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DON’T WORRY
– MARTEDI’ 18/12 ORE 21:15

Genere biografico, diretto da Gus Van Sant, con Joaquin Phoenix e Rooney Mara. Durata 113 minuti. Distribuito da Adler Entertainment.

Don’t Worry, il film diretto da Gus Van Sant e tratto da una storia vera, vede protagonista John Callahan (Joaquin Phoenix), un uomo che ama la vita, dotato di uno humour spesso fuori luogo e con un grave problema di alcolismo.
Dopo essere rimasto vittima di un tragico incidente stradale causato da una sbornia notturna, l’ultima cosa che John vuole fare è smettere di bere. Eppure, sebbene controvoglia, accetta di entrare in terapia, incoraggiato dalla sua ragazza (Rooney Mara) e da un carismatico sponsor (Jonah Hill).
In questo contesto, Callahan scopre di avere un grande talento nel disegnare vignette satiriche e irriverenti. Ben presto i suoi lavori vengono pubblicati su un quotidiano, procurandogli un vasto numero di ammiratori in tutto il mondo e regalandogli nuove prospettive di vita.

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BOHEMIAN RHAPSODY
– Venerdì 07/12 | Ore 21:15
– Sabato 08/12 | Ore 21:15
– Domenica 09/12 | Ore 16:00 e 20:30

Bohemian Rhapsody è un film di genere biografico, drammatico, musicale, diretto da Dexter Fletcher, Bryan Singer, con Rami Malek e Mike Myers. Durata 106 minuti. Distribuito da 20th Century Fox.

Bohemian Rhapsody, il film diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher, è una coinvolgente celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro leggendario frontman Freddie Mercury (Rami Malek), che sfidò gli stereotipi e infranse le convenzioni, diventando uno degli artisti più amati al mondo.
Il film ricostruisce la meteorica ascesa della band attraverso le sue iconiche canzoni e il suo sound rivoluzionario, la sua crisi quasi fatale, man mano che lo stile di vita vita di Mercury andava fuori controllo, e la sua trionfante reunion alla vigilia del Live Aid, quando Mercury, afflitto da una gravissima malattia, condusse la band in una delle performance più grandiose della storia del rock.
Facendo questo, il film cementa l’eredità di una band che è sempre stata più di una famiglia e che continua ancora oggi a ispirare gli outsider, i sognatori e gli appassionati di musica.
Oltre a Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, il film vede nel suo cast Lucy Boynton, nel ruolo di Mary Austin, grande amore di Freddie, Gwilym Lee nei panni di Brian May, chitarrista dei Queen, Ben Hardy in quelli del batterista Roger TaylorJoe Mazzello interpreta il bassista John Deacy DeaconAidan Gillen è invece John Reid, primo manager del gruppo, Aaron McCusker ha il ruolo di Jim Hutton, a lungo il ragazzo di Mercury e Mike Myers nei panni di Ray Foster della casa discografica EMI.

https://www.comingsoon.it/film/bohemian-rhapsody/54840/scheda/

L’atteso biopic per rivivere il mito di Freddie Mercury

Londra, primi anni ’70. Un giovane dagli incisivi vistosi e sporgenti, figlio di immigrati parsi, lavora da facchino all’aeroporto di Heathrow mentre sogna di diventare una pop star. Ha una voce formidabile e basta l’assenza del cantante di una piccola band di quartiere per assicurargli un primo live in un locale. Da quel momento nulla sarà come prima, incluso il suo originario nome Farrokh Bulsara che si trasforma in Freddie Mercury, l’inimitabile anchorman dei Queen, eterna ed iconica leggenda che “vuole vivere per sempre”.

