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PARLAMI DI TE
– MARTEDI 21/05 | ORE 21:15
– GIOVEDI 23/05 | ORE 17:30

Parlami di te è un film di genere commedia del 2018, diretto da Hervé Mimran, con Leïla Bekhti e Fabrice Luchini. Durata 100 minuti. Distribuito da Bim Distribuzione.

E se un manager all’apice della carriera dovesse da un giorno all’altro ricominciare da zero?
Parlami di te, il film di Hervé Mimran, ispirato a una storia vera, è in racconto commovente e allo stesso tempo ironico del viaggio di un uomo alla riscoperta di se stesso e delle cose importanti della vita: la cura di sè, il rapporto con la propria figlia, i legami di affetto e amicizia.
Protagonista del film è Alain (Fabrice Luchini), un rispettato uomo d’affari e un brillante oratore, sempre in corsa contro il tempo. Nella vita, non concede alcuno spazio alle distrazioni e alla famiglia. Un giorno, viene colpito da un ictus che interrompe la sua corsa e gli lascia come conseguenza una grave difficoltà nell’espressione verbale e una perdita della memoria. La sua rieducazione è affidata a Jeanne, giovane logopedista. Con grande impegno e pazienza, Jeanne e Alain impareranno a conoscersi e alla fine ciascuno, a modo suo, tenterà di ricostruire se stesso e di concedersi il tempo di vivere.
Nel cast del film anche Leïla BekhtiRebecca Marder della Comédie française e Igor Gotesman.

Valutazione Pastorale

Hervè Mimran ha diretto finora due film (“Tout ce qui brille”, 2010; “Nous York”, 2012), commedie di taglio ironico e paradossale. In questo terzo film (titolo originale: “Un homme presse”) mette al centro della vicenda Alain, uomo affermato che non ha tempo di sentirsi stanco né di pensare ad altro che al proprio lavoro. Al punto che l’insorgere di un ictus e la conseguente necessità di porre fine a impegni e traguardi da raggiungere lo pone in una situazione di evidente disagio che lui cerca in tutti i modi di evitare. L’uomo che conduce una vita di corsa e all’improvviso deve di no a riunioni, convegni, comitati di presidenza non è, va detto, una novità. Si tratta anzi di una situazione vista più volte, alla fine della quale il protagonista fa i conti con uno sguardo nuovo sulla vita e sulle cose (leggi: famiglia) e quindi si prepara a cominciare una seconda esistenza. Se il percorso è questo, Alain lo compie per intero, compreso il momento più critico delle frizioni con la figlia e la scelta di affidarsi al cammino di Santiago, che lo porterà ad una sostanziale riappacificazione con lei. Se il copione sta in piedi, e si rende vedibile, è solo grazie alla presenza di Fabrice Luchini, che nel ruolo di Alain sa essere credibile e convincente, con una interpretazione di alta scuola. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

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IL COLORE DELLA FATICA
-GIOVEDI 23/05 | ORE 21:15

