in tribunale, creando con il processo un precedente nella storia legale statunitense.
Il film è un tributo a Ruth Bader, seconda donna a essere nominata Giudice della Corte Costituzionale, nonché una delle figure più influenti del nostro tempo. Le lotte di Ruth per ottenere la parità dei sessi sul lavoro sono un invito, più attuale che mai, a ogni donna a non farsi sopraffare da una cultura maschilista in ogni campo.

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NUREYEV – THE WHITE CROW
– MARTEDI 29/10 | ORE 21:15

Nureyev – The White Crow è un film di genere biografico, drammatico del 2018, diretto da Ralph Fiennes, con Oleg Ivenko e Adèle Exarchopoulos. Durata 122 minuti. Distribuito da Eagle Pitures.

Nureyev – The White Crow, il film diretto da Ralph Fiennes, segue la vita del leggendario ballerino Rudolf Nureyev (Oleg Ivenko), dell’infanzia sofferta nella gelida città sovietica di Ufa, fino a divenire ballerino nella scuola che ha frequentato a Leningrado. Incontenibile e ribelle, a soli 22 anni fa parte della rinomata Kirov Ballet Company, con la quale va a Parigi nel 1961, nel suo primo viaggio al di fuori dell’Unione Sovietica. Gli ufficiali del KGB, però, lo marcano stretto, diffidando enormemente del suo comportamento anticonformista e della sua amicizia con la giovane parigina Clara Saint (Adèle Exarchopoulos). Le intemperanze avranno conseguenze drammatiche, il ballerino non potrà andare a Londra con la compagnia e dovrà essere immediatamente rimpatriato. I “superiori” di Nureyev gli comunicano che deve assolutamente tornare in patria per esibirsi al Cremlino ma lui comprende che sta pagando caro il prezzo della sua libertà nella capitale parigina.

Dall’infanzia sofferta nella gelida città di Ufa alla scuola di danza di Leningrado: perfezionista, dispotico, provocatorio e ribelle, a 22 anni Rudolf Nureyev fa parte della prestigiosa compagnia di balletto Kirov, con la quale, al suo primo viaggio al di fuori dell’Unione Sovietica, va in tournée a Parigi nel 1961. I dirigenti del Kgb, però, marcano stretto il talentuoso ballerino, diffidando del suo comportamento anticonformista e della sua amicizia con Clara Saint, fidanzata del figlio di André Malraux, ministro della cultura francese…

Tre piani temporali (la nascita sulla carrozza di un treno della Transiberiana e la dura infanzia con la madre, negli anni ‘40; le lezioni sotto lo sguardo paziente del maestro Alexander Pushkin, a metà degli anni ‘50; la scoperta di Parigi e dell’Occidente, nella primavera del 1961, e la richiesta di asilo politico in piena “guerra fredda”), un unico, rispettoso e ammirato sguardo su Rudolf Nureyev. Uno sguardo, quello di Ralph Fiennes, che alla terza regia conferma la sua vocazione di autore sensibile e colto, proteso a restituire, nel suo cinema, tutta l’ammaliante profondità dell’arte.

La figura di Nureyev non poteva prestarsi meglio, a tale compito, incarnando in una gestualità “rivoluzionaria” l’atto fondativo della danza moderna e riassumendo in sé temperamento anarchico, insofferenza alle restrizioni imposte e istinto di libertà individuale. La voracità di conoscenza a tutto campo con cui la sceneggiatura di David Hare plasma la psicologia del “tartaro danzante” (alla sbarra, sulle punte, sul palcoscenico, ma anche nelle passeggiate lungo la Senna e nelle gallerie del Louvre) è la nota dominante di un film diligente e appassionato, mai fuori misura, nonostante le reiterate intemperanze e lo spiccato egocentrismo del protagonista, interpretato con felice aderenza al ruolo ed estrema somiglianza fisica dal ballerino russo Oleg Ivenko. Picasso, Matisse, Rodin non bastano a sfamare quel “dovere di vedere tutto” che, insieme all’osservazione della Zattera della Medusa di Théodore Géricault, è per Nureyev linfa vitale. Biopic classico e, allo stesso tempo, personale, The white crow non brilla per esuberanza registica o effervescenza narrativa, ma nel suo rimanere sottotraccia, senza esasperare toni, caratteri e atmosfere, arriva a raccontare una leggenda della danza con piena consapevolezza e apprezzabile puntigliosità.