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LA DONNA ELETTRICA
– MARTEDI 19/03 | ORE 21:15
– GIOVEDI 21/03 | ORE 17:30

La donna elettrica è un film di genere commedia del 2018, diretto da Benedikt Erlingsson, con Halldóra Geirharðsdóttir e Jóhann Sigurðarson. Durata 101 minuti. Distribuito da Teodora Film.

La donna elettrica, il film diretto da Benedikt Erlingsson racconta la storia di Halla (Halldóra Geirharðsdóttir), che sembra una donna come le altre, ma dietro la routine di ogni giorno nasconde una vita segreta: armata di tutto punto compie spericolate azioni di sabotaggio contro le multinazionali che stanno devastando la sua terra, la splendida Islanda. Quando però una sua vecchia richiesta d’adozione va a buon fine e una bambina si affaccia a sorpresa nella sua vita, Halla dovrà affrontare la sua sfida più grande…

Halla ha cinquant’anni, dirige un coro in una piccola città ed è la più ricercata ecoterrorista islandese. Passa infatti molto del suo tempo a sabotare le linee elettriche del proprio paese, convinta che il governo stia avallando una politica dissennata nei confronti dell’ambiente. Proprio nel momento più acceso della sua lotta però, le viene comunicato che una sua antica – e ormai dimenticata – richiesta d’adozione può andare finalmente a buon fine, ma deve decidere in fretta se esercitarla e recarsi in Ucraina a prendere la piccola Nika.

A distanza di cinque anni dal suo ottimo esordio (Storia di cavalli e di uomini), Benedikt Erlingsson torna alla regia con un’opera altrettanto eccentrica, altrettanto seducente, ma anche più ambiziosa. Rispetto al lungometraggio del 2013, che ne rivelava il talento visivo ma che ne registrava contemporaneamente anche la mercurialità nella sua applicazione, in  parte determinata dalla struttura a episodi del film, ne La donna elettrica i temi sono molto simili – lo stesso Erlingsson ha dichiarato di rintracciare il fil rouge che collega i due film nell’importanza dei “diritti della Natura”, che «dovrebbero essere considerati allo stesso livello dei “diritti umani”» –sebbene il discorso politico che lo attraversa sia molto più affilato, la messinscena decisamente più compatta e la visionarietà che ne contraddistingue lo sguardo ben messa al servizio della narrazione. Anche se va sottolineato come l’eccellente risultato sia ottenuto anche grazie allo spessore dell’interpretazione di Halldora Geirharðsdóttir, ben calata nel doppio ruolo di Halla e della sorella Ása, due gemelle apparentemente agli antipodi (la prima decisa ad affidarsi all’azione, la seconda di farlo attraverso la meditazione), ma che invece rappresentano due opposti modi per “salvare il mondo” dalla crisi quasi irreversibile in cui sembra essere sprofondato. Un doppio e incrociato percorso esistenziale che Erlingsson gestisce con padronanza drammaturgica, scegliendo di metterlo in un rapporto esclusivo con i quattro elementi, che di fatto sono gli altri veri protagonisti di un film la cui attenzione va verso gli spazi disabitati e i silenzi iperborei. La Terra (con cui Halla intrattiene un rapporto viscerale e profondo), il Fuoco (le linee elettriche e le industrie siderurgiche verso cui si scaglia), l’Aria (che con la Terra divide equamente lo spazio dell’inquadratura, spesso tagliata esattamente in due dalla linea dell’orizzonte) e l’Acqua (vera protagonista dello splendido finale in terra straniera) non solo costituiscono gli elementi dialettici con cui Erligsson manda avanti il percorso narrativo della protagonista, ma ne costituiscono anche il nucleo semantico, dal momento che quello di Halla è un itinerario elementare. Ovvero che si definisce in rapporto ai quattro elementi, mettendone così in rilievo l’importanza e la necessità di tornare a metterli al centro dei nostri interessi. Al contrario delle immagini provenienti dalla televisione, che pur rimandando sempre a situazioni catastrofiche, sembrano non intaccare mai Halla.

L’ultima notazione di un film dai numerosi spunti di riflessione riguarda i commenti musicali, che il regista islandese gestisce in maniera del tutto originale, facendo entrare nello spazio della messinscena entrambi i gruppi musicali a cui sono affidati (un trio islandese e un coro di tre ragazze ucraine). Provocando in tal modo un continuo cortocircuito tra il diegetico e l’extradiegetico, adottando brechtianamente quello “straniamento” che spinge lo spettatore al di fuori dell’immedesimazione e di conseguenza ad adottare un ruolo meno passivo. Nei confronti del film, così come nei confronti delle sorti del nostro pianeta.

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CAPTAIN MARVEL
– VENERDI 22/03 | ORE 21:15
– SABATO 23/03 | ORE 19:00
– DOMENICA 24/04 | ORE 16:00 E ORE 20:30

Captain Marvel è un film di genere azione, avventura, fantascienza del 2019, diretto da Anna Boden, Ryan Fleck, con Brie Larson e Samuel L. Jackson. Durata 124 minuti. Distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures.

