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ATTENZIONE pt.2

ALLARME RIENTRATO!

Siamo riusciti a contattare la casa e a risolvere il problema!

Oggi, Ore 16:00 FERDINAND!

ūüėČ Scusateci ancora! ūüėÄ Lavoriamo per voi! ūüėČ

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ATTENZIONE!

Per problematiche non legate al Cinema San Lorenzo, ma alla casa di produzione del cartone animato, non ci sar√† possibile proiettare “Ferdinand” questo pomeriggio!

Per cui alle ore 16:00 la proiezione sar√† sostituita con il film “Come un gatto in tangenziale“.

Ci scusiamo per il disagio!

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Martedì 16/01 | Ore 21:00

Ricomincia la rassegna dei Marted√¨ d’essai con:

THE CIRCLE

Genere thriller. Diretto da James Ponsoldt, con Emma Watson e Tom Hanks. Durata 110 minuti. Distribuito da Good Films e Adler Entertainment.

The Circle √® un thriller moderno, ambientato in un futuro non distante, in cui la privacy √® punita dalla legge e le persone devono costantemente chiedersi quale prezzo siano pronte a pagare per ottenere la conoscenza. Basato sul bestseller internazionale “Il Cerchio” di Dave Eggers, The Circle √® un emozionante thriller psicologico, interpretato da Tom Hanks, Emma Watson, John Boyega e Karen Gillan. Appena fa il suo ingresso nella pi√Ļ grande azienda di tecnologia e social media del mondo, The Circle, Mae (Emma Watson) √® incoraggiata dal Fondatore della societ√† Eamon Bailey (Tom Hanks) a rinunciare alla propria privacy e a vivere la sua vita in un regime di trasparenza assoluta. Ma nessuno √® veramente al sicuro quando tutti hanno la possibilit√† di guardare.

Il fascino inumano di The circle.

Il segreto è una bugia.

Sapere è bene.

Sapere tutto è meglio.

E’ la poesia dell’odierno che The circle, il cloud che si ruba tutto di noi, vorrebbe rendere il credo delle nostre giornate.

Eppure il segreto ‚Äď e lo racconta bene¬†Massimo Recalcati ne ‚ÄúIl segreto del figlio‚Äú¬†‚Äď √® la cifra del nostro stare al mondo. La differenza che impedisce ai nostri genitori di mangiarci, che li obbliga a fare i conti con la diversit√† di chi viene al mondo.¬†Il segreto √® identit√† nutre la nostra rivoluzione interiore, √® pudore che alimenta la nostra vita spirituale.

‚ÄúIl padre tuo, che vede nel segreto‚Ä̬†dice il Vangelo di Matteo. Abbiamo bisogno di avere segreti, perch√© mentire (risalendo all‚Äôetimologia) significa inventare altri mondi a cui altrimenti non daremmo spazio. Il nostro universo simbolico si squaglia quando il segreto viene venduto ai mercanti del tempio.

Il segreto è sentire per riuscire a custodire. Il senso. La bellezza. Il dolore.
Anche lo sguardo ha bisogno quindi di cessare. E Mae, la protagonista, lo sa: fa esperienza brutalmente che troppa trasparenza toglie solidità alla vita che duramente avevamo attraversato fin qua. La vera bugia sono gli impostori, ma quelli c’è ancor prima di The Circle.

Film imperfetto, dichiariamolo in coda. Incapace di approfondire, prima di tutto nella scrittura, le svolte di dolore che la trama sceglie di mettere in campo. Il film ha d’altronde lo stesso problema che denuncia:  The circle, come l’omonima azienda, elude la sofferenza che rimane invece una delle vie preferenziali e democratiche da cui apprendere l’arte del vivere.

Il senso di sé nell’epoca della condivisione globale

Figlia unica di una modesta famiglia, con il padre affetto da sclerosi multipla, la giovane Mae Holland lavora in un call center, rassegnata alla precarietà e all’invisibilità sociale. La sua amica Annie, però, riesce ad assicurarle un colloquio con l’azienda per la quale lavora, The Circle, leader mondiale di tecnologia e social media, che conta miliardi di iscritti grazie a TruYou: un solo account, una sola identità, una sola password, un solo sistema di pagamento. Mae supera il colloquio, entrando in un universo parallelo che supera ogni sua immaginazione: un campus popolato da migliaia di giovani sotto la guida del carismatico fondatore dell’azienda, Eamon Bailey…

‚ÄúSapere √® bene, ma sapere tutto √® meglio‚ÄĚ. E‚Äô la frase, pronunciata dal guru di The Circle interpretato da Tom Hanks, che pone al centro del film di James Ponsoldt¬†la questione cruciale della ‚Äútrasparenza sociale‚ÄĚ, della condivisione totale¬†e dei benefici che potrebbero derivarne nel villaggio globale di Internet e dei¬†social network.

