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ANIMALI FANTASTICI 2
– Sabato 01/12 | Ore 16:00 e 21:15
– Domenica 02/12 | Ore 16:00 e 20:30

Animali Fantastici 2: I Crimini di Grindelwald è un film di genere fantasy, azione, avventura, diretto da David Yates, con Eddie Redmayne e Katherine Waterston. Durata 124 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Con una nuova sceneggiatura firmata dall’autrice dei romanzi J.K. Rowling,Animali Fantastici 2: I Crimini di Grindelwald è il sequel del fortunato spinoff ambientato decenni prima di Harry Potter.
Alcuni mesi dopo gli eventi che hanno scosso la città di New York, una schiera di fedeli seguaci si stringe intorno al famigerato mago oscuro Gellert Grindelwald(Johnny Depp), evaso di prigione con l’intento di sollevare i propri simili contro le spregevoli creature babbane.
Rientrato in patria, il giovane Newt Scamander (Eddie Redmayne), il magizoologo dall’aria svanita e la valigia brulicante di snasi, occamy e demiguise, non fa in tempo a dire “tassorosso” che una vecchia conoscenza della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts lo arruola tra le fila dei buoni, indaffarati per preservare il segreto del mondo magico. Il professor Albus Silente (Jude Law) potrebbe essere l’unico in grado di fermare quello che una volta considerava il suo migliore amico, ma per farlo avrà bisogno dell’aiuto del mago che ha contrastato Grindelwald in passato e del suo sgangherato team importato dal nuovo continente. L’impacciata auror Tina (Katherine Waterston) e la spigliata sorella Queenie (Alison Sudol) non sono le uniche ad accompagnare Newt nella magica Parigi: sprovvisto di bacchetta ma carico di buone intenzioni, torna a completare il quartetto l’unico No-Mag della squadra, il divertente fornaio Jacob Kowalski (Dan Fogler). Nuovi personaggi e colpi di scena intervengono a movimentare la seconda avventura nell’universo magico degli anni venti, a cominciare dallo sfortunato Credence (Ezra Miller), il cui destino sconosciuto verrà finalmente svelato. E ancora citazioni, riferimenti al primo film e alla saga originale, con la comparsa di Leta Lestrange (Zoë Kravitz) e dell’audace Theseus Scamander (Callum Turner), famoso fratello maggiore del protagonista.

https://www.comingsoon.it/film/animali-fantastici-2-i-crimini-di-grindelwald/54047/scheda/

Il secondo episodio della saga ideata da J.K. Rowling

Li avevamo lasciati con la cattura del perfido mago Gellert Grindelwald ad opera del giovane Newt Scamander, il buffo e candido magizoologo che cura, accudisce e “utilizza” all’occorrenza i suoi animali fantastici. Il secondo episodio parte proprio da lì, quando il potente Grindelwald riesce a liberarsi dalla prigionia volando a Parigi, dove si rifugia con alcuni adepti in una villa da cui elabora un piano di cancellazione di tutto ciò che non è “magico”, quindi anche gli esseri umani. Naturalmente il mondo di maghi e streghe si allertano, e i Ministeri della magia (britannico, francese, americano..) uniscono le forze del Bene contro il Male, almeno così sembra. In prima linea, chiamato dal grandissimo maestro mago di Hogwarts (non ancora preside della scuola di magia più famosa del mondo), è proprio il suo ex alunno Newt, che col fratello deve fronteggiare Grindelwald.

Torna Yates e la sua troupe a siglare il secondo capitolo della ricchissima saga firmata Warner Bros, perché naturalmente squadra vincente non si cambia. E non c’è dubbio la sfida fosse ardua, dopo l’attrazione esercitata dai personaggi di Animali fantastici e dove trovarli (2016) benché i ragazzi – a cui principalmente i film si indirizza – li conoscano già bene dalla lettura dei libri della Rowling. Al centro di questo lunghissimo-metraggio è il tema del doppio, un topos della narrativa classica per raccontare l’eterna sfida tra Bene e Male, esemplificato nella presentazione di diversi fratelli, sorelle, personaggi legati da patti di sangue, scambi di persona , rispecchianti. Gli echi già abbozzati nel primo capitolo sugli universi di Harry Potter qui si intensificano , facendo di fatto Animali fantastici un vero spin off della saga principe sulla magia, benché ambientata in un periodo assai antecedente, ovvero gli anni Venti.

