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Spettacolo Les Mascottes
– Venerdì 09/10 | Ore 20:30

Signore e signori! Amiche e amici!

Il Gruppo Majorettes Les Mascottes nel 2019 festeggerà il 40esimo anniversario di fondazione, ma noi vogliamo iniziare a festeggiare già da ora!!!

Siete quindi tutti invitati allo spettacolo di apertura che si terrà venerdì 9 novembre alle ore 21.00 al Cinema Teatro San Lorenzo di Giaveno. Ma vi aspettiamo già dalle 20.30 per un caldo e dolce benvenuto!!!

Partecipate numerosi!!!

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LA STANZA DELLE MERAVIGLIE
– Martedì 06/11 | Ore 21:15

Genere drammatico. Diretto da Todd Haynes, con Oakes Fegley e Millicent Simmonds. Durata 117 minuti. Distribuito da 01 Distribution.

Tratto dall’omonimo romanzo illustrato di Brian Selznick, La stanza delle meraviglie, il film diretto da Todd Haynes, racconta la storia di Ben (Oakes Fegley) e Rose (Millicent Simmonds), due bambini sordi nati e vissuti in epoche diverse, più precisamente a distanza di cinquant’anni.
Cosa li accomuna? Il desiderio di una vita diversa, migliore rispetto alla propria.
Rose abita nel New Jersey del 1927, tenuta isolata dai coetanei e dal resto del mondo da un padre eccessivamente protettivo, e sogna di incontrare una celebre attrice del cinema muto di cui raccoglie foto e ritagli di giornale in un album. Ben abita nel Minnesota del 1977 e sogna di incontrare il padre che non ha mai conosciuto. Le loro storie scorrono parallele, legate da una misteriosa connessione, finché una serie di coincidenze li farà incontrare nella magica cornice di New York, città che per entrambi rappresenta il simbolo di una rinascita, di una nuova vita.
Un giorno, infatti, Rose fugge di casa per andare a Manhattan, dove spera di incontrare il suo idolo: l’attrice Lillian Mayhew (Julianne Moore). Esattamente cinquant’anni dopo Ben fa lo stesso: dopo aver scoperto un indizio sulla propria famiglia lasciato dalla defunta madre Elaine (Michelle Williams), decide di recarsi a New York per scoprire tutta la verità sulle sue origini e trovare finalmente il padre. Si innesca così una doppia ricerca parallela e simmetrica, che porta i due ragazzini a vivere un’avventura favolosa e stupefacente, colma di speranze ma anche di pericoli e minacce. Nonostante l’impossibilità di comunicare e le grosse complicazioni che incontrano nel compiere anche le cose più semplici, confusi dal caos della Grande Mela, Ben e Rose sono determinati ad arrivare fino in fondo, e a trovare finalmente il loro posto nel mondo.

Commissione Nazionale Valutazione Film CEI

In epoche diverse, il 1922 e il 1977, Ben e Rose, due bambini, si muovono per raggiungere New York, dove nutrono la speranza di ritrovare lui il padre, lei un’attrice di cui raccoglie foto da inserire nel proprio album…

Valutazione Pastorale

Todd Haynes, nato a Los Angeles nel 1961, è un regista che in quasi trenta anni di carriera (esordio nel 1991 con “Poison”) ha frequentato un cinema tendenzialmente nervoso e provocatorio, sempre muovendosi sul filo di una rilettura spinosa e sofferta della realtà, filtrata non di rado da uno sguardo malinconico e incline al mélo. Che ora abbia cambiato argomento, sovvertendo ruoli e approcci e rovesciando la Storia fino a sovvertirne i presupposti può sorprendere fino a un certo punto. Il fatto è che, partendo dalla graphic novel omonima di Brian Selzick, Haynes si trova tra le mani una materia non facile e a suo modo rischiosa. Si trattava infatti di far incontrare, e di dare un senso compiuto, alle vicende di due bambini, collocate lontane per tempo e spazio. Haynes affronta il copione con piglio robusto e deciso, operando da subito la scelta che aiuta a tirare una linea di demarcazione: Rose si muove negli anni Venti, Ben nel 1977. Entrambi a New York, entrambi alla ricerca di un padre e di una madre finora solo sognati. Rose e Ben sono muti, Rose vive dentro un cinema senza parole, Ben fa i conti con un società che vive come se ci fosse sempre “Taxi driver”. I due racconti procedono separati e quasi non si avvertono i momenti che segnano qualche punto di avvicinamento. La regia corre lungo una linea dal tratto forte ma dal segno esile. I bambini vivono con passione le scoperte del loro mondo ‘negato’ ai rumori che però compensano con le foto e con la scrittura. Ben fa la scoperta dell’amicizia dopo aver rischiato di perderla. Il racconto prosegue, incalzato da un precipitare di dolori ed emozioni infantili. Lunghi momenti di silenzio intenso e rivelatore si alternano con musiche anni ’70. La colonna sonora di Carter Burwell infonde atmosfere che evocano malinconia e rimpianto. Il finale, che non diciamo, vola sulle suggestioni del mai sopito ricordo di una vita che poteva essere e non è stata. Rimane il dubbio, se a prevalere sia la sostanza del testo (la graphic novel di Selznick già autore di quel “Hugo Cabret” alla base della trasposizione di Martin Scorsese) o la messa in scena di Haynes, capace di restituire la magia di una favola dai contorni cangianti, intimiditi eppure spettacolari. L’autore comunque conferma un talento puro e cristallino, la capacità di toccare le corde dell’infanzia, scandendone i passaggi più delicati, e dimostrando di essere in grado di costruire un cinema dolente e comprensivo, fatto di forte narrazione favolistica e insieme di amara realtà. Tutti motivi che inducono, dal punto di vista pastorale, a valutare il film come consigliabile e soprattutto poetico. Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte successive occasioni, come prodotto per l’infanzia, per i bambini, per la famiglia, con tutto il contorno di forti emozioni e di profonda bellezza che le immagini rimandano. Importante l’attenzione alla ‘sordità’ che accomuna i due bambini. Il modo sofferto e insieme positivo con cui l’argomento viene trattato può servire per avviare riflessioni e discussioni sul rapporto cinema/disabilità, nella dimensione dell’adolescenza e della maggiore età.

