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BOHEMIAN RHAPSODY *Rassegna d’essai Inverno 2019*
– Martedì 15/01 | Ore 21.15
*- Giovedì 17/01 | Ore 17:30 *nuovo orario*
Ingresso unico 4€

A GRANDE RICHIESTA RITORNA IL CINEMA D’ESSAI e raddoppia!

Vista la grande richiesta, e la vittoria del Golden Globe, il Cinema San Lorenzo replica Bohemian Rhapsody in apertura del nuovo ciclo d’essai invernale 2019! Con la novità anche di una nuova data/orario di proiezione:
– Martedì 15/01 | Ore 21.15
– Giovedì 17/01 | Ore 17:30
Ingresso UNICO 4€ – Rassegna d’essai!




https://cinema.fanpage.it/i-vincitori-dei-golden-globe-2019/

https://www.mymovies.it/cinemanews/2019/159105/?fbclid=IwAR39EVI2lHPBvMcCxyK7OJ3J-8Ts41t-0kLBQh6J3RtiOckuhfDVC3uXJN4

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IL GRINCH
– SABATO 19/01 | ORE 16:00
– DOMENICA 20/01 | ORE 16:00

Il Grinch è un film di genere animazione, commedia, family, fantasy del 2018, diretto da Peter Candeland, Yarrow Cheney, Matthew O’Callaghan, con Alessandro Gassmann e Benedict Cumberbatch. Durata 90 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

Dopo aver lanciato la moda dei “cattivissimi” Minion, Illumination Entertainment torna con un film d’animazione dedicato a uno dei villain più dispettosi della letteratura per l’infanzia.
Quando si sfrega le lunghe dita pelose e alza lo sguardo iniettato di rosso, gli abitanti di Chinonsò se la danno a gambe. Il malefico Grinch (Benedict CumberbatchAlessandro Gassmann nella versione italiana), protagonista del racconto in rima scritto da Theodor Geisel, in arte Dr. Seuss, nel 1957, ama mettere sgambetti e rubare pacchetti, e non si lascia intenerire nemmeno dal più tenero dei piccoli Nonsochi, anche se ha gli occhioni supplicanti della dolce Cindy Chi Lou. Ma insomma, da dove salta fuori tutta questa cattiveria? Il film esplora le origini dello scorbutico mostro verde e del suo piccolo cuore inaridito, prima che diventi lo spauracchio dei Picchi di Punta Boh, e che, travestito da uno sghignazzante Babbo Natale, cerchi di rubare i preziosi simboli della festività.

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VAN GOGH – SULLA SOGLIA DELL’ ETERNITA’
– SABATO 19/01 | ORE 21:15
– DOMENICA 20/01 | ORE 20:30

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità è un film di genere biografico, drammatico del 2018, diretto da Julian Schnabel, con Willem Dafoe e Oscar Isaac. Durata 110 minuti. Distribuito da Lucky Red.

Dopo oltre vent’anni dall’uscita del film su Basquiat, il regista Julian Schnabel torna a raccontare la grande arte, questa volta portando sul grande schermo con Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità gli ultimi e tormentati anni di Vincent Van Gogh. Un ritratto dell’irrequieto pittore olandese – qui interpretato da un sorprendete Willem Dafoe – dal burrascoso rapporto con Gauguin (Oscar Isaac) nel 1988 fino al colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Un frangente di vita frenetico quello preso in considerazione, che ha portato a momenti molto produttivi e alla conseguente creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che tutt’oggi continuano a incantare il mondo intero.

Valutazione Pastorale

Newyorkese classe 1951, Julian Schnabel è anzitutto un pittore, approdato poi con successo al cinema mantenendo sempre un approccio stilistico fortemente influenzato dal mondo della pittura. Dei suoi film si ricordano “Basquiat” (1996) e l’acclamato “Lo scafandro e la farfalla” (2007). Alla Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, edizione 75, ha portato un omaggio al pittore olandese Vincent van Gogh, affidando il ruolo del protagonista al poliedrico Willem Dafoe, premiato con la Coppa Volpi. Affrontando un personaggio certo non inedito al cinema come van Gogh, uomo e artista, Schnabel non può far finta di dimenticarsi di essere lui stesso pittore e regista. Prova a tenere sotto controllo i due versanti, ma non sempre ci riesce; e dopo molte incertezze, indovina senza dubbio il ritratto del pittore olandese ma perde di vista il contatto con il film, che risulta fin troppo lineare e didascalico. Al di là però del racconto non troppo amalgamato, il regista riesce a conquistare per il modo in cui costruisce le inquadrature, pensate appunto come dipinti, che si caricano progressivamente delle tonalità cromatiche di van Gogh, in primis il giallo. Una regia spesso giocata in soggettiva, quasi a spingere lo spettatore a comprendere fino in fondo tormenti e slanci autentici di un artista. Bellissima e poetica l’inquadratura finale, di congedo, dove van Gogh è avvolto dalle sue creazioni. Dal punto di vista pastorale, l’opera è complessa, problematica e adatto per dibattiti.

