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Venerdì 20/04 | Ore 21:00

CROMOSHOMO-SOLO

Rassegna Gesti Diversi
BIGLIETTERIA via Susa 7 GIAVENO 3407734093
€10 ingresso
SOLO di e con DAVIDE SABATINO
a seguire
CROMOSHOMO di e con: Valentina Cesano | Silvia D’Aries | Fiorella Grasso |
Barbara Menietti | Francesca Pace | Federica Romano.
Spettacolo di danza contemporanea, hip hop e house dance
cromoshomo è un viaggio intorno all’uomo
contemporaneo, spesso vittima e al tempo
stesso artefi ce inconsapevole di un sistema
che tende all’uniformità e alla serialità,
in cui l’individualità è più spesso esibita
superfi cialmente che costruita realmente.
Gli stereotipi che permeano la nostra società
possono imprigionarci e farci smarrire il nostro
io autentico, o costituiscono talvolta un riparo
dall’incertezza generata dalla diffi cile ricerca di sé?
È nello spazio aperto da queste domande che si
inserisce il movimento, il quale, per sua natura,
rigetta staticità e posizioni defi nitorie.
Al mondo che ti vuole UNO continua a mostrare
la tua multidimensionalità, continua a muoverti,
continua a esistere.

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Martedì 17/04 | Ore 21:00

L’ora più buia

Genere biografico, drammatico, storico, guerra. Diretto da Joe Wright, con Gary Oldman e Kristin Scott Thomas. Durata 125 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

Political drama firmato Joe Wright, L’Ora più buia è ambientato all’inizio della Seconda guerra mondiale. L’ora più buia cui fa riferimento il titolo è il momento cruciale della scelta, da parte del Primo ministro britannico Winston Churchill (Gary Oldman), tra l’armistizio con la Germania nazista e l’intervento nel conflitto armato. Di fronte all’avanzata dell’esercito tedesco e all’imminente invasione della Gran Bretagna, Churchill è chiamato a decidere tra la tutela del Paese in nome di una pace apparente e temporanea e la difesa dei propri ideali di autonomia e libertà. Accanto a lui, indaffarate nel dietro le quinte della storia, la moglie Clementine (Kristin Scott Thomas) e la segretaria personale Elizabeth Nel (Lily James). Nel cast anche Ben Mendelsohn nei panni dell’amato sovrano Re Giorgio VI, e Ronald Pickup in veste di Primo ministro uscente, Neville Chamberlain.

Recensione FilmCronache – Sale della comunità

Un ritratto di Winston Churchill nei momenti cruciali del secondo conflitto mondiale.

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Venerdì 13/04 | Ore 21:00
Sabato 14/04 | Ore 21:00
Domenica 15/04 | Ore 18:00 e 21:00

READY PLAYER ONE

Genere azione, thriller, fantascienza. Diretto da Steven Spielberg, con Tye Sheridan e Olivia Cooke. Durata 140 minuti. Distribuito da Warner Bros.

Ready Player One, il film diretto da Steven Spielberg, è basato sul romanzo omonimo di Ernest Cline. Si tratta di una rappresentazione distopica immersa nella suggestione della realtà virtuale, ma la sua particolarità è il rimasticare l’immaginario collettivo videoludico degli anni Ottanta, dalle avventure testuali stile Zork della Infocom passando per Pac-Man e altri titoli meno noti (se non ai veri appassionati). D’altra parte Cline, oltre a essere un nerd militante a 360° (possessore di una DeLorean), è sempre stato un appassionato di videogiochi, in grado di miscelare la propria mania con le sue doti di scrittura creativa, allenate da oltre vent’anni, anche in performance di poesia.