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HOTEL TRANSILVANIA 3
– Domenica 04/11 | Ore 16:00

Drac non osa ammetterlo con nessuno, tantomeno con la luce dei suoi occhi, la figlia Mavis, ma sogna un nuovo incontro con una donna, dopo tanti secoli di vedovanza. Vedendolo stressato senza intuirne il vero motivo, Mavis lo coinvolge in una lussuosa vacanza di famiglia, rigorosamente tutta mostri (più Johnny), su un’immensa nave da crociera. Il cinico Drac non salta di gioia: non c’è nulla che il suo hotel sulla terraferma abbia da invidiare a quel presuntuoso transatlantico. O forse sì. Perché il capitano della nave, l’umana Ericka, lo ha colpito al cuore. Possibile che Drac abbia fatto “zing”?

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A STAR IS BORN – Venerdì 02/11 | Ore 21:15
– Sabato 03/11 | Ore 21:15
– Domenica 04/11 | Ore 20:30

Genere drammatico, musicale, sentimentale. Diretto da Bradley Cooper, con Bradley Cooper e Lady Gaga. Durata 135 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

A Star is Born, il film diretto e interpretato da Bradley Cooper (alla sua prima esperienza da regista) insieme a Lady Gaga (nel suo primo ruolo da protagonista in un film), è la quarta versione cinematografica di questa storia d’amore in musica dopo la prima datata 1937 e i due remake (nel 1954 con Judy Garland e nel 1976 con Barbra Streisand)

In questa nuova rivisitazione della tormentata storia d’amore, Cooper interpreta Jackson Maine, musicista di successo che si sta però avviando sul viale del tramonto che scopre, e si innamora della squattrinata artista Ally. Lei ha da poco chiuso in un cassetto il suo sogno di diventare una grande cantante, fino a quando Jack la convince a tornare sul palcoscenico. Ma mentre la carriera di Ally inizia a spiccare il volo, il lato privato della loro relazione sta perdendo colpi a causa della battaglia che Jack conduce contro i suoi demoni interiori.

Recensione FilmCronache Sale della Comunità

Lei è una ragazza di provincia che ha quasi rinunciato alla sua ambizione di cantare. Lui è una stella della musica che riempie gli stadi. Si incontrano casualmente e ovviamente si innamorano. Ovviamente lui aiuta la ragazza a fare strada e ovviamente, nonostante le ovvie esitazioni, il successo arriva strepitoso e inarrestabile. Ma più lei sale più lui scende, e presto la favola si trasforma in dramma.

È una storia vista innumerevoli volte, remake dellomonimo film del 1937, ampiamente prevista fin dalle prime inquadrature, ma forse il film vuole essere esattamente questo, senza altre pretese se non costruire una storia godibile e inutile, che forse non a caso cita Pretty Woman. Ma in più, qui, a farne un prodotto commerciale efficace c’è la presenza di Lady Gaga, che non solo recita per la prima volta in un ruolo da protagonista, non solo canta molto nel film, ma indossa i panni di una ragazza qualsiasi che diventa una specie di Lady Gaga. Loperazione è senzaltro furba, ma permette alla star vera di sentirsi a suo agio nel ruolo e gestirlo dimostrando buone capacità interpretative.

