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Venerdì 02/03 | Ore 21:00
Sabato 03/03 | Ore 21:00
Domenica 04/03 | Ore 16:00 e 21:00

SCONNESSI

Genere commedia. Diretto da Christian Marazziti, con Fabrizio Bentivoglio e Ricky Memphis. Durata 90 minuti. Distribuito da Vision Distribution.

Quando gli eccentrici componenti di una famiglia allargata si ritrovano in un isolato chalet di montagna senza connessione internet, gli sfortunati “Sconnessi” dovranno rispolverare rudimenti di comunicazione diretta e tornare a confrontarsi gli uni con gli altri.
L’unico a non risentire dell’assenza di rete è il capostipite Ettore (Fabrizio Bentivoglio), noto scrittore, guru dell’analogico e nemico pubblico di internet, colpevole di aver organizzato la rimpatriata in occasione del suo compleanno. L’intento dell’uomo è quello di far avvicinare i due figli – Claudio (Eugenio Franceschini), giocatore di poker on line, e Giulio (Lorenzo Zurzolo), liceale nerd e introverso – alla seconda moglie Margherita (Carolina Crescentini), incinta al settimo mese. Inaspettatamente però il gruppo si allarga quando alla gita fuori porta si uniscono anche Achille (Ricky Memphis), fratellastro di Margherita appena cacciato di casa dalla moglie, e Tea (Giulia Elettra Gorietti), giovane fidanzata di Claudio e devota fan di Ettore; e quando ad attenderli in montagna trovano l’affidabilissima tata ucraina Olga (Antonia Liskova) accompagnata dalla figlia Stella (Benedetta Porcaroli), adolescente dipendente dai social network. La lista degli ospiti indesiderati si conclude con Palmiro (Stefano Fresi), il fratello bipolare di Margherita e Achille, fuggito dalla casa di riposo. L’assenza di connessione sorprende l’impotente combriccola, la cui reazione al black out telematico avrà conseguenze catastrofiche e rocambolesche.

L’isolamento digitale che fa bene alla famiglia

Per riconnettersi a volte è proprio necessario sconnettersi: sconnettersi da internet per riconnettersi alla vita. È interessante notare come anche il cinema, seppur lentamente, inizi a mettere a fuoco il tema fondamentale della mutazione dei paradigmi relazionali legata alla rivoluzione digitale del nostro tempo. Una mutazione trasversale che, nell’era dello Smartphone, ha colpito senza grandi differenze, persone di ogni età e classe sociale. Così dopo Perfetti sconosciuti (2016), Beata ignoranza (2017) e Non c’è campo (2017), arriva ora nelle sale italiane il divertentissimo Sconnessi (2018) di Christian Marazziti, regista indubbiamente brillante e al contempo dotato di un solido quadro antropologico di riferimento.

I suoi personaggi, in prima battuta perfettamente riconducibili alle diverse macchiette della commedia all’italiana (l’intellettuale, la coatta, l’arrivista, il pazzo, l’adolescente imbranato…), rivelano in realtà una profondità inaspettata nel corso di un film che, divertendo, conduce anche ad una riflessione critica sulla famiglia e gli affetti ai tempi dei social e dei diversi dispositivi elettronici.

Ettore, romanziere romano di successo ma alle prese con un evidente blocco creativo (o sindrome del foglio bianco che dir si voglia), riunisce la famiglia in un isolato chalet del Trentino per festeggiare il proprio compleanno. Oltre ai due figli avuti dal primo matrimonio, ci sono la nuova giovane compagna in dolce attesa, i parenti borgatari di lei e la fedele governante dalle misteriose origini russe di nome Olga.

Rinchiudere personaggi diversi in un luogo isolato è un vecchio stratagemma narrativo che, dalla letteratura al cinema, funziona sempre con esiti interessanti. L’isolamento, in questo caso, diventa digitale. La mattina dopo il loro arrivo la famiglia (già piuttosto “sconnessa” di suo) si rende conto in una scena di panico collettivo che la zona è completamente priva di campo, le automobili sono fuori uso e una tormenta di neve è velocemente in arrivo. In un succedersi di gag, battute divertenti e piccoli colpi di scena, ciascuno dovrà fare così i conti con il proprio passato e soprattutto con le proprie attuali relazioni affettive e sentimentali, per una volta senza la mediazione dei social. È dunque possibile vivere senza internet? Parlare con chi si ha davanti, senza la mediazione di uno schermo digitale? Senza desiderare di essere sempre in un “altrove” che ci rende costantemente sfuggenti nei confronti della vita reale? Sono queste alcune delle domande che il film pone con apparente leggerezza e una piacevolissima vis comica allo spettatore di ogni età. Un film dunque da vedere, magari proprio in famiglia, per decidere che, almeno qualche volta vale la pena di spegnere tutti i dispositivi elettronici e parlare guardandosi negli occhi.

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Venerdì 23/02 | Ore 21:00
Sabato 24/02 | Ore 21:00
Domenica 25/02 | Ore 16:00 e 21:00

Belle e Sebastien – Amici per sempre

Genere family, avventura. Diretto da Clovis Cornillac, con Félix Bossuet e Tchéky Karyo. Durata 90 minuti. Distribuito da Notorious Pictures.