Tratto dal romanzo omonimo di Dave Eggers,¬†The Circle,¬†partendo da evidenti suggestioni orwelliane, solleva interessanti implicazioni etiche, economiche e politiche, avvicinandosi tematicamente a versanti ben esplorati dal cinema recente: la dimensione privata resa palesemente pubblica, reinterpretata in un‚Äôottica di spettacolarit√† mediatica (come in¬†The Truman Show¬†di Peter Weir); la sfera della¬†privacy¬†individuale violata da sofisticati sistemi informatici, manovrati da organismi di controllo deputati alla difesa collettiva e alla tutela della sovranit√† nazionale (come ben racconta¬†Snowden¬†di Oliver Stone); la genesi di un fenomeno planetario di coesione¬†on line, prodotto da menti prodigiose e innovative (come in¬†The Social Network¬†di David Fincher); la necessit√† di un ‚Äúmonitoraggio preventivo‚ÄĚ della vita quotidiana dei cittadini, in nome di un‚Äôattivit√† anticrimine che punti ad azzerare o perlomeno a prevenire i reati (il tema di fondo di¬†Minority Report¬†di Steven Spielberg).

Il problema di The Circle, però, sul piano degli esiti strettamente cinematografici, è di risultare molto meno incisivo dei modelli a cui si ispira: incrociando senza troppe sfumature idealismo puro e ambizione sfrenata, schegge di onniscienza high tech e candide ingenuità relazionali, il film di Ponsoldt, riversando riflessioni delicatissime nel sensazionalismo tecnologico (una microcamera attivata h24 per il live streaming, i continui rinvii visivi, sullo schermo, di like e retweet), fatica ad andare oltre la stessa superficie digitale che mette in campo, appiattendo e semplificando, anche con svolte narrative frettolose, quella intrigante complessità di cui si nutre.

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Domenica 14/01 | Ore 16:00

FERDINAND

Genere: animazione, avventura, commedia, family, fantasy. Diretto da Carlos Saldanha, con John Cena e Kate McKinnon. Durata 106 minuti. Distribuito da 20th Century Fox.

La storia del film Ferdinand √® quella del toro del titolo. Il toro Ferdinando ha l’aspetto del feroce toro da corrida: esemplare robusto, dal manto nero e lucente ma con un temperamento tutt’altro che irascibile, un toro che, a differenza di tutti gli altri suoi amici, e a dispetto della sua stazza e della sua forza, non ha alcun interesse nel dimostrare di essere potente e feroce n√© di diventare un temuto toro da corrida che terrorizzi i toreri. Al contrario, aspira solo a una vita tranquilla. Quando Ferdinand dilata le narici e smuove il terreno con gli zoccoli, la gente corre per sfuggire alla sua carica, ma lui annusa le margherite di prato, sua grande passione, o si stiracchia all’ombra degli alberi. E quando passeggia per i villaggi assolati della Spagna, gli abitanti sbarrano le porte e gridano al toro, ma lui prosegue e fa amicizia con una bimba adorabile e sveglia. Molto sveglia, molto pi√Ļ degli adulti che strappano Ferdinand alla sua vita tra i prati e lo costringono a scalciare, sbuffare e prendere a testate i mantelli dei toreri nelle arene. Per fortuna i nuovi amici della fattoria elaborano un piano a prova di capra (non si offenda la capra Lupe) che gli permetter√† di tornare a casa. Servono stazza e zampe forti come le sue, e una buona dose di teatralit√†.

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Venerdì 12/01 | Ore 21:00
Sabato 13/01 | Ore 21:00
Domenica 14/01 | Ore 21:00

COME UN GATTO IN TANGENZIALE

Genere: commedia. Diretto da Riccardo Milani, con Paola Cortellesi e Antonio Albanese. Durata 98 minuti. Distribuito da Vision Distribution.