Si tratta di pellicole che è inutile e vano snobbare, che anzi vanno accolte proprio per ciò che rappresentano, però è inevitabile notare che si tratta di un altro campo da gioco rispetto ai film dautore che dovrebbero rappresentare la linfa vitale di un festival. Il cinema di intrattenimento esiste da sempre, ed è bene che sia così, i melodrammi damore sono passati gli anni scorsi per il Lido anche con successo (si pensi a La La Land, per esempio), i divi e le dive a quanto pare servono, tuttavia resta il dubbio che questo film rappresenti una nota stonata nel difficile equilibrio di un Festival giustamente ambizioso come quello di Venezia.

Recensione Commissione Nazionale Valutazione Film CEI

Jackson Maine è un cantante country-rock con un discreto successo, smarrito tra farmaci e bottiglie di alcolici. Una sera si imbatte per puro caso nella cameriera Ally, che si esibisce in un locale rivelando una voce sorprendente. È subito scintilla tra loro, è amore dal punto di vista sentimentale e professionale….

Valutazione Pastorale

Molta curiosità accompagna l’uscita in sala di “A Star is Born”, nuovo remake di un testo divenuto classico a Hollywood, che ha visto come interpreti Judy Garland (1954) e Barbra Streisand (1976). Questa ulteriore versione sul tracciato di “È nata una stella” segna l’esordio alla regia di Bradley Cooper e il primo ruolo da protagonista della cantante Lady Gaga. La storia fotografa il sogno americano e le sue derive. La forza di “A Star is Born” risiede nelle performance dei due artisti, che recitano e cantano con intensità e convinzione, mostrando un affiatamento bello e riuscito. Un film in perfetto stile mélo, attualizzato nella componente musicale fresca e trascinante. “A Star is Born” marca anche in maniera problematica lo scotto da pagare per un successo dirompente, al quale l’artista non è mai del tutto preparato. Al di là di qualche passaggio narrativo da tenere in conto per i minori – l’abuso di alcolici e distruttive conseguenze –, nell’insieme il film è godibile, ma complesso e problematico. Il film trova la sua originalità, come quarto remake del classico di Hollywood, grazie alle musiche riuscite e trascinanti del duo Lady Gaga-Bradley Cooper. L’opera può essere utilizzata per approfondire le tematiche della precarietà del successo e i rischi delle dipendenze da alcolici.

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L’incredibile Viaggio del Fachiro
– Martedì 30/10 | Ore 21:15

Genere drammatico. Diretto da Ken Scott, con Bérénice Bejo e Dhanush. Durata 92 minuti. Distribuito da Notorious Pictures.

Dopo la morte della madre, l’indiano Aja parte per Parigi sulle tracce del padre mai conosciuto prima, un prestigiatore parigino recatosi in India ad imparare l’arte dei fachiri. Giunto a destinazione, si rifugia in uno store Ikea affascinato da questo strano mondo così distante dalla sua India. Da qui, inizieranno una serie di disavventure che lo porteranno a girare l’Europa e a trovare l’amore della sua vita. Questa è la storia di come un semplice viaggio può diventare straordinario.

Commissione Nazionale Valutazione Film – CEI

Diventato grande, il giovane Aja parte dalla natia India alla volta di Parigi, dove spera di avere notizie del padre, mai conosciuto. Lo aspettano però molte disavventure…

Valutazione Pastorale

All’inizio sembra il racconto di un viaggio incerto e pieno di promesse. Poi si risolve tutto nel flashback su un giovane indiano che racconta ad alcuni ragazzi chiusi in carcere le vicende in seguito alle quali si è trovato a passare attraverso mezza Europa, in Africa (e in parte, inopinatamente anche a Roma) e finalmente arrivare a Parigi. Tutto avviato dalla voglia di trovare il padre mai conosciuto. Il racconto, che comincia con molte propositi e buone intenzioni di spiritosi equivoci, nell’andare avanti, proprio mentre si apre a belle ipotesi di sfiziose variazioni, alo stesso tempo ristagna all’interno di poche e sempre meno divertenti variazioni. Certo, il ritmo resta simpatico, i personaggi risultano effervescenti. Ma i temi ‘seri’, quelli dell’incontro tra culture, della nostalgia del paese natale, della solidarietà con le popolazioni in fuga, restano inesorabilmente di sfondo, mai veramente affrontato con piglio e convinzione. Resta una commedia garbata e piacevole, facile e scorrevole (il momento migliore è nel ballo tra il protagonista e Nelly/Berenice Bejo), che è da valutare come consigliabile e nell’insieme brillante. Il film è una storia di buon livello sulla contemporaneità e sulla difficile gestione dell’incontro tra culture.