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IL COLORE DELLA FATICA
-GIOVEDI 23/05 | ORE 21:15

 L’unità d’Italia, a detta di molti, più che Garibaldi, l’ha fatta il giro. È in questa Italia che vogliamo raccontare uno degli eventi sportivi di maggiore rilevanza e affezione popolare. L’Istituto Luce, dalla sua fondazione ha documentato il “Giro”. Ideato dalla Gazzetta dello Sport nel 1909, interrotto durante le due grandi guerre, nel 2017 festeggerà la centesima edizione. Il “Giro” non è solo la storia di “nasi dritti come una salita”, di “italiani in gita”, è la storia di un paese che ha saputo vivere le differenze linguistiche, economiche, gastronomiche, come una ricchezza e fondando su queste la propria identità nazionale. È la storia di mille fughe, di mille strategie di fuga, di come queste sono cambiate da Binda a Moser, di come è cambiato il gioco di squadra. Molti pensano che il ciclismo sia uno scontro tra individui, tra singoli soggetti con una forza sovrumana nelle gambe e dei polmoni d’acciaio, in verità pochi sport vivono una dinamica di squadra intensa come il ciclismo. Una squadra è composta da un capitano, un vice, i gregari, il velocista, il direttore tecnico, i meccanici e nell’epica del “Giro” per i non addetti è difficile capire chi ha maggiormente contribuito alla vittoria. La grande epopea del “Giro” non è solo il dualismo Coppi Bartali, di cui si è narrato molto, è storia di eroi popolari come Binda, Girardengo, Gimondi, Bugno, Moser e di altri uomini importantissimi e meno conosciuti, campioni, tecnici e gregari che concorrono a fare grande la storia del “Giro”. È anche la storia di quell’Italia che Mario Soldati cercava nei piatti tipici delle trattorie sparse nelle varie tappe, di una convivialità semplice, saporita e vera. Quell’Italia che pedalando ritrova dopo la grande guerra il coraggio nel futuro e tappa dopo tappa, regione dopo regione, paese per paese, scopre il boom economico, affidando ai singoli ciclisti l’orgoglio dell’appartenenza campanilistica. Ci accompagneranno alla scoperta del “Giro” personaggi diversi che amano questo sport come: Romano Prodi che diverse volte ha partecipato da amatore alla “cinque passi”, Gianni Bugno due volte campione del modo ed attualmente pilota di elicottero al “Giro”, Francesco Moser, Franco Cordelli, Alessandro Bergonzoni, Giacomo Marramao, Marino Niola. Indagheremo su come sono cambiate le strategie, le tattiche, le fughe e le diete. Sono cambiate le biciclette ma anche gli atleti che grazie ai progressi della medicina, oggi sono monitorati e allenati per superare i limiti fisici. Vedremo le facce degli italiani del “Giro” sovrapporsi l’una sull’altra, in una stratificazione temporale fatta di sudore e lacrime di un’Italia che cambia per rimanere la stessa. Un omaggio sorridente all’evento sportivo più amato dagli italiani nell’anno della sua centesima edizione.

https://www.huffingtonpost.it/silvia-panichi/il-colore-della-fatica_a_23663816/

https://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2019/05/06/news/film_colore_della_fatica-225606533/

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LA PAROLA AI GIOVANI – Una serata con il Filosofo UMBERTO GALIMBERTI
– Venerdì 25/01 | Ore 20:45

Prevendita biglietti : CARTOLERIA EMMEGI

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AL MASSIMO RIBASSO
Domenica 02/09 | Ore 20:30

Incontro con il cast  (Ore 20:30) e Proiezione (Ore 21:15)

Ingresso 5 € – Comprensivo di tutti gli eventi della Domenica
(Admo Bici Tour, Incontro con Davide Ferrario, Aperitivo e proiezione di “Al Massimo Ribasso”)

Regia di Riccardo Jacopino. Un film con Matteo Carlomagno, Viola Sartoretto, Alberto Barbi, Stefano Dell’Accio, Francesco Giorda. Genere Drammatico. Durata 100 minuti. Distribuito da Slow Cinema srl.