Un biopic dalla storia annosa e controversa, quello sul mitico Freddie Mercury si portava addosso aspettative pari almeno alla popolarità del suo protagonista. E non è un caso che la premiere mondiale del film diretto da Bryan Singer sia avvenuta al Wembley Stadium di Londra, luogo che il 13 luglio 1985 ospitò il mastodontico Live Aid Concert che sancì la reunion dei Queen dopo un periodo difficile. Ma fu anche la performance più impressionante di Mercury che per 20’ tenne il pubblico in totale delirio e fece salire le donazioni benefiche come nessuno prima. A quel tempo, peraltro, l’artista era già consapevole di essere affetto dall’HIV ma non lo sapeva nessuno a parte i membri della band. La notazione del concerto Live Aid è fondamentale ai fini di comprendere il peso specifico che il film vi attribuisce, riproducendola quasi totalmente e facendone una replica esatta al video originale che ne fu realizzato. Ma se il momento live più vibrante della carriera dei Queen viene ad equivalere a quello migliore dell’intero lungometraggio – con un Rami Malek praticamente identico al divino Freddie – sorge l’evidente nota dolente dell’intero testo, biopic mediocre ed eccessivamente “salvaguardato” da un entourage produttivo costituito dai Queen restanti e dai congiunti di Mercury. Bohemian Rhapsody deve il suo titolo all’altro buon segmento cinematografico rilevato nella genesi della popolare canzone ma anch’esso, per quanto intrigante e divertente, non è sufficiente a garantire la riuscita del film. Certamente è bello e a tratti commovente “rivedere” (e risentire soprattutto giacché la voce cantante è quella originale del leader dei Queen) in azione un artista bigger than life tuttora idolatrato in tutto il mondo, ma una produzione senz’altro ricca come questa era in grado di fare di tale atteso biopic un momento di grande cinema, almeno degno della grandezza di Freddie Mercury.

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ANIMALI FANTASTICI 2
– Sabato 01/12 | Ore 16:00 e 21:15
– Domenica 02/12 | Ore 16:00 e 20:30

Animali Fantastici 2: I Crimini di Grindelwald è un film di genere fantasy, azione, avventura, diretto da David Yates, con Eddie Redmayne e Katherine Waterston. Durata 124 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Con una nuova sceneggiatura firmata dall’autrice dei romanzi J.K. Rowling,Animali Fantastici 2: I Crimini di Grindelwald è il sequel del fortunato spinoff ambientato decenni prima di Harry Potter.
Alcuni mesi dopo gli eventi che hanno scosso la città di New York, una schiera di fedeli seguaci si stringe intorno al famigerato mago oscuro Gellert Grindelwald(Johnny Depp), evaso di prigione con l’intento di sollevare i propri simili contro le spregevoli creature babbane.
Rientrato in patria, il giovane Newt Scamander (Eddie Redmayne), il magizoologo dall’aria svanita e la valigia brulicante di snasi, occamy e demiguise, non fa in tempo a dire “tassorosso” che una vecchia conoscenza della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts lo arruola tra le fila dei buoni, indaffarati per preservare il segreto del mondo magico. Il professor Albus Silente (Jude Law) potrebbe essere l’unico in grado di fermare quello che una volta considerava il suo migliore amico, ma per farlo avrà bisogno dell’aiuto del mago che ha contrastato Grindelwald in passato e del suo sgangherato team importato dal nuovo continente. L’impacciata auror Tina (Katherine Waterston) e la spigliata sorella Queenie (Alison Sudol) non sono le uniche ad accompagnare Newt nella magica Parigi: sprovvisto di bacchetta ma carico di buone intenzioni, torna a completare il quartetto l’unico No-Mag della squadra, il divertente fornaio Jacob Kowalski (Dan Fogler). Nuovi personaggi e colpi di scena intervengono a movimentare la seconda avventura nell’universo magico degli anni venti, a cominciare dallo sfortunato Credence (Ezra Miller), il cui destino sconosciuto verrà finalmente svelato. E ancora citazioni, riferimenti al primo film e alla saga originale, con la comparsa di Leta Lestrange (Zoë Kravitz) e dell’audace Theseus Scamander (Callum Turner), famoso fratello maggiore del protagonista.

https://www.comingsoon.it/film/animali-fantastici-2-i-crimini-di-grindelwald/54047/scheda/

Il secondo episodio della saga ideata da J.K. Rowling

Li avevamo lasciati con la cattura del perfido mago Gellert Grindelwald ad opera del giovane Newt Scamander, il buffo e candido magizoologo che cura, accudisce e “utilizza” all’occorrenza i suoi animali fantastici. Il secondo episodio parte proprio da lì, quando il potente Grindelwald riesce a liberarsi dalla prigionia volando a Parigi, dove si rifugia con alcuni adepti in una villa da cui elabora un piano di cancellazione di tutto ciò che non è “magico”, quindi anche gli esseri umani. Naturalmente il mondo di maghi e streghe si allertano, e i Ministeri della magia (britannico, francese, americano..) uniscono le forze del Bene contro il Male, almeno così sembra. In prima linea, chiamato dal grandissimo maestro mago di Hogwarts (non ancora preside della scuola di magia più famosa del mondo), è proprio il suo ex alunno Newt, che col fratello deve fronteggiare Grindelwald.