Tale ambientazione non fa che amplificare la seducente attrazione al “bel mondo”, benché intervallo fragile fra le due guerre mondiali di cui il conflitto magico è chiaramente simbolo metafisico. Il desiderio di annientamento del “non magico” – e quindi del popolo normale – rimanda alle pulizie demografico-etniche dei fascismi e delle dittature, la peggiore delle quali sarebbe ben presto iniziata. Ma questa “sovralettura” chiaramente non arriverà ai ragazzi, che si godranno su immensi schermi (laddove possibile) la magia di colori e dimensioni da sogno, con tanto di 3D e 4D per i cinema più attrezzati. Il botteghino non deluderà.

Commissione Nazionale Valutazione Film – CEI

Il precedente film, “Animali fantastici e dove trovarli” (2016) si era concluso con il Mago oscuro Grindelwald catturato dal MANCUSA – Magico Congresso degli Stati Uniti d’America. Costui tuttavia non si arrende, riesce a fuggire dalla prigione e riprende il progetto di riunire i maghi purosangue per governare su tutti gli esseri non magici. Per contrastare i suoi piani, Albus Silente recluta il suo studente Newt Scamander, che accetta di aiutarlo…

Valutazione Pastorale

Dopo aver diretto quattro capitoli conclusivi della saga di Harry Potter (da “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” a “Harry Potter e i doni della Morte”), David Yates è stato chiamato nel 2016 anche sul set di “Animali Fantastici e dove trovarli”, ossia uno spin-off in cinque capitoli sul mondo magico creato da J.K. Rowling. Grande esperto del Wizarding World dunque Yates, al punto che risulta significativa questa sua dichiarazione: “Quando la Rowling mi ha inviato la nuova sceneggiatura, la mia prima impressione è stata quanto fosse diversa dal primo film che avevamo realizzato. Questo storia è più stratificata e più intricata, con lo sviluppo di nuovi filoni di personaggi, oltre ad essere più oscura ed accattivante”. Certo involontariamente Yates ha toccato il punto delicato della scrittura: il suo essere fin troppo ridondante di personaggi, di accumulare fatti e azioni senza una logica chiara, di presentare risvolti psicologici non sempre evidenti, di obbligare la regia a circondare la dinamica dei protagonisti in una girandola di effetti speciali a dire il vero non tutti necessari anzi in più momenti capaci di produrre occasioni di distrazione. Pur mantenendo inalterato il tono di fiaba fantastica, il plot fatica a trasmettere il fascino di ricerca del mistero, che emanava dai precedente episodio, e certo appare lontana quella carica di rincorsa allo spaesamento che prendeva i protagonisti intrappolati nelle suggestioni delle loro avventure da scoprire e da vivere. Scrittura e regia sono accanto nel dare una rappresentazione del tutto ostica e scostante di un mondo che ora da affascinante si fa duro, difficile, costretto a lottare per la sopravvivenza. La ricerca dell’identità, vero tema portante, si perde in un caleidoscopio di maschere e di cambiamenti improvvisi. Cast ovviamente corale e non sempre tutto azzeccato. Ma la scoperta dei singoli ruoli e il loro posizionarsi fanno parte del gioco lasciato allo spettatore. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e per dibattiti.

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SMALL FOOT
– SABATO 24/11 | ORE 16:00
– DOMENICA 25/11 | ORE 16:00

Smallfoot – Il mio amico delle nevi – Genere animazione, commedia, family, fantasy, musicale, diretto da Karey Kirkpatrick, Jason Reisig, con Lodovica Comello e Lorenzo Licitra. Durata 109 minuti. Distribuito da Warner Bros.

Con un divertente rovesciamento di prospettiva, Smallfoot rivisita la leggenda dell’abominevole uomo delle nevi, dipinto nel film non come terribile spauracchio delle cime innevate, ma come membro di una pacifica comunità di lanosi Yeti. È Smallfoot, in questo esilarante universo alternativo, a far tremare i cuccioli e a incuriosire i giovani piedoni: un terrificante essere umano spelacchiato, senza zanne né pelliccia, e con un paio di piedi mostruosamente…piccoli.
Anche se non ne ha mai incontrato uno, il brillante Migo (Channing Tatum) è deciso a dimostrare ai suoi simili l’esistenza del fantomatico Uomo. L’eroica impresa gli assicura una certa fama all’interno della tribù, persino una chance con la ragazza dei suoi sogni. Ma la stravagante missione non va come previsto: la scoperta manda in subbuglio la semplice comunità di yeti, spaventata dalle creature che pullulano al di là del loro villaggio innevato. Toccherà a una briosa e improbabile amicizia ristabilire l’ordine e portare la pace tra i due mondi apparentemente inconciliabili.