Incontro in sala con il cast: Tito Ammirati presidente della cooperativa Arcobaleno produttrice del film, co-sceneggiatore Manolo Elia, attori del cast: Stefano dell’Accio, Alberto Barbi e Viola Sartoretto

Diego è un uomo di mezza età che lavora all’ombra di una società mafiosa torinese: grazie alle sue potenzialità riesce a garantire sempre la loro vittoria nelle gare d’appalto guadagnandosi, con soldi sporchi, da vivere. Nasconde un segreto: è capace di leggere nel pensiero. Solo così, infatti, riesce a fornire sempre la cifra esatta a cui varie società edilizie propongono il prezzo del loro lavoro, in modo tale da consentire ai suoi superiori la proposta di un massimo ribasso. D’altra parte, però, l’estenuante pressione che prova quotidianamente sentendo i pensieri di tutti coloro che lo circondano, lo portano ad un punto di rottura: l’incontro con un fisico, poi, lo aiuta a capire che la sua speciale condizione è irreversibile. O si rassegna al suo potere, o può tentare di sottoporsi a continui esami clinici diventando, così, una cavia. Non si allontanerebbe poi molto dalla situazione attuale: inserito, ormai, in un circolo vizioso, quale potrà essere il suo destino?

“Proprio come un gatto randagio, che dimostra la sua presenza solo svuotando quotidianamente la ciotola dei croccantini, così funziona la mafia: muovendosi nell’ombra, stando attenta a non fare alcun rumore, studia inosservata il momento opportuno per attaccare.”

Sullo sfondo di una Torino buia e irriconoscibile, ritratta nei suoi angoli più trasandati, il film si fa portavoce di un problema attuale particolarmente diffuso ma poco discusso, soprattutto nella cinematografia italiana: il collasso di molte piccole o medie imprese edilizie per mano della malavita che, rinunciando a qualsiasi etica, è in grado di vincere gare d’appalto conquistando il mercato.

Diego si è inserito, non si sa come, in questo meccanismo e ne diventa parte integrante. È l’antieroe per eccellenza: subentrato in un vortice di clandestinità ha, in fondo, un animo buono e cerca di espiare le colpe di un passato di cui conosciamo solo degli accenni. Il suo superpotere, leggere nel pensiero, in molte occasioni gli è di grande aiuto ma, intanto, lo logora dall’interno. “Che ne sai tu del pensiero?”, chiede ad un giocatore online; e lo chiede anche a noi che, nonostante le potenzialità di un mezzo (il cinema) che potrebbe permetterci di capire cosa passi nella sua mente, siamo costretti a rimanere fuori dalla sua testa. Non a caso Diego ha lo sguardo spesso rivolto verso il basso, il viso oscurato da ombre nette e vediamo molti primi piani della sua nuca: fino alla fine, non ci è permesso capire il motivo dei suoi gesti.

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“SCHERMA, SCHERMO” con DAVIDE FERRARIO
Domenica 02/09 | Ore 18:00

Presentazione del libro “SCHERMA, SCHERMO” con DAVIDE FERRARIO

Ingresso 5 € – Comprensivo di tutti gli eventi della Domenica
(Admo Bici Tour, Incontro con Davide Ferrario, Aperitivo e proiezione di “Al Massimo Ribasso”)

“La scherma è un modo di vivere. Ecco perché se mi chiedete qual è stata l’esperienza fondante della mia vita vi rispondo la scherma, e solo in seconda battuta il cinema”. Davide Ferrario racconta la scherma come farebbe un film, partendo da un primissimo piano su un atleta fermo in pedana per poi allargare l’inquadratura, andando avanti e indietro nel tempo: un’arte incontrata da adolescente, un po’ dimenticata per i casi della vita, ma poi meravigliosamente riscoperta e mai più abbandonata.
Sulla pedana si impara a conoscere se stessi, e la maschera, confine tra il “sé” e il mondo, è una porta che si apre e si chiude su un’altra dimensione, qualcosa che ha a che fare col “chiudere il mondo fuori”.

Esattamente quello che succede quando si spengono le luci in sala: si entra in un mondo di ombre, riflessi e silenzi, e ci si prepara a incontrare qualcosa che sta “di là”.
Un combattimento è come un film di cui si è allo stesso tempo attori, registi e spettatori.
Sarà un caso che di un film che ci emoziona diciamo che è un film “toccante”?

 

 

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ADMO BICI TOUR
Domenica 02/09 | Ore 17:00

Ingresso 5 € – Comprensivo di tutti gli eventi della Domenica
(Admo Bici Tour, Incontro con Davide Ferrario, Aperitivo e proiezione di “Al Massimo Ribasso”)

L’Associazione Donatori Midollo Osseo è nata nel 1990 con lo scopo principale di informare la popolazione italiana sulla possibilità di combattere, attraverso la donazione e il trapianto di midollo osseo, le leucemie, i linfomi, il mieloma e altre neoplasie del sangue.

Verrà presentato il documentario “ADMO Bici Tour” un viaggio in solitaria di 1300 Km da LaPaz a Salta. Attraverso i salar, il deserto boliviano, San Pedro de Atacama in Cile e la valle di Humahuaca in Argentina. Sarà presente Massimo Bourcet con la bici usata nel viaggio.