Torna Yates e la sua troupe a siglare il secondo capitolo della ricchissima saga firmata Warner Bros, perché naturalmente squadra vincente non si cambia. E non c’è dubbio la sfida fosse ardua, dopo l’attrazione esercitata dai personaggi di Animali fantastici e dove trovarli (2016) benché i ragazzi – a cui principalmente i film si indirizza – li conoscano già bene dalla lettura dei libri della Rowling. Al centro di questo lunghissimo-metraggio è il tema del doppio, un topos della narrativa classica per raccontare l’eterna sfida tra Bene e Male, esemplificato nella presentazione di diversi fratelli, sorelle, personaggi legati da patti di sangue, scambi di persona , rispecchianti. Gli echi già abbozzati nel primo capitolo sugli universi di Harry Potter qui si intensificano , facendo di fatto Animali fantastici un vero spin off della saga principe sulla magia, benché ambientata in un periodo assai antecedente, ovvero gli anni Venti.

Tale ambientazione non fa che amplificare la seducente attrazione al “bel mondo”, benché intervallo fragile fra le due guerre mondiali di cui il conflitto magico è chiaramente simbolo metafisico. Il desiderio di annientamento del “non magico” – e quindi del popolo normale – rimanda alle pulizie demografico-etniche dei fascismi e delle dittature, la peggiore delle quali sarebbe ben presto iniziata. Ma questa “sovralettura” chiaramente non arriverà ai ragazzi, che si godranno su immensi schermi (laddove possibile) la magia di colori e dimensioni da sogno, con tanto di 3D e 4D per i cinema più attrezzati. Il botteghino non deluderà.

Commissione Nazionale Valutazione Film – CEI

Il precedente film, “Animali fantastici e dove trovarli” (2016) si era concluso con il Mago oscuro Grindelwald catturato dal MANCUSA – Magico Congresso degli Stati Uniti d’America. Costui tuttavia non si arrende, riesce a fuggire dalla prigione e riprende il progetto di riunire i maghi purosangue per governare su tutti gli esseri non magici. Per contrastare i suoi piani, Albus Silente recluta il suo studente Newt Scamander, che accetta di aiutarlo…

Valutazione Pastorale

Dopo aver diretto quattro capitoli conclusivi della saga di Harry Potter (da “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” a “Harry Potter e i doni della Morte”), David Yates è stato chiamato nel 2016 anche sul set di “Animali Fantastici e dove trovarli”, ossia uno spin-off in cinque capitoli sul mondo magico creato da J.K. Rowling. Grande esperto del Wizarding World dunque Yates, al punto che risulta significativa questa sua dichiarazione: “Quando la Rowling mi ha inviato la nuova sceneggiatura, la mia prima impressione è stata quanto fosse diversa dal primo film che avevamo realizzato. Questo storia è più stratificata e più intricata, con lo sviluppo di nuovi filoni di personaggi, oltre ad essere più oscura ed accattivante”. Certo involontariamente Yates ha toccato il punto delicato della scrittura: il suo essere fin troppo ridondante di personaggi, di accumulare fatti e azioni senza una logica chiara, di presentare risvolti psicologici non sempre evidenti, di obbligare la regia a circondare la dinamica dei protagonisti in una girandola di effetti speciali a dire il vero non tutti necessari anzi in più momenti capaci di produrre occasioni di distrazione. Pur mantenendo inalterato il tono di fiaba fantastica, il plot fatica a trasmettere il fascino di ricerca del mistero, che emanava dai precedente episodio, e certo appare lontana quella carica di rincorsa allo spaesamento che prendeva i protagonisti intrappolati nelle suggestioni delle loro avventure da scoprire e da vivere. Scrittura e regia sono accanto nel dare una rappresentazione del tutto ostica e scostante di un mondo che ora da affascinante si fa duro, difficile, costretto a lottare per la sopravvivenza. La ricerca dell’identità, vero tema portante, si perde in un caleidoscopio di maschere e di cambiamenti improvvisi. Cast ovviamente corale e non sempre tutto azzeccato. Ma la scoperta dei singoli ruoli e il loro posizionarsi fanno parte del gioco lasciato allo spettatore. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e per dibattiti.