Nel terzo capitolo delle avventure cinematografiche di Belle & Sebastien, Sebastien è cresciuto, ha 12 anni e con Belle sono ancora inseparabili, anzi la famiglia si è allargata con l’arrivo di tre splendidi cuccioli di cui Sebastien si prende cura con tanta buona volontà. Una sera a casa del nonno ascolta una conversazione tra Pierre, suo padre, ed Angelina, da poco sposi, scoprendo le loro intenzioni di trasferirsi presto in Canada. Sebastien è amareggiato, non vuole lasciare il nonno che invece lo sprona a scoprire il mondo. La situazione si complica con l’arrivo di un presunto proprietario di Belle che vuole portargliela via, ma Sebastien è testardo e farà di tutto per non separarsi dalla sua migliore amica a quattro zampe.

Atmosfere disneyane sulle montagne francesi

Sebastien ora ha 12 anni e con Belle sono ancora inseparabili amici, tanto più che sono arrivati tre splendidi cuccioli di cui il ragazzo si prende cura. Una sera, però, a casa del nonno César, Sébastien ascolta una conversazione tra Pierre, suo padre, e Angelina, da poco sposi, scoprendo le loro intenzioni di trasferirsi in Canada. La situazione, poi, si complica con l’arrivo di un presunto proprietario di Belle, Joseph, intenzionato a riprendersi il cane…

Il terzo (e ultimo?) capitolo della fortunata saga cinematografica tratta dai racconti di Cécile Aubry, finito nelle mani registiche di Clovis Cornillac (qui anche interprete nei panni del vilain Joseph) si carica ancor più dei due film precedenti di atmosfere fiabesche, paesaggi incantati, suggestioni disneyane ed echi del London de Il richiamo della foresta.

Le fatiche edificanti della montagna, il “collante umano” tra le generazioni, il senso delle tradizioni e dei valori da non disperdere, il rischio, dunque, di uno sradicamento affettivo ed esperienziale: sono questi i temi principali di Belle & Sebastien-Amici per sempre, nel quale il legame tra il giovane protagonista e la bianca femmina di Patou (come ben evidenza il sottotitolo del film) ritorna ad essere centrale nell’economia narrativa di una pellicola che è, a tutti gli effetti, un romanzo di formazione. Non solo per l’adolescente del villaggio di Saint-Martin, ma anche per gli adulti che gli stanno attorno. L’introduzione, nella seconda parte del film, dell’interesse sentimentale tra l’anziano pastore e una non più giovane maestra è la riprova dell’allargamento delle “responsabilità adulte” di tutti i personaggi della saga. Una presa di coscienza generale determinata, nel plot, da Joseph, la cui presenza obbliga alla netta distinzione tra Bene e Male, spingendo Sebastien, dopo il loro primo incontro, a rifiutare l’ingresso nel mondo dei cattivi e ad ancorarsi, invece, ai sani principi educativi ricevuti.

Morality play di buona fattura, sulla scia dei precedenti capitoli, prodotto su misura per un pubblico di famiglieBelle & Sebastien-Amici per sempre non tradisce le attese, innestando nella suspence punte di comica ironia (nella figura del sindaco del paese) e ampi squarci di tenerezza (i tre dolci e affamati cucciolotti). Con una ricompattazione famigliare, sul finale, che smussa ogni spigolo e cancella ogni minaccia.

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Sabato 17/02 | Ore 21:00
Domenica 18/02 | Ore 21:00

THE POST

Genere drammatico, thriller. Diretto da Steven Spielberg, con Tom Hanks e Meryl Streep. Durata 118 minuti. Distribuito da 01 Distribution.

Nella storia americana ci sono stati momenti cruciali nei quali i comuni cittadini hanno dovuto decidere se mettere a rischio tutto – livello di vita, reputazione, status, perfino la libertà – per fare quello che credevano fosse giusto e necessario per proteggere la Costituzione e difendere la libertà del loro paese.

Diretto da Steven Spielberg, il thriller politico The Post racconta la storia dietro alla pubblicazione dei “Quaderni del Pentagono”, avvenuta agli inizi degli anni settanta sul Washington Post. L’occultamento dei documenti top secret sulle strategie e i rapporti del governo degli Stati Uniti con il Vietnam tra gli anni quaranta e sessanta innesca una battaglia senza precedenti in nome della trasparenza e della libertà di stampa. In particolare, la pubblicazione dei cosiddetti Pentagon Papers diviene manifesto della ferma e decisa rivendicazione del diritto di cronaca e della libertà di informazione da parte di due figure molte diverse ma accomunate dal coraggio e da una forte etica professionale: l’editrice del giornale Kay Graham (Meryl Streep), prima donna alla guida della prestigiosa testata, e il duro e testardo direttore del giornale Ben Bradlee (Tom Hanks). I due metteranno a rischio la loro carriera e la loro stessa libertà nell’intento di portare pubblicamente alla luce ciò che quattro Presidenti hanno nascosto e insabbiato per anni. Nonostante i meschini tentativi del governo di contenere la fuga di informazioni riservate, i media diffondono la notizia schierandosi dalla parte dei cittadini.

Oltre ai due protagonisti principali, il cast di The Post comprende Alison Brie, Carrie Coon, David Cross, Bruce Greenwood, Tracy Letts, Bob Odenkirk, Sarah Paulson, Jesse Plemons, Matthew Rhys, Michael Stuhlbarg, Bradley Whitford e Zach Woods.

Recensione FilmCronache Sale della Comunità