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DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO
– MARTEDI 28/05 | ORE 21:15
– GIOVEDI 30/05 | ORE 17:30

Domani è un altro Giorno è un film di genere drammatico, commedia del 2019, diretto da Simone Spada, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini. Uscita al cinema il 28 febbraio 2019. Durata 100 minuti. Distribuito da Medusa Film.

Domani è un altro Giorno, il film diretto da Simone Spada e scritto da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, vede protagonisti Giuliano (Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea).
I due sono amici da trent’anni ma li aspettano i quattro giorni più difficili di questa lunga e profonda amicizia.
Tommaso vive da tempo in Canada e insegna robotica.
Giuliano è rimasto a Roma e fa l’attore.
Entrambi sono romani “dentro”, seppur con caratteri molto diversi: Giuliano estroverso e pirotecnico, Tommaso riservato e taciturno.
Giuliano, l’attore vitalista, seduttore e innamorato della vita è condannato da una diagnosi terminale e, dopo un anno di lotta, ha deciso di non combattere più.
Ai due amici di una vita rimane un solo compito, il più arduo, quasi impossibile: dirsi addio. E hanno solo il tempo di un lungo weekend, quattro giorni.
Quando Tommaso arriva a Roma bastano poche battute per ritrovare la complicità, quella capacità di scherzare su tutto è fondamentale per esorcizzare l’inevitabile. Inizia così per i due amici un “road movie dei ricordi”.
C’è qualche conto da chiudere, ma soprattutto un luogo antico e ricco da ritrovare, da ripercorrere, da riconoscere come qualcosa per cui ne è valsa la pena: è lo spazio intatto e inattaccabile della loro amicizia. Con loro “viaggia” un terzo incomodo, Pato, un bovaro bernese dallo sguardo sperduto, che per Giuliano è praticamente un figlio.
Il primo dei conti da chiudere, è trovare una sistemazione proprio a Pato. I quattro giorni della loro ritrovata amicizia sono finiti. Tommaso sta per prendere l’aereo e non si vedranno mai più. Ma il vecchio istrione Giuliano non può lasciare che l’amico gli rubi la scena neanche una volta ed è suo l’ultimo coup de théâtre…

Valutazione Pastorale

Quasi subito, l’incontro tra i due non può nascondere il nodo centrale del rientro del primo a Roma: Giuliano è condannato da una diagnosi terminale. Tommaso può fermarsi solo quattro giorni durante i quali ci sarà la possibilità per parlarsi, spiegarsi, mettere a tacere incomprensioni ed equivoci del passato, e arrivare a una nuova modalità di comprensione. Dall’iniziale camera in albergo, Giuliano si trasferisce a casa di Tommaso per alleviare la durezza della sua vita da solo. Nei due giorni successivi, c’è tempo per incontrare i colleghi di Giuliano, che fa l’attore e recita a teatro, vedere alcuni conoscenti, andare con un blitz a Barcellona a salutare Leo, il figlio ventenne di Giuliano. Il film ha un precedente nel film argentino “Truman”, incentrato sull’incontro tra due vecchi amici. Sceneggiatori e regista italiani invitano però a dimenticarlo, perché la storia, pur simile, riparte e procede su basi differenti. L’amicizia resta del tutto centrale, cementata da una grande profondità di sentimenti e di valori comuni. Giuliano e Tommaso vivono rapporti non facili, talvolta aspri e scontrosi, in fondo ai quali però prevalgono sempre comprensione e adesione alle carenze dell’altro. Giuliano non fa sconti sulla propria malattia e Tommaso non li concede, sembrano avversari ma la solidarietà lì unisce al di sopra di tutto. Improntato a uno sguardo malinconico e intriso di dolore trattenuto, il copione si sforza di restare equidistante da facile commozione e da trattenuta rabbia esistenziale. Semmai l’alta qualità dei due protagonisti schiaccia la vicende, che non sempre trovano il giusto binario conclusivo. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.