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Tutti In Piedi
– Venerdì 26/10 | Ore 21:15
– Sabato 27/10 | Ore 21:15
– Domenica 28/10 | Ore 20:30

Genere commedia, sentimentale. Diretto da Franck Dubosc, con Franck Dubosc e Alexandra Lamy. Durata 107 minuti. Distribuito da Vision Distribution.

Tutti in piedi, il film diretto da Franck Dubosc, vede protagonista Jocelyn(Franck Dubosc), un uomo d’affari di successo, un inguaribile seduttore e un bugiardo incallito.
Un giorno, a causa di un malinteso, viene scambiato per disabile dalla vicina di casa della defunta madre, la giovane e sexy Julie (Caroline Anglade). Per conquistarla, Jocelyn decide di approfittare del fraintendimento. L’equivoco, che inizialmente sembra essere solo un gioco divertente, diventa complicato quando Julie gli presenta sua sorella Florence (Alexandra Lamy) che, costretta su una sedia a rotelle a seguito di un incidente stradale, non ha perso la voglia di vivere a pieno e sembra abbattere qualsiasi barriera col suo irresistibile sorriso. È allora che, in bilico sull’esile filo di una insostenibile bugia, Jocelyn inventa una doppia vita: una in piedi e una sulla sedia a rotelle.

Quando l’amore non conosce barriere (anche architettoniche)

Jocelyn è la tipica incarnazione dell’uomo cool contemporaneo: ricco, di successo, bello e tendente a modulare la realtà sulla propria immaginazione, in altre parole è un bugiardo incallito. Alla morte della madre si reca a casa della donna per radunare le sue cose quando improvvisamente viene scambiato dalla vicina di casa per un paraplegico, essendosi occasionalmente seduto sulla sua sedia a rotelle. Volendo conquistare la giovane e sexy Julie, JoJo sceglie di rimanere nel malintesa o dando vita a una serie di menzogne per il puro piacere del gioco. Finché l’incontro con la di lei sorella Florence, che invece è realmente costretta su una sedia a rotelle, gli cambierà la prospettiva esistenziale.

Mentire per conquistare un obiettivo e scoprire, contestualmente, che si mente perché ci si vuole nascondere. Ecco l’assunto moralmente elementare che dai manuali di psicologia diviene la base di un filone assai popolare all’interno del genere della commedia, quello “degli equivoci”, dai quali diparte l’attitudine alla menzogna di cui si fanno carico i protagonisti. Tutti in piedi, esordio alla regia cinematografica dell’attore e drammaturgo teatrale brillante Dubosc, ne cavalca pienamente i canoni strutturali e narrativi senza alcuna particolare modifica linguistico-drammaturgia. Se dunque la piacevole commedia di Dubosc non aggiunge nulla alle aspettative segnalate dagli “indizi” posti a inizio film, una convincente novità si avverte invece rispetto alla tematica che affronta, ovvero quella del rapporto fra la disabilità e il mondo circostante, con particolare attenzione alle relazioni più intime. Raramente nella commedia contemporanea si è attestata la capacità di raccontare la “normalità all’interno della non-normalità” senza cadere nelle facili trappole dei luoghi comuni e del politicamente corretto. La relazione tra Jojo e Florence ne diventa il sintomo più felice per quanto declinato sull’ovvia esagerazione voluta dalla commedia: l’amore per la vita della donna che non si limita ad accettare la propria condizione ma ne fa un mezzo per fare “meglio” ciò che i normalmente abili fanno senza pensare (giocare a tennis, suonare il violino..) diventa per Jojo l’esempio di una “visione di mondo” diversamente vincente, per usare una terminologia adatta al suo personaggio. Dubosc, che interpreta lo stesso protagonista, riesce con levità e sensibile profondità a restituire la gamma di sensazioni e sentimenti che trascorrono il percorso d’innamoramento fra due persone delle quali una sia affetta da una disabilità: una capacità più “fra le righe” che esposta, e questo non può che essere un pregio. In tal senso Tutti in piedi è un piccolo film che non vuole ambire alla grande memoria ma che resterà probabilmente impresso in chi ha vissuto o sta vivendo simili situazioni esistenziali.

 

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Hotel Transilvania 3
– Sabato 27/10 | Ore 16:00 – Domenica 28/10 | Ore 16:00

Anche SABATO!