 L’unità d’Italia, a detta di molti, più che Garibaldi, l’ha fatta il giro. È in questa Italia che vogliamo raccontare uno degli eventi sportivi di maggiore rilevanza e affezione popolare. L’Istituto Luce, dalla sua fondazione ha documentato il “Giro”. Ideato dalla Gazzetta dello Sport nel 1909, interrotto durante le due grandi guerre, nel 2017 festeggerà la centesima edizione. Il “Giro” non è solo la storia di “nasi dritti come una salita”, di “italiani in gita”, è la storia di un paese che ha saputo vivere le differenze linguistiche, economiche, gastronomiche, come una ricchezza e fondando su queste la propria identità nazionale. È la storia di mille fughe, di mille strategie di fuga, di come queste sono cambiate da Binda a Moser, di come è cambiato il gioco di squadra. Molti pensano che il ciclismo sia uno scontro tra individui, tra singoli soggetti con una forza sovrumana nelle gambe e dei polmoni d’acciaio, in verità pochi sport vivono una dinamica di squadra intensa come il ciclismo. Una squadra è composta da un capitano, un vice, i gregari, il velocista, il direttore tecnico, i meccanici e nell’epica del “Giro” per i non addetti è difficile capire chi ha maggiormente contribuito alla vittoria. La grande epopea del “Giro” non è solo il dualismo Coppi Bartali, di cui si è narrato molto, è storia di eroi popolari come Binda, Girardengo, Gimondi, Bugno, Moser e di altri uomini importantissimi e meno conosciuti, campioni, tecnici e gregari che concorrono a fare grande la storia del “Giro”. È anche la storia di quell’Italia che Mario Soldati cercava nei piatti tipici delle trattorie sparse nelle varie tappe, di una convivialità semplice, saporita e vera. Quell’Italia che pedalando ritrova dopo la grande guerra il coraggio nel futuro e tappa dopo tappa, regione dopo regione, paese per paese, scopre il boom economico, affidando ai singoli ciclisti l’orgoglio dell’appartenenza campanilistica. Ci accompagneranno alla scoperta del “Giro” personaggi diversi che amano questo sport come: Romano Prodi che diverse volte ha partecipato da amatore alla “cinque passi”, Gianni Bugno due volte campione del modo ed attualmente pilota di elicottero al “Giro”, Francesco Moser, Franco Cordelli, Alessandro Bergonzoni, Giacomo Marramao, Marino Niola. Indagheremo su come sono cambiate le strategie, le tattiche, le fughe e le diete. Sono cambiate le biciclette ma anche gli atleti che grazie ai progressi della medicina, oggi sono monitorati e allenati per superare i limiti fisici. Vedremo le facce degli italiani del “Giro” sovrapporsi l’una sull’altra, in una stratificazione temporale fatta di sudore e lacrime di un’Italia che cambia per rimanere la stessa. Un omaggio sorridente all’evento sportivo più amato dagli italiani nell’anno della sua centesima edizione.

https://www.huffingtonpost.it/silvia-panichi/il-colore-della-fatica_a_23663816/

https://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2019/05/06/news/film_colore_della_fatica-225606533/

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ALADDIN
-VENERDI 24/05 | ORE 21:15
-SABATO 25/05 | ORE 16:00 E ORE 21:15
– DOMENICA 26/05 | ORE 16:00 E ORE 20:30
-VENERDI 31/05 | ORE 21:15
-SABATO 01/06| ORE 16:00 E ORE 21:15
– DOMENICA 02/06 | ORE 16:00 E ORE 20:30

Aladdin è un film di genere avventura, family, musicale, sentimentale del 2019, diretto da Guy Ritchie, con Will Smith e Gigi Proietti. Durata 128 minuti. Distribuito da Walt Disney Italia.

Aladdin, il film Disney live-action diretto da Guy Ritchie, è interpretato da Will Smith nei panni del Genio con il potere di esaudire tre desideri per chiunque entri in possesso della sua lampada magica.
Mena Massoud è Aladdin, lo sfortunato ma adorabile ragazzo di strada innamorato della bellissima figlia del Sultano, la Principessa Jasmine, interpretata da Naomi Scott che vuole scegliere liberamente come vivere la propria vita.
Marwan Kenzari è Jafar, un malvagio stregone che escogita un piano diabolico per destituire il Sultano e regnare su Agrabah mentre Navid Negahbaninterpreta il Sultano, il sovrano di Agrabah, impaziente di trovare un marito adatto alla figlia Jasmine.

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DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO
– MARTEDI 28/05 | ORE 21:15
– GIOVEDI 30/05 | ORE 17:30

Domani è un altro Giorno è un film di genere drammatico, commedia del 2019, diretto da Simone Spada, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini. Uscita al cinema il 28 febbraio 2019. Durata 100 minuti. Distribuito da Medusa Film.