Nel 2045 la terra è diventata un luogo inquinato, funestato da guerre, povertà e crisi energetica. Gli abitanti versano in condizioni precarie, stipati in grossi container spogli, senz’altra evasione che il nostalgico mondo virtuale di OASIS. L’universo ispirato ai ruggenti anni ottanta, creato dal milionario James Donovan Halliday (Mark Rylance), conta milioni di login al giorno per la facilità d’accesso (sono sufficienti un visore e un paio di guanti aptici) e gli scenari iperrealistici in cui sfuggire al mondo tetro e pericoloso. La notizia della morte di Halliday arriva insieme con l’ultima, stimolante sfida lanciata dall’eccentrico creatore: una caccia al tesoro da miliardi di dollari.
L’adolescente Wade (Tye Sheridan), da sempre affascinato dalla figura del programmatore, ha collezionato informazioni sulla sua vita e il suo lavoro. Attraverso l’avatar Parzival proverà ad aggiudicarsi il premio in palio, contro i potenti nemici di una malvagia multinazionale (la IOI) e un nutrito gruppo di concorrenti senza scrupoli.

Recensione FilmCronache Sale della Comunità

Tra Reale e Virtuale: il nuovo “ritorno al Futuro” di Spielberg

 

 

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Martedì 10/04 | Ore 21:00

THE BIG SICK

Il matrimonio si può evitare… L’amore no

Genere commedia, sentimentale. Diretto da Michael Showalter, con Kumail Nanjiani e Zoe Kazan. Durata 120 minuti. Distribuito da Cinema.

La commedia romantica The Big Sick è basata su una sceneggiatura scritta a quattro mani da Kumail Nanjiani (anche attore protagonista) ed Emily V.Gordon, e racconta la vera storia del loro primo incontro.
Durante uno dei suoi spettacoli serali, l’attore comico Kumail (Nanjiani) nota nel pubblico la bella Emily Gardner (Zoe Kazan), e alla fine dello show le chiede di uscire. Tra i due nasce prima un’intesa e poi un’appassionata storia d’amore, destinata a incontrare i pregiudizi delle rispettive famiglie. Quella di Kumail è la tipica famiglia pakistano-musulmana legata alle tradizioni, compresa quella del matrimonio combinato. Mentre i genitori di Emily, Beth (Holly Hunter) e Terry (Ray Romano), sono una coppia di cinquantenni cinici e disillusi. Sarà la grave malattia che colpirà la ragazza a dare a Kumail il coraggio di ribellarsi alle rigide imposizioni familiari e provare a conquistare la fiducia della madre e il padre di Emily.

Quando l’amore avvicina le culture

Kumail è un giovane di origini pakistane che di giorno, a Chicago, fa l’autista per Uber e la sera si esibisce sul palcoscenico di un piccolo club trasformandosi in comico e cercando di farsi notare da un noto talent scout. Qui, dopo un suo monologo, fa la conoscenza di Emily, bionda e disinvolta studentessa di psicologia. Da quell’incontro nasce una relazione, ostacolata però dalle differenze tra le rispettive culture di appartenenza. Kumail è diviso tra le sue radici e i suoi sentimenti, Emily invece viene colpita da una grave infezione che la trascina d’urgenza in ospedale…

C’è un evidente vissuto in prima persona, nella vicenda di Kumail ed Emily, un percorso artistico e di vita che vede i due sceneggiatori di The Big Sick, i coniugi Kumail Nanjiani ed Emily Gordon, immettere se stessi nella finzione cinematografica (lui indossando anche i panni del protagonista del film, lei lasciando la parte all’attrice Zoe Kazan), facendo ritrovare allo spettatore una freschezza genuina di situazioni e contesti, arricchita da un’efficace spontaneità dei dialoghi, pimpanti e talvolta caustici.

Basato dunque su una storia vera, il tragitto realmente compiuto dalla coppia viene così restituito, sullo schermo, in una commedia romantica con sottofondo interraziale che non fa fatica ad imporsi sullo spettatore per brio e spigliatezza: tipico prodotto indie, che ha spopolato al Sundance e a Locarno ha vinto il premio del pubblico, The Big Sick è un film racchiuso in angusti spazi fisici (il club dove si esibisce Kumail, il soggiorno dove pranza la sua famiglia, la camera dell’appartamento dove egli vive, la stanza d’ospedale dove è ricoverata Emily…), ma aperto sentimentalmente al mondo, spalancato su un contagioso happy end grazie ad un amore cristallino, capace di colmare ogni lacuna. Un amore su cui il film di Michael Showalter sparge forse un po’ troppo zucchero a velo, addolcendo sentimenti già ben percepibili nella loro limpidezza, ma lasciando che, in numerose sequenze, sotto la scorza della romantic comedy affiorino le tensioni multietniche, un disagio esistenziale che non fa distinzione tra i colori della pelle, una ricerca di affermazione (la ribalta teatrale per lui, un lavoro da psicologa per lei) che nel Paese delle mille opportunità, se fallita, si trasforma in pericolosa emarginazione.

