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HOTEL TRANSILVANIA 3
– Domenica 04/11 | Ore 16:00

Drac non osa ammetterlo con nessuno, tantomeno con la luce dei suoi occhi, la figlia Mavis, ma sogna un nuovo incontro con una donna, dopo tanti secoli di vedovanza. Vedendolo stressato senza intuirne il vero motivo, Mavis lo coinvolge in una lussuosa vacanza di famiglia, rigorosamente tutta mostri (più Johnny), su un’immensa nave da crociera. Il cinico Drac non salta di gioia: non c’è nulla che il suo hotel sulla terraferma abbia da invidiare a quel presuntuoso transatlantico. O forse sì. Perché il capitano della nave, l’umana Ericka, lo ha colpito al cuore. Possibile che Drac abbia fatto “zing”?

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A STAR IS BORN – Venerdì 02/11 | Ore 21:15
– Sabato 03/11 | Ore 21:15
– Domenica 04/11 | Ore 20:30

Genere drammatico, musicale, sentimentale. Diretto da Bradley Cooper, con Bradley Cooper e Lady Gaga. Durata 135 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

A Star is Born, il film diretto e interpretato da Bradley Cooper (alla sua prima esperienza da regista) insieme a Lady Gaga (nel suo primo ruolo da protagonista in un film), è la quarta versione cinematografica di questa storia d’amore in musica dopo la prima datata 1937 e i due remake (nel 1954 con Judy Garland e nel 1976 con Barbra Streisand)

In questa nuova rivisitazione della tormentata storia d’amore, Cooper interpreta Jackson Maine, musicista di successo che si sta però avviando sul viale del tramonto che scopre, e si innamora della squattrinata artista Ally. Lei ha da poco chiuso in un cassetto il suo sogno di diventare una grande cantante, fino a quando Jack la convince a tornare sul palcoscenico. Ma mentre la carriera di Ally inizia a spiccare il volo, il lato privato della loro relazione sta perdendo colpi a causa della battaglia che Jack conduce contro i suoi demoni interiori.

Recensione FilmCronache Sale della Comunità

Lei è una ragazza di provincia che ha quasi rinunciato alla sua ambizione di cantare. Lui è una stella della musica che riempie gli stadi. Si incontrano casualmente e ovviamente si innamorano. Ovviamente lui aiuta la ragazza a fare strada e ovviamente, nonostante le ovvie esitazioni, il successo arriva strepitoso e inarrestabile. Ma più lei sale più lui scende, e presto la favola si trasforma in dramma.

È una storia vista innumerevoli volte, remake dellomonimo film del 1937, ampiamente prevista fin dalle prime inquadrature, ma forse il film vuole essere esattamente questo, senza altre pretese se non costruire una storia godibile e inutile, che forse non a caso cita Pretty Woman. Ma in più, qui, a farne un prodotto commerciale efficace c’è la presenza di Lady Gaga, che non solo recita per la prima volta in un ruolo da protagonista, non solo canta molto nel film, ma indossa i panni di una ragazza qualsiasi che diventa una specie di Lady Gaga. Loperazione è senzaltro furba, ma permette alla star vera di sentirsi a suo agio nel ruolo e gestirlo dimostrando buone capacità interpretative.

Si tratta di pellicole che è inutile e vano snobbare, che anzi vanno accolte proprio per ciò che rappresentano, però è inevitabile notare che si tratta di un altro campo da gioco rispetto ai film dautore che dovrebbero rappresentare la linfa vitale di un festival. Il cinema di intrattenimento esiste da sempre, ed è bene che sia così, i melodrammi damore sono passati gli anni scorsi per il Lido anche con successo (si pensi a La La Land, per esempio), i divi e le dive a quanto pare servono, tuttavia resta il dubbio che questo film rappresenti una nota stonata nel difficile equilibrio di un Festival giustamente ambizioso come quello di Venezia.

Recensione Commissione Nazionale Valutazione Film CEI

Jackson Maine è un cantante country-rock con un discreto successo, smarrito tra farmaci e bottiglie di alcolici. Una sera si imbatte per puro caso nella cameriera Ally, che si esibisce in un locale rivelando una voce sorprendente. È subito scintilla tra loro, è amore dal punto di vista sentimentale e professionale….