Come un gatto in Tangenziale, il nuovo film di Riccardo Milani, vede di nuovo riunita la coppia Antonio Albanese e Paolo Cortellesi.
Giovanni, la teoria. Intellettuale impegnato e profeta dell’integrazione sociale vive nel centro storico di Roma. Monica, la pratica. Ex cassiera del supermercato, con l’integrazione ha a che fare tutti i giorni nella periferia dove vive. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non avessero deciso di fidanzarsi.
Sono le persone pi√Ļ diverse sulla faccia della terra, ma hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire. I due cominciano a frequentarsi e a entrare l’uno nel mondo dell’altro. Giovanni, abituato ai film nei cinema d’essai, si ritrover√† a seguire sua figlia in una caotica multisala di periferia; Monica, abituata a passare le sue vacanze a Coccia di Morto, finir√† nella scicchissima Capalbio. Ma all’improvviso qualcosa tra loro cambia.
Monica e Giovanni, entrambi vittime di spietati pregiudizi sulla classe sociale dell’altro, sono le persone pi√Ļ diverse sulla faccia della terra, ma hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire. Per portare a termine il comune proposito, i due cominciano, loro malgrado, a frequentarsi e a entrare l’uno nel mondo dell’altro: Giovanni, abituato ai film impegnati nei cinema d’essai, si ritrover√† a seguire sua figlia in una caotica multisala di periferia, tra ragazzini urlanti, spintoni e cestini di pop corn che rotolano per terra, Monica, invece, da sempre abituata a passare le sue vacanze a Coccia di Morto, tra distese di corpi stipati come sardine e aerei che scaricano carburante sopra la testa, si ritrover√† nella scicchissima riserva naturale di Capalbio, tra intellettuali, vip e improbabili conversazioni sull’arte contemporanea. Finch√© improvvisamente qualcosa tra di loro cambia. Entrambi capiscono di non poter fare a meno uno dell’altra anche se forse la loro storia durer√† come “un gatto in tangenziale”.

Le differenze sociali di un Paese spaccato in due

Giovanni vive in un elegante appartamento nel centro storico di Roma e lavora per un think tank che, in ambito europeo, si propone di riqualificare le periferie italiane. La sua ex moglie Luce coltiva lavanda in Provenza. Entrambi, come genitori, hanno educato la figlia tredicenne Agnese ai nobili princìpi dell’integrazione sociale. Ma quando la stessa Agnese rivela al padre la sua cotta per Alessio, un quattordicenne della borgata Bastogi nota per il suo degrado, Giovanni, sconcertato, segue la ragazzina fino alla casa dove Alessio abita con la mamma Monica e le due zie Pamela e Sue Ellen…

 

Dopo la fruttuosa esperienza sul set di Mamma o papà? Paola Cortellesi e Antonio Albanese tornano a fare coppia nel nuovo film dello stesso regista di allora, Riccardo Milani, affrontando in forma di commedia alcuni tra i temi cruciali della società contemporanea: il problematico rapporto metropolitano tra il centro e la periferia, le contraddizioni di una certa intellighenzia che predica bene e razzola male, la sfiducia preventiva che le fasce meno abbienti della popolazione nutrono verso coloro che dovrebbero aiutarle a vivere meglio e con maggiore consapevolezza.

Partendo da queste premesse,¬†Come un gatto in tangenziale¬†punta alla radiografia di un presente che, per guardare con pi√Ļ speranza al futuro, deve accettare di cambiare prospettiva e metodo, uscendo da una confortevole ‚Äúzona protetta‚ÄĚ per andare incontro all‚Äô‚ÄĚaltro‚ÄĚ.¬†Un messaggio condivisibile e¬†rassicurante, che il film di Milani persegue per√≤ con uno sviluppo narrativo altrettanto piatto e lineare: perfettamente riconoscibili, da parte del pubblico, nelle loro caratterizzazioni comiche, l‚Äôesperto di problemi complessi che tiene relazioni sul disagio delle periferie al Parlamento europeo e l‚Äôex cassiera di supermercato che lavora saltuariamente in una mensa per anziani non deviano di un millimetro, nelle interpretazioni funzionali di Antonio Albanese e Paola Cortellesi, al compito richiesto loro dalla sceneggiatura.

I loro mondi opposti, fin dall‚Äôinizio del film destinati a scontrarsi e poi a incontrarsi, vengono sintetizzati nelle forme pi√Ļ immediate e nette, senza sfumature, spigoli o retrogusti: da una parte la proiezione di un film armeno in un cinema d‚Äôessai¬†avvolta in un silenzio sacrale, dall‚Äôaltra la visione di una pellicola ultrapopolare in una multisala sommersa dal vociare dei ragazzini e dai cestini di pop corn; da un lato le vacanze estive trascorse a Capalbio, tra intellettuali, vip e improbabili conversazioni sull‚Äôarte contemporanea, dall‚Äôaltro la spiaggia chiassosa di Coccia di Morto, tra distese di corpi stipati come sardine. Dall‚Äôincrocio tra il contegno benpensante di Giovanni e la carica combattiva di Monica nascono sorrisi che, talvolta, sfociano in aperte risate.¬†Ma il film di Milani (in passato aiuto-regista di Monicelli), nonostante le lodevoli intenzioni, resta una commedia innocua e di un semplicismo disarmante, ben lontana dalla satira sociale vivida e graffiante del nostro miglior cinema.