È lì che The Big Sick trova la sua forza motrice, nel rivestire di leggerezza l’amarezza, nel generare sorrisi dalle inadeguatezze. Non solo quelle dei due giovani, ma anche (come in East is East, pellicola a cui il film di Showalter si richiama per lo stesso tema dei matrimoni combinati imposti dalla secolare tradizione pakistana) quelle dei genitori della ragazza. Anch’essi, persin più di Kumail ed Emily, bisognosi di affetto.

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Venerdì 06/04 | Ore 21:00
Sabato 07/04 | Ore 21:00
Domenica 08/04 | Ore 18:00 e 21:00

 

PETER RABBIT

Genere animazione, avventura, commedia, family, fantasy. Diretto da Will Gluck, con Nicola Savino e James Corden. Durata 95 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Ricordate che con l’ora legale gli spettacoli della domenica pomeriggio sono spostati alle 18:00!

L’amato personaggio delle fiabe nato dalla penna – e dai pennelli – di Beatrix Potter è il protagonista di questa grintosa e irriverente commedia di ambientazione contemporanea, diretta da Will Gluck e realizzata con tecnica mista live action e CGI. Peter Rabbit vive in una tana accogliente confinante col giardino dell’ostile Mr. McGregor (Domhnall Gleeson), un luogo proibito ai coniglietti prudenti che non vogliono finire nel mirino dell’umano allampanato. Se le ubbidienti Flopsy (Margot Robbie), Mopsy (Daisy Ridley) e Cottontail (Elizabeth Debicki) se ne tengono alla larga, ascoltando gli avvertimenti della mamma, lo sconsiderato fratellino Peter (James Corden in originale, Nicola Savino nella versione italiana) – orecchie drizzate oltre la staccionata e scodinzolante coda a batuffolo – profana l’orto di McGregor facendo anche una scorpacciata dei suoi ortaggi. La relazione già turbolenta tra Peter e Mr. McGregor si inasprisce quando una nuova vicina di casa, l’incantevole Bea (Rose Byrne), si trasferisce nel quartiere. L’uomo e il coniglietto faranno di tutto per accaparrarsi le attenzioni dell’adorabile amante degli animali.

Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana:

Peter Rabbit e la sua famiglia di conigli sono in lite con l’anziano signor McGregor che vuole tenerli fuori dal giardino della sua casa di campagna. Quando McGregor muore, la casa passa in eredità al nipote che vive a Londra e non ama la campagna…
Il punto di partenza è nei racconti originali dell’autrice e illustratrice Beatrix Potter. Da questi disegni sono partiti regista e produttore per costruire una versione che non è cartone animato ma commedia vera e propria con inserti live action. Da un lato il giovane McGregor (che prende il posto del nonno ed eredita casa e terreno in campagna), dall’altro il coniglio Peter e la sua famiglia. Al centro, quasi ago della bilancia, si colloca Bea, la ragazza già residente in quella oasi di pace, destinata a diventare territorio di equivoci, incomprensioni, bisticci. Gluck si è imposto all’attenzione con “Annie – La felicità è contagiosa”, rivisitazione del classico musical di John Huston. Qui dirige con felice intento creativo, orchestrando con bella armonia i malumori e le liti tra il giovane Thomas McGregor e la frizzante Bea. Se dialoghi e dinamica di movimenti sono vivaci e sempre simpatici, l’altra parte importante è offerta senza dubbio da gesti e atteggiamenti degli animali, affidati a una bella spontaneità e forte originalità. L’incontro tra attori in carne ed ossa e figure animate raggiunge toni senz’altro esemplari e fascinosi. Il film è brillante, divertente, simpatico; per famiglie, bambini, ragazzi.