Domani è un altro Giorno, il film diretto da Simone Spada e scritto da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, vede protagonisti Giuliano (Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea).
I due sono amici da trent’anni ma li aspettano i quattro giorni più difficili di questa lunga e profonda amicizia.
Tommaso vive da tempo in Canada e insegna robotica.
Giuliano è rimasto a Roma e fa l’attore.
Entrambi sono romani “dentro”, seppur con caratteri molto diversi: Giuliano estroverso e pirotecnico, Tommaso riservato e taciturno.
Giuliano, l’attore vitalista, seduttore e innamorato della vita è condannato da una diagnosi terminale e, dopo un anno di lotta, ha deciso di non combattere più.
Ai due amici di una vita rimane un solo compito, il più arduo, quasi impossibile: dirsi addio. E hanno solo il tempo di un lungo weekend, quattro giorni.
Quando Tommaso arriva a Roma bastano poche battute per ritrovare la complicità, quella capacità di scherzare su tutto è fondamentale per esorcizzare l’inevitabile. Inizia così per i due amici un “road movie dei ricordi”.
C’è qualche conto da chiudere, ma soprattutto un luogo antico e ricco da ritrovare, da ripercorrere, da riconoscere come qualcosa per cui ne è valsa la pena: è lo spazio intatto e inattaccabile della loro amicizia. Con loro “viaggia” un terzo incomodo, Pato, un bovaro bernese dallo sguardo sperduto, che per Giuliano è praticamente un figlio.
Il primo dei conti da chiudere, è trovare una sistemazione proprio a Pato. I quattro giorni della loro ritrovata amicizia sono finiti. Tommaso sta per prendere l’aereo e non si vedranno mai più. Ma il vecchio istrione Giuliano non può lasciare che l’amico gli rubi la scena neanche una volta ed è suo l’ultimo coup de théâtre…

Valutazione Pastorale

Quasi subito, l’incontro tra i due non può nascondere il nodo centrale del rientro del primo a Roma: Giuliano è condannato da una diagnosi terminale. Tommaso può fermarsi solo quattro giorni durante i quali ci sarà la possibilità per parlarsi, spiegarsi, mettere a tacere incomprensioni ed equivoci del passato, e arrivare a una nuova modalità di comprensione. Dall’iniziale camera in albergo, Giuliano si trasferisce a casa di Tommaso per alleviare la durezza della sua vita da solo. Nei due giorni successivi, c’è tempo per incontrare i colleghi di Giuliano, che fa l’attore e recita a teatro, vedere alcuni conoscenti, andare con un blitz a Barcellona a salutare Leo, il figlio ventenne di Giuliano. Il film ha un precedente nel film argentino “Truman”, incentrato sull’incontro tra due vecchi amici. Sceneggiatori e regista italiani invitano però a dimenticarlo, perché la storia, pur simile, riparte e procede su basi differenti. L’amicizia resta del tutto centrale, cementata da una grande profondità di sentimenti e di valori comuni. Giuliano e Tommaso vivono rapporti non facili, talvolta aspri e scontrosi, in fondo ai quali però prevalgono sempre comprensione e adesione alle carenze dell’altro. Giuliano non fa sconti sulla propria malattia e Tommaso non li concede, sembrano avversari ma la solidarietà lì unisce al di sopra di tutto. Improntato a uno sguardo malinconico e intriso di dolore trattenuto, il copione si sforza di restare equidistante da facile commozione e da trattenuta rabbia esistenziale. Semmai l’alta qualità dei due protagonisti schiaccia la vicende, che non sempre trovano il giusto binario conclusivo. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

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STANLIO & OLIO
-SABATO 18/05 | ORE 21:15
– DOMENICA 19/05 | ORE 20:30

Stanlio e Ollio è un film di genere biografico, commedia, drammatico del 2018, diretto da Jon S. Baird, con John C. Reilly e Steve Coogan. Uscita al cinema il 01 maggio 2019. Durata 97 minuti. Distribuito da Lucky Red.

Stanlio e Ollio, il film diretto da Jon S. Baird, vede protagonista il duo comico più celebre della storia del cinema, ovvero Stan Laurel (Steve Coogan) e Oliver Hardy (John C. Reilly). Il film si concentra sull’ultimo tour in Inghilterra di Stanlio e Ollio, all’inizio degli anni Cinquanta: nonostante Hardy avesse sofferto di un infarto durante l’iniziativa, questo non impedì ai due leggendari comici di congedarsi dal pubblico nel migliore dei modi.

Siamo nel 1953. Finita l’epoca d’oro che li ha visti re della comicità, vanno incontro a un futuro incerto. Il pubblico delle esibizioni è tristemente esiguo, ma i due sanno ancora divertirsi insieme, l’incanto della loro arte continua a risplendere nelle risate degli spettatori, e così rinasce il legame con schiere di fan adoranti. Il tour si rivela un successo, ma Laurel e Hardy non riescono a staccarsi dall’ombra dei loro personaggi, e fantasmi da tempo sepolti, uniti alla delicata salute di Oliver, minacciano il loro sodalizio. I due, vicini al loro canto del cigno, riscopriranno l’importanza della loro amicizia.