Captain Marvel, il film diretto da Anna Boden e Ryan Flec, è un’avventura completamente nuova che mostrerà al pubblico un periodo storico mai visto prima nell’Universo Cinematografico Marvel. Il film è infatti ambientato negli anni 90, mette da parte lo schema tradizionale delle origin story e presenta al pubblico la protagonista Carol Danvers (Brie Larson) già in possesso dei propri superpoteri.

Dopo aver abbandonato la propria vita sulla Terra, Carol si unisce alla Starforce, il reparto d’elite intergalattico della civiltà aliena dei Kree, guidato dall’enigmatico comandante Yon-Rogg (Jude Law), guerriero molto stimato e leader capace di incutere timore, un vero e proprio eroe tra i Kree che diventerà il mentore di Carole.
Ma una volta terminato l’addestramento ed essere divenuta un importante membro della Starforce, si ritrova nuovamente sulla Terra – coinvolta nella guerra tra le due razze aliene dei Kree e degli Skrull – con nuove domande sul proprio passato.
La supereroina attira presto l’attenzione di Nick Fury (Samuel L. Jackson), agente dello dello S.H.I.E.L.D, che si trova in quegli anni post Guerra Fredda in lotta per trovare uno scopo all’interno dell’organizzazione spionistica e antiterroristica.
I due dovranno lavorare insieme per sconfiggere un comune nemico formidabile, i famigerati Skrull, resi ancora più pericolosi dalle loro abilità di mutaforma, e il loro leader Talos (Ben Mendelsohn), che sta guidando l’invasione della Terra, pronto a tutto pur di vincere.

Nel cast principale del film troviamo anche Djimon Hounsou (Korath), Anette Bening nel ruolo della Suprema Intelligenza, il leader spirituale del popolo dei Kree, Clark Gregg nei panni dell’Agente Coulson, una nuova recluta dello S.H.I.E.L.D, Lashana Lynch nei panni di Maria Rambeau, ex-pilota collaudatrice da combattimento e migliore amica di Carol Danvers, Lee Pace nel ruolo di Ronan, comandante degli spaventosi Accusatori, l’artiglieria pesante dei Kree e Gemma Chan, che interpreta Minn-Erva, leale e talentuosa cecchina della Starforce.

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FAMIGLIE a TEATRO
-SABATO 23/03 | ORE 16:00

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GREEN BOOK
– MARTEDI 26/03 | ORE 21:15
– GIOVEDI 28/03 | ORE 17:30

Green Book è un film di genere drammatico, commedia del 2018, diretto da Peter Farrelly, con Viggo Mortensen e Mahershala Ali. Durata 130 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.

Green Book, il film diretto daPeter Farrelly, racconta del buttafuori Tony Lip(Viggo Mortensen), un italoamericano con un’educazione piuttosto sommaria che nel 1962 venne assunto come autista da Don Shirley (Mahershala Ali), uno dei pianisti jazz più famosi al mondo. Lo scopo? Guidarlo da New York fino agli stati del Sud, in posti dove i diritti civili degli afroamericani sono ben lontani dall’essere legittimamente acquisiti.

Shirley si affida per il viaggio al libro Negro Motorist Green Book: una mappa di motel, ristoranti e pompe di benzina in cui anche gli afroamericani sono ben accolti. Dovendosi confrontare con il razzismo ma anche l’umanità delle persone che incontrano, Lip e Shirley impareranno prima di tutto a conoscersi e rispettarsi a vicenda.

Valutazione Pastorale

Dopo aver fatto ridere l’America con commedie sopra le righe, firmate insieme al fratello Bobby, Peter Farrelly dà una svolta alla sua carriera da regista portando sullo schermo la storia vera di Tony Lip, ovvero Frank Anthony Vallelonga, italo-americano che negli Sessanta lavorò nell’ambiente dei nightclub di New York, tra artisti e malavitosi. Dal libro di memorie “Green Book” è stato dunque tratto un film con lo stesso titolo che vede come interprete Viggo Mortensen nei panni di Tony e il premio Oscar Mahershala Ali in quelli del musicista afroamericano Don Shirley. Sullo sfondo dell’America di inizio anni ’60, Farrelly costruisce un road movie con due figure all’inizio molto distanti tra loro, che però lungo il cammino trovano spazio di incontro e dialogo, persino le sfumature dell’amicizia. Tema centrale è la discriminazione nei confronti degli afroamericani presente in quegli anni in molti Stati americani. Un film dallo stile fluido e incalzante, corredato da un’ambientazione d’epoca e musiche ben riuscite. Attraverso i dialoghi tra i due protagonisti emerge in particolare tutta la complessità della questione razziale. Non mancano di certo segnali di speranza; l’idea che qualcosa di lì a breve possa cambiare. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.