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DOWNTON ABBEY
– SABATO 02/11 | ORE 21:15
– DOMENICA 03/11 | ORE 16:00 E ORE 20:30

Downton Abbey è un film di genere drammatico del 2019, diretto da Michael Engler, con Hugh Bonneville e Laura Carmichael. Durata 122 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

Downton Abbey, film diretto da Michael Engler, è basato sulla popolarissima serie TV britannica, ambientata all’inizio del XX Secolo nello Yorkshire. Protagonista è ancora una volta la famiglia Crawley e la servitù che lavora per essa presso la splendida tenuta Downton Abbey nella campagna inglese. Siamo nel 1927 quando un evento sconvolge la quiete del gruppo aristocratico: il conte di Grantham, Robert