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THE WIFE – Vivere nell’ombra
– Martedì 22/01 | Ore 21:15
– Giovedì 24/01 | Ore 17:30

The Wife – Vivere nell’ombra è un film di genere drammatico, diretto da Björn Runge, con Glenn Close e Jonathan Pryce. Durata 100 minuti. Distribuito da Videa.

Dietro ogni grande uomo c’è una donna ancora più grande. Peccato che molto spesso sia costretta a vivere nell’ombra. 
The Wife – Vivere nell’ombra
, diretto da Björn Runge, racconta la storia di Joan Castleman (Glenn Close), donna dalla bellezza impeccabile, mai intaccata dal tempo. Quarant’anni passati a sacrificare il proprio talento e i propri sogni, lasciando che suo marito, l’affascinante e carismatico Joe (Jonathan Pryce), si impadronisca della paternità delle sue opere.
Joan assiste, per amore, alla sfavillante e gloriosa carriera dell’uomo, sopportando di buon grado tutte le menzogne e i tradimenti. Ma alla notizia dell’assegnazione del più grande riconoscimento per uno scrittore – il Premio Nobel per la letteratura – la donna decide finalmente di dire basta e riprendersi tutto quello che le spetta.
Emozionante, commovente, divertente: The Wife è un viaggio di emancipazione e riscoperta, una celebrazione della forza e della grandezza di tutte le donne!

https://www.comingsoon.it/film/the-wife-vivere-nell-ombra/54074/scheda/

THE WIFE – VIVERE NELL’OMBRA (Björn Runge)Le ferite nascoste di un matrimonio

Una telefonata all’alba, proveniente dall’Europa, annuncia allo scrittore americano Joe Castleman e alla moglie Joan la vittoria del premio Nobel per la letteratura. La coppia, insieme al figlio, ormai adulto ma ancora intimorito dalla figura paterna, parte per Stoccolma. Durante il soggiorno in Svezia, tra i preparativi in vista della cerimonia di premiazione, Joan ripensa ai quarant’anni passati al fianco del marito, ai tanti, faticosi compromessi accettati e ai dolorosi sacrifici su cui si è basato il loro matrimonio…

Ancor più del messaggio che reca in sé, l’emancipazione femminile, tanto più attuale in tempi di rivelazioni pubbliche di soprusi, molestie e discriminazioni subìte dalle donne, sono la solidissima sceneggiatura e le interpretazioni superlative dei due protagonisti a dare consistenza e profondità a The Wife. Se il plot (firmato da Jane Anderson, adattamento dell’omonimo romanzo di Meg Wolitzer) intreccia con minuziosa trama e dialoghi mai banali, all’interno della relazione coniugale, passione, devozione, ambizione, risentimento, mantenendo sottopelle per quasi tutto il film la dignità ferita della donna e la mediocrità morale dell’uomo, le prove maiuscole di Glenn Close e Jonathan Pryce, in un equilibrio dialettico ragguardevole, assicurano al lungometraggio dello svedese Björn Runge un’elevata energia drammaturgica.

Vicino per analogo, raffinato scandaglio di una coppia di mezz’età alla radiografia operata da Andrew Haigh in 45 anni, e debitore della lezione di Bergman (non tanto de Il posto delle fragole, pure incentrato sulla consegna in età avanzata di un prestigioso premio accademico, quanto delle tensioni relazionali di Scene da un matrimonio), The Wife pulsa soprattutto dell’intensità emanata da Glenn Close, capace di contenere in un solo sguardo una ricchezza esemplare di sfumature, che dallo spaesamento esistenziale tracimano in rabbia repressa, per poi ricomporre ogni frammento emotivo in una placida, sottomessa condotta di vita. Una vita “nell’ombra”, come recita il sottotitolo del film, che con alcuni flashback conduce lo spettatore dagli anni ’90 agli anni ’50, alla prima stagione del rapporto tra Joe e Joan, ma che appare segnata contemporaneamente sia dal desiderio di liberazione dalle catene che imprigionano l’anima che dalla necessità di ricomposizione di ogni frattura affettiva.

E’ lì, in piccoli gesti ora riconcilianti ora separatori, che The Wife trova il suo punto di contatto diretto con il pubblico. Un “movimento all’unisono”, eppure irrimediabilmente individuale (come la telefonata dell’annuncio del Nobel ascoltata dai due coniugi da due cornette diverse, così come, sempre in simultanea e su due distinti apparecchi, la notizia della nascita del loro nipotino), che si fa metafora di ondulazioni sentimentali non più sopportabili. Destinate a confondere e (forse) ad annullare colpe e ragioni.

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Programma Rassegna Inverno d’essai 2019

Ecco il programma completo, 10 titoli!


NOVITA’: DOPPIA PROGRAMMAZIONE D’ESSAI:

  • Martedì – Ore 21:15
  • Giovedì – Ore 17:30