Genere animazione, commedia, family, fantasy. Diretto da Genndy Tartakovsky, con Claudio Bisio e Cristiana Capotondi.  Durata 97 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Dopo oltre un secolo passato a distribuire chiavi e munire il suo albergo di ogni mostruoso comfort a disposizione, anche il vampiro più indaffarato della Transilvania ha bisogno di una piccola pausa estiva, invece di occuparsi sempre delle vacanze degli altri presso il suo magnifico hotel. Mento affilato, occhiaie profonde e tintarella di luna, il bisbetico Dracula (voce originale di Adam Sandler) si lascia convincere dalla figlia Mavis (voce originale di Selena Gomez) a imbarcarsi con tutta la famiglia su una gigantesca nave da crociera extra lusso. Ovviamente si unisce a loro anche il resto del gruppo: Frank e signora, il lupo mannaro Wayne con la disordinata cucciolata, il riservato uomo invisibile Griffin, la maliziosa mummia Murray e il mansueto, taciturno mostro di gelatina Blobby. Ma mentre tutti si divertono moltissimo e partecipano alle attività e alle attrazioni di bordo, invece che dai colossali buffet illimitati, dalle piscine cristalline e dalle insolite escursioni, la curiosità del cinico conte viene stuzzicata dalla misteriosa donna capitano della nave: la seducente Ericka, nient’altro che la discendente del famigerato cacciatore di vampiri Van Helsing. Il flirt estivo intorno al quale ruota Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa non solo metterà a rischio il delicato equilibrio famiglia-amore appena sbocciato, ma minaccerà dunque di distruggere l’intera razza dei mostri.

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HOTEL GAGARIN
– Martedì 23/10 | Ore 21:15

HOTEL GAGARIN

Genere commedia. Diretto da Simone Spada, con Claudio Amendola e Luca Argentero. Durata 93 minuti. Distribuito da Altre Storie.

Al suo debutto alla regia di un lungometraggio, in Hotel Gagarin, Simone Spada dirige Giuseppe BattistonClaudio AmendolaLuca ArgenteroBarbora Bobulova, Silvia D’Amico, Philippe Leroy e Caterina Shulha.
I protagonisti della sua storia sono cinque italiani squattrinati che, in cerca di successo, vengono convinti da un sedicente produttore a girare un film in Armenia. Purtroppo i loro sogni di gloria vengono infranti appena raggiungono il freddo e isolato Hotel Gagarin, quando scoppia una guerra e il produttore sparisce con tutti i soldi. Una situazione spiacevole e grottesca come questa si rivela, però, un’occasione di ritrovare la spensieratezza e la gioia perdute. Scegliendo di usare il cinema come motivo scatenante dell’intreccio narrativo e un gruppo di sventurati come eroi, Spada ricalca la commedia all’italiana di una volta con l’intento di far sorridere ed emozionare gli spettatori, racchiudendo il senso profondo dell’intero film e della vita stessa nella frase di Lev Tolstoj: “Se vuoi essere felice, comincia”.

Un omaggio al cinema e alla sua forza espressiva

Se i personaggi principali di un film si chiamano rispettivamente Paradiso, Speranza e Beato, qualche domanda ad un cattolico sorge spontanea. Dietro alle apparenze di una commedia spensierata, canzonatoria e con qualche parolaccia di troppo, Hotel Gagarin (Italia, 2018) rivela una profondità inaspettata e ci regala un messaggio ricco di poesia e di umanità.

Franco Paradiso è un faccendiere senza scrupoli e con potenti appoggi politici che, per mettere le mani su di un importante finanziamento europeo, si improvvisa produttore cinematografico. Il copione del film sarà l’opera prima del professor Speranza (interpretato dal bravissimo Giuseppe Battiston), docente di storia in una scuola superiore di Roma, uomo estremamente colto, idealista e certamente ingenuo. Totalmente ignaro di essere vittima di una truffa, il prof. Speranza accetta di partire per l’Armenia con una sgangherata troupe raccolta alla bell’e meglio per iniziare la produzione del suo film. Mentre Paradiso sparisce subito con i soldi, i cinque italiani sono costretti ad un forzato soggiorno nello sperduto Hotel Gagarin dove, però, la loro avventura e le loro stesse vite prendono ben presto una direzione del tutto inaspettata.

Nel cast di Hotel Gagarin troviamo, oltre a Giuseppe Battiston, anche Claudio Amendola, Luca Argentero, Barbora Bobulova, Silvia d’Amico e, nei panni di un vecchio misterioso, Philippe Leroy. I cinque attori italiani interpretano, con le loro storie problematiche e interrotte, altrettanti modi diversi di concepire la vita e di cercare la felicità. C’è chi la cerca nello sballo, chi nel sesso o nel potere, chi nell’amore e chi, deluso, ha smesso di cercarla. A ben guardare la domanda di fondo di tutto il film riguarda proprio la felicità e la sua possibilità di realizzarsi nella vita di ciascuno di noi. “Vuoi essere felice, allora inizia”, chiosa ad un certo punto Speranza, citando in modo estremamente appropriato Lev Tolstoj e dando così una svolta al racconto.