Valutazione Pastorale

Molta curiosità accompagna l’uscita in sala di “A Star is Born”, nuovo remake di un testo divenuto classico a Hollywood, che ha visto come interpreti Judy Garland (1954) e Barbra Streisand (1976). Questa ulteriore versione sul tracciato di “È nata una stella” segna l’esordio alla regia di Bradley Cooper e il primo ruolo da protagonista della cantante Lady Gaga. La storia fotografa il sogno americano e le sue derive. La forza di “A Star is Born” risiede nelle performance dei due artisti, che recitano e cantano con intensità e convinzione, mostrando un affiatamento bello e riuscito. Un film in perfetto stile mélo, attualizzato nella componente musicale fresca e trascinante. “A Star is Born” marca anche in maniera problematica lo scotto da pagare per un successo dirompente, al quale l’artista non è mai del tutto preparato. Al di là di qualche passaggio narrativo da tenere in conto per i minori – l’abuso di alcolici e distruttive conseguenze –, nell’insieme il film è godibile, ma complesso e problematico. Il film trova la sua originalità, come quarto remake del classico di Hollywood, grazie alle musiche riuscite e trascinanti del duo Lady Gaga-Bradley Cooper. L’opera può essere utilizzata per approfondire le tematiche della precarietà del successo e i rischi delle dipendenze da alcolici.

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Tutti In Piedi
– Venerdì 26/10 | Ore 21:15
– Sabato 27/10 | Ore 21:15
– Domenica 28/10 | Ore 20:30

Genere commedia, sentimentale. Diretto da Franck Dubosc, con Franck Dubosc e Alexandra Lamy. Durata 107 minuti. Distribuito da Vision Distribution.

Tutti in piedi, il film diretto da Franck Dubosc, vede protagonista Jocelyn(Franck Dubosc), un uomo d’affari di successo, un inguaribile seduttore e un bugiardo incallito.
Un giorno, a causa di un malinteso, viene scambiato per disabile dalla vicina di casa della defunta madre, la giovane e sexy Julie (Caroline Anglade). Per conquistarla, Jocelyn decide di approfittare del fraintendimento. L’equivoco, che inizialmente sembra essere solo un gioco divertente, diventa complicato quando Julie gli presenta sua sorella Florence (Alexandra Lamy) che, costretta su una sedia a rotelle a seguito di un incidente stradale, non ha perso la voglia di vivere a pieno e sembra abbattere qualsiasi barriera col suo irresistibile sorriso. È allora che, in bilico sull’esile filo di una insostenibile bugia, Jocelyn inventa una doppia vita: una in piedi e una sulla sedia a rotelle.

Quando l’amore non conosce barriere (anche architettoniche)

Jocelyn è la tipica incarnazione dell’uomo cool contemporaneo: ricco, di successo, bello e tendente a modulare la realtà sulla propria immaginazione, in altre parole è un bugiardo incallito. Alla morte della madre si reca a casa della donna per radunare le sue cose quando improvvisamente viene scambiato dalla vicina di casa per un paraplegico, essendosi occasionalmente seduto sulla sua sedia a rotelle. Volendo conquistare la giovane e sexy Julie, JoJo sceglie di rimanere nel malintesa o dando vita a una serie di menzogne per il puro piacere del gioco. Finché l’incontro con la di lei sorella Florence, che invece è realmente costretta su una sedia a rotelle, gli cambierà la prospettiva esistenziale.

Mentire per conquistare un obiettivo e scoprire, contestualmente, che si mente perché ci si vuole nascondere. Ecco l’assunto moralmente elementare che dai manuali di psicologia diviene la base di un filone assai popolare all’interno del genere della commedia, quello “degli equivoci”, dai quali diparte l’attitudine alla menzogna di cui si fanno carico i protagonisti. Tutti in piedi, esordio alla regia cinematografica dell’attore e drammaturgo teatrale brillante Dubosc, ne cavalca pienamente i canoni strutturali e narrativi senza alcuna particolare modifica linguistico-drammaturgia. Se dunque la piacevole commedia di Dubosc non aggiunge nulla alle aspettative segnalate dagli “indizi” posti a inizio film, una convincente novità si avverte invece rispetto alla tematica che affronta, ovvero quella del rapporto fra la disabilità e il mondo circostante, con particolare attenzione alle relazioni più intime. Raramente nella commedia contemporanea si è attestata la capacità di raccontare la “normalità all’interno della non-normalità” senza cadere nelle facili trappole dei luoghi comuni e del politicamente corretto. La relazione tra Jojo e Florence ne diventa il sintomo più felice per quanto declinato sull’ovvia esagerazione voluta dalla commedia: l’amore per la vita della donna che non si limita ad accettare la propria condizione ma ne fa un mezzo per fare “meglio” ciò che i normalmente abili fanno senza pensare (giocare a tennis, suonare il violino..) diventa per Jojo l’esempio di una “visione di mondo” diversamente vincente, per usare una terminologia adatta al suo personaggio. Dubosc, che interpreta lo stesso protagonista, riesce con levità e sensibile profondità a restituire la gamma di sensazioni e sentimenti che trascorrono il percorso d’innamoramento fra due persone delle quali una sia affetta da una disabilità: una capacità più “fra le righe” che esposta, e questo non può che essere un pregio. In tal senso Tutti in piedi è un piccolo film che non vuole ambire alla grande memoria ma che resterà probabilmente impresso in chi ha vissuto o sta vivendo simili situazioni esistenziali.