https://www.comingsoon.it/film/smallfoot-il-mio-amico-delle-nevi/54532/scheda/

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IL VERDETTO
– VENERDI’ 23/11 | ORE 21:15
– SABATO 24/11 | ORE 21:15
– DOMENICA 25/11 | ORE 20:30

Il Verdetto – The Children Act è un film di genere drammatico, diretto da Richard Eyre, con Emma Thompson e Stanley Tucci. Durata 105 minuti. Distribuito da BIM.

Il Verdetto – The Children Act, il film è tratto dal romanzo di Ian McEwan e diretto da Richard Eyre.
Mentre il suo matrimonio con Jack (Stanley Tucci)  vacilla, l’eminente giudice dell’Alta Corte britannica Fiona Maye (Emma Thompson) è chiamata a prendere una decisione cruciale nell’esercizio della sua funzione: deve obbligare Adam (Fionn Whitehead), un giovane adolescente, a sottoporsi a una trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita?
In deroga all’ortodossia dell’etica professionale, Fiona sceglie di andare a far visita ad Adam in ospedale. Quell’incontro avrà un profondo impatto su entrambi, suscitando nuove e potenti emozioni nel ragazzo e sentimenti rimasti a lungo sepolti nella donna.

https://www.comingsoon.it/film/il-verdetto-the-children-act/54528/scheda/

Quando finisce la giustizia e inizia la coscienza

Il 17enne Adam Henry si ammala di leucemia fulminante e necessita una trasfusione di sangue immediata. La famiglia e il ragazzo vi si oppongono in quanto Testimoni di Geova, l’ospedale fa causa alla famiglia e la questione viene affidata alla competenza del giudice dell’Alta Corte Britannica Fiona Maye chiamata a decidere se obbligare o meno il ragazzo, in quanto minorenne, a sottoporsi al trattamento nonostante le resistenze famigliari. Per facilitarsi lo spinoso compito, la donna decide di visitare personalmente Adam in ospedale, cercando di conoscere e capire il giovane e le sue ragioni con più consapevolezza. 

Proteggere un ragazzo da se stesso e dalla sua religione. Ma quale giudice di qualunque tribunale può mai ergersi a “giudice della coscienza”? La domanda non prevede risposte come del resto non ne dà il dramma solido e  rigoroso dal veterano Richard Eyre, che ha (r)accolto con rispetto il romanzo e l’adattamento dal medesimo di Ian McEwan. Una trasposizione cinematografica di un tale racconto non poteva, infatti, sortire esito formalmente migliore, e non solo in quanto rivisitato dal suo stesso scrittore. Costruito sul dualismo fra la vita privata e quella pubblica di Fiona (una straordinaria Emma Thompson), il legal-existential drama pone al centro la crisi di coscienza della donna giudice quando si trova davanti a un caso di rara complessità e sensibilità. Tale è reso ancora più delicato nel momento in cui Fiona incontra Adam, scoprendone delle qualità inattese. Ed è questo incontro in ospedale, addolcito dalla condivisa passione per la musica, a sancire la cesura drammaturgica dell’opera che da legale diventa più esistenziale in un movimento che passa figurativamente dall’esterno  (la giustizia) all’interiorità (la coscienza); Il verdetto dunque non è solo “per” il giovane Adam bensì per la stessa Fiona che è costretta a tornare ab origine delle sue scelte come professionista, donna, essere umano. E’ evidente che McEwan, ancor prima di Eyre, abbia volutamente impresso sui protagonisti del suo “testo di formazione per adulti” una profonda simbologia spirituale, se non dichiaratamente biblica avendo dato al ragazzo il nome del primo uomo. Nel momento in cui egli perde il dio in cui crede (Geova) si trova smarrito in un limbo privo di identità e di fede, e tenta dunque di rintracciare nella figura della giudice il suo novello salvatore, il suo nuovo dio. Ma le conseguenze di questo disperato tentativo non tardano a mostrare i loro effetti. Eyre eredita la forza del testo originario in ogni sua dimensione mettendolo a punto una regia essenziale ma efficace.