Oltre agli attori già ricordati, Hotel Gagarin ha indubbiamente un altro grande protagonista che è il cinema stesso, la settima musa, quella fabbrica capace di trasformare in realtà i sogni degli esseri umani. Il film che il prof. Speranza voleva inizialmente realizzare aveva un taglio quasi documentaristico. Ciò che alla fine si compie è un sogno fantastico. Sembrerebbe che lo stesso Simone Spada (regista del film al suo primo lungometraggio) viva con questo film il suo personalissimo passaggio dai Lumiere a Melies, dal cinema che descrive a quello che permette di sognare. Hotel Gagarin diventa dunque alla fine un omaggio al cinema e alla sua forza espressiva.

E se il Paradiso sembra per ora sfuggirci, la Speranza resta sempre l’ultima a morire. Beato chi non se la lascia rubare.

 

 

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QUASI NEMICI
– Sabato 20/10 | Ore 21:15
– Domenica 21/10 | Ore 16:00 e 20:30

QUASI NEMICI – L’IMPORTANTE E’ AVERE RAGIONE

Genere commedia. Diretto da Yvan Attal, con Daniel Auteuil e Camélia Jordana. Durata 95 minuti. Distribuito da I Wonder Pictures.

Neïla Salah (Camélia Jordana) è cresciuta a Créteil, nella multietnica banlieu parigina, e sogna di diventare avvocato. Iscrittasi alla prestigiosa università di Panthéon-Assas a Parigi, sin dal primo giorno si scontra con Pierre Mazard(Daniel Auteuil), professore celebre per i suoi modi bruschi, le sue provocazioni e il suo atteggiamento prevenuto nei confronti delle minoranze etniche. Ma proprio il professor Mazard, per evitare il licenziamento all’indomani
di uno scandalo legato a questi suoi comportamenti, si troverà ad aiutare Neïla a prepararsi per l’imminente concorso di eloquenza. Cinico ed esigente, Pierre potrebbe rivelare di essere proprio il mentore di cui lei ha bisogno… tuttavia, entrambi dovranno prima riuscire a superare i propri pregiudizi.

Valutazione Pastorale

Di origine africana, Neila Salah vive a Creteil e, decisa a diventare avvocato, si iscrive all’autorevole università Assas di Parigi. Arrivata il primo giorno con cinque minuti di ritardo, viene subito redarguita dal professor Pierre Mazard, famoso per il sua rigidità e il carattere ostile. Per recuperare sul difficile impatto tra loro, Mazard accetta di preparare Neila per il concorso di retorica che ogni anno mette di fronte i rappresentanti dei vari atenei…

Dentro le tante declinazioni che assume nei confronti della contemporaneità, la commedia francese non tralascia di occuparsi anche di quei temi politico-sociali che caratterizzano la realtà nazionale. Ecco qui affrontato in modo diretto il rapporto tra la Francia tradizionale e conservatrice, e quella multietnica degli africani di seconda generazione. Ossia il confronto/scontro tra il professor Mazard, tutto d’un pezzo, legato alle culture classiche, e Neila, figlia del Terzo Millennio, che lo guarda con dubbi e diffidenze. Dopo aver fatto una conoscenza forzata e controvoglia, i due a poco a poco riescono a capirsi sempre meglio, fino ad un rovesciamento delle parti che non vuol dire cedimento all’altro ma comprensione e rispetto per la diversità dell’altro. Puntando molto su una sceneggiatura che trova nell’invenzione lessicale una autentica miniera di ribaltamenti tra battute scorrette e dialoghi sui pregiudizi, il film corre rapido e spedito verso un finale che dice quanto siano necessari buoni rapporti, e dichiarazioni di stima reciproca, per trasmette il buon sapere e garantire un migliore funzionamento delle istituzioni. In certi passaggi di irresistibile benchè amaro umorismo, il film punta molto sulla presenza di Daniel Auteil, un credibile professor Mazard, e ottiene il meglio anche da Camelia Jordana, scatenata Neila Salah, vista di recente in “Due sotto il burqa” . Dal punto di vista pastorale, il film è brillante e adatto per dibattiti, per avviare riflessioni sul rapporto tra Europa e immigrazione, sul rapporto tra vecchia e nuova cultura, sui differenti metodi didattici.

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MARATONA HARRY POTTER – Sabato 13/10 | Ore 14-24
– Domenica 14/10 | Ore 14-24
– Venerdì 19/10 | Ore 14-24

In esclusiva per i partecipanti alla Maratona!
SOLO Sabato 13/10 avremo un tavolo dedicato al palafungo (locali di spaghettopoli) per la MAGICA CENA nella breve pausa pranzo!
Subito alle ore 19:15 ci verrà servito il menù speciale previa prenotazione entro le ore 16:30 del giorno stesso presso il cinema!
Grazie a Nuova Pro Loco Giaveno e Ristorante La Betulla