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Domenica 14/01 | Ore 16:00

FERDINAND

Genere: animazione, avventura, commedia, family, fantasy. Diretto da Carlos Saldanha, con John Cena e Kate McKinnon. Durata 106 minuti. Distribuito da 20th Century Fox.

La storia del film Ferdinand è quella del toro del titolo. Il toro Ferdinando ha l’aspetto del feroce toro da corrida: esemplare robusto, dal manto nero e lucente ma con un temperamento tutt’altro che irascibile, un toro che, a differenza di tutti gli altri suoi amici, e a dispetto della sua stazza e della sua forza, non ha alcun interesse nel dimostrare di essere potente e feroce né di diventare un temuto toro da corrida che terrorizzi i toreri. Al contrario, aspira solo a una vita tranquilla. Quando Ferdinand dilata le narici e smuove il terreno con gli zoccoli, la gente corre per sfuggire alla sua carica, ma lui annusa le margherite di prato, sua grande passione, o si stiracchia all’ombra degli alberi. E quando passeggia per i villaggi assolati della Spagna, gli abitanti sbarrano le porte e gridano al toro, ma lui prosegue e fa amicizia con una bimba adorabile e sveglia. Molto sveglia, molto più degli adulti che strappano Ferdinand alla sua vita tra i prati e lo costringono a scalciare, sbuffare e prendere a testate i mantelli dei toreri nelle arene. Per fortuna i nuovi amici della fattoria elaborano un piano a prova di capra (non si offenda la capra Lupe) che gli permetterà di tornare a casa. Servono stazza e zampe forti come le sue, e una buona dose di teatralità.

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Venerdì 12/01 | Ore 21:00
Sabato 13/01 | Ore 21:00
Domenica 14/01 | Ore 21:00

COME UN GATTO IN TANGENZIALE

Genere: commedia. Diretto da Riccardo Milani, con Paola Cortellesi e Antonio Albanese. Durata 98 minuti. Distribuito da Vision Distribution.

Come un gatto in Tangenziale, il nuovo film di Riccardo Milani, vede di nuovo riunita la coppia Antonio Albanese e Paolo Cortellesi.
Giovanni, la teoria. Intellettuale impegnato e profeta dell’integrazione sociale vive nel centro storico di Roma. Monica, la pratica. Ex cassiera del supermercato, con l’integrazione ha a che fare tutti i giorni nella periferia dove vive. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non avessero deciso di fidanzarsi.
Sono le persone più diverse sulla faccia della terra, ma hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire. I due cominciano a frequentarsi e a entrare l’uno nel mondo dell’altro. Giovanni, abituato ai film nei cinema d’essai, si ritroverà a seguire sua figlia in una caotica multisala di periferia; Monica, abituata a passare le sue vacanze a Coccia di Morto, finirà nella scicchissima Capalbio. Ma all’improvviso qualcosa tra loro cambia.
Monica e Giovanni, entrambi vittime di spietati pregiudizi sulla classe sociale dell’altro, sono le persone più diverse sulla faccia della terra, ma hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire. Per portare a termine il comune proposito, i due cominciano, loro malgrado, a frequentarsi e a entrare l’uno nel mondo dell’altro: Giovanni, abituato ai film impegnati nei cinema d’essai, si ritroverà a seguire sua figlia in una caotica multisala di periferia, tra ragazzini urlanti, spintoni e cestini di pop corn che rotolano per terra, Monica, invece, da sempre abituata a passare le sue vacanze a Coccia di Morto, tra distese di corpi stipati come sardine e aerei che scaricano carburante sopra la testa, si ritroverà nella scicchissima riserva naturale di Capalbio, tra intellettuali, vip e improbabili conversazioni sull’arte contemporanea. Finché improvvisamente qualcosa tra di loro cambia. Entrambi capiscono di non poter fare a meno uno dell’altra anche se forse la loro storia durerà come “un gatto in tangenziale”.

Le differenze sociali di un Paese spaccato in due

Giovanni vive in un elegante appartamento nel centro storico di Roma e lavora per un think tank che, in ambito europeo, si propone di riqualificare le periferie italiane. La sua ex moglie Luce coltiva lavanda in Provenza. Entrambi, come genitori, hanno educato la figlia tredicenne Agnese ai nobili princìpi dell’integrazione sociale. Ma quando la stessa Agnese rivela al padre la sua cotta per Alessio, un quattordicenne della borgata Bastogi nota per il suo degrado, Giovanni, sconcertato, segue la ragazzina fino alla casa dove Alessio abita con la mamma Monica e le due zie Pamela e Sue Ellen…

 

Dopo la fruttuosa esperienza sul set di Mamma o papà? Paola Cortellesi e Antonio Albanese tornano a fare coppia nel nuovo film dello stesso regista di allora, Riccardo Milani, affrontando in forma di commedia alcuni tra i temi cruciali della società contemporanea: il problematico rapporto metropolitano tra il centro e la periferia, le contraddizioni di una certa intellighenzia che predica bene e razzola male, la sfiducia preventiva che le fasce meno abbienti della popolazione nutrono verso coloro che dovrebbero aiutarle a vivere meglio e con maggiore consapevolezza.

Partendo da queste premesse, Come un gatto in tangenziale punta alla radiografia di un presente che, per guardare con più speranza al futuro, deve accettare di cambiare prospettiva e metodo, uscendo da una confortevole “zona protetta” per andare incontro all’”altro”. Un messaggio condivisibile e rassicurante, che il film di Milani persegue però con uno sviluppo narrativo altrettanto piatto e lineare: perfettamente riconoscibili, da parte del pubblico, nelle loro caratterizzazioni comiche, l’esperto di problemi complessi che tiene relazioni sul disagio delle periferie al Parlamento europeo e l’ex cassiera di supermercato che lavora saltuariamente in una mensa per anziani non deviano di un millimetro, nelle interpretazioni funzionali di Antonio Albanese e Paola Cortellesi, al compito richiesto loro dalla sceneggiatura.

I loro mondi opposti, fin dall’inizio del film destinati a scontrarsi e poi a incontrarsi, vengono sintetizzati nelle forme più immediate e nette, senza sfumature, spigoli o retrogusti: da una parte la proiezione di un film armeno in un cinema d’essai avvolta in un silenzio sacrale, dall’altra la visione di una pellicola ultrapopolare in una multisala sommersa dal vociare dei ragazzini e dai cestini di pop corn; da un lato le vacanze estive trascorse a Capalbio, tra intellettuali, vip e improbabili conversazioni sull’arte contemporanea, dall’altro la spiaggia chiassosa di Coccia di Morto, tra distese di corpi stipati come sardine. Dall’incrocio tra il contegno benpensante di Giovanni e la carica combattiva di Monica nascono sorrisi che, talvolta, sfociano in aperte risate. Ma il film di Milani (in passato aiuto-regista di Monicelli), nonostante le lodevoli intenzioni, resta una commedia innocua e di un semplicismo disarmante, ben lontana dalla satira sociale vivida e graffiante del nostro miglior cinema.

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Lunedì 01/01 | Ore 18:00
Martedì 02/01 | Ore 16:00
Mercoledì 03/01 | Ore 21:00
Giovedì 04/01 | Ore 21:00
Venerdì 05/01 | Ore 21:00
Sabato 06/01 | Ore 16:00 e 21:00
Domenica 07/01 | Ore 18:00

COCO

Attenzione!   MARTEDI’ 02/01 Ore 21:00   ci sarà l’ultima proiezione di WONDER!

Genere: animazione, avventura, commedia, family, fantasy, musicale – Diretto da Adrian Molina, Lee Unkrich, con Mara Maionchi e Valentina Lodovini. – Durata: 109 minuti. – Distribuito da Walt Disney Pictures Italia.

Coco ci porta in un variopinto villaggio messicano, animato dai preparativi per il Dìa de Muertos e dalla musica delle orchestrine che inonda le strade. Il dodicenne Miguel (Anthony Gonzalez nella versione originale) vorrebbe immergersi nei festeggiamenti strimpellando la sua chitarra sconquassata, ma sulla famiglia Rivera aleggia una maledizione che impedisce ai componenti di imbracciare strumenti musicali. Il divieto, imposto decenni prima dalla bisnonna Imelda, non riesce a tenere Miguel lontano da corde e arpeggi. Né lo frena dal venerare e imitare le melodie del suo cantante preferito, il leggendario Ernesto de la Cruz. Destinato a raccogliere l’eredità familiare ed entrare nel business delle calzature, il ragazzino preferirebbe incorrere nell’ira degli antenati piuttosto che incollare suole e lucidare scarpe per la vita. Così, nel giorno della festa che celebra i defunti, trafuga la chitarra magica appartenuta al suo idolo e finisce in una dimensione tanto fiabesca quanto misteriosa. Il mondo dei morti appare come una gigantesca metropoli verticale: collegata da tram, regolata da uffici e sportelli, e popolata da arzilli scheletri luccicanti. Miguel lo visiterà con la guida dell’affascinante spirito Hector (Gael García Bernal), alla scoperta del segreto che si cela dietro alla sua famiglia.

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