Rental Family, il film diretto da Hikari, è ambientato nella Tokyo contemporanea e racconta la storia di Philip Vandarpleog (Brendan Fraser), un attore americano che vive nella capitale giapponese da otto anni.
Un tempo noto per nel ruolo di un improbabile supereroe, un gigantesco tubetto di dentifricio in una pubblicità diventata di culto, oggi Philip è un uomo alla deriva, senza soldi, senza certezze e in cerca di un senso da dare alla propria esistenza. Passa da un’audizione all’altra e si ritrova a fare la comparsa in eventi come matrimoni e funerali. La svolta arriva durante un finto funerale, dove incontra Shinji (Takehiro Hira), il carismatico responsabile di Rental Family, un’agenzia che affitta attori per impersonare parenti o amici inesistenti nella vita di clienti soli o bisognosi di colmare un vuoto affettivo. Shinji lo scrittura, e da quel momento Philip si immerge in una serie di ruoli surreali.
Diventa il padre assente di una bambina sino-americana, il compagno di giochi di un giovane appassionato di videogame o l’amico fedele di un anziano attore. Ogni incarico lo trascina in mondi nei quali la finzione si confonde con la realtà. Attraverso questi incontri, inizialmente guidati dal copione, Philip riscopre il valore dell’empatia, il senso di appartenenza e la possibilità di connettersi davvero con gli altri.
In un mondo in cui tutto può essere simulato, i sentimenti che prova finiscono per restituirgli uno scopo e una nuova identità.

L’uomo, spinto dal desiderio di esprimersi in modo più profondo e personale, si ritrova però a fare i conti con una realtà ben diversa da quella che aveva immaginato. Deve fare i conti con la precarietà economica, le relazioni che si incrinano e anche con la solitudine che diventa una costante nella sua vita.
Tra instabilità, rinunce e lotte quotidiane, intraprende un cammino difficile ma autentico che lo porta a scoprire parti inaspettate di se stesso e un nuovo sguardo sul mondo.

 

Amarga Navidad, film diretto da Pedro Almodóvar, racconta l’alternarsi di due storie. La prima ha per protagonista Elsa, una regista di spot pubblicitari, nel 2004, durante il lungo ponte festivo del mese di dicembre. La seconda si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raúl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione che presto scopriremo essere la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia. Mescolata alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raúl, che ricorre all’autofinzione come soluzione a una lunga stagione di aridità creativa. Guardando dentro se stesso, Raúl non può fare a meno di rivolgere lo sguardo anche alle persone che compongono il suo universo più intimo: il suo compagno e la sua assistente. Il film racconta lo stretto legame tra realtà e finzione, tra ispirazione e vita, e apre una riflessione sui limiti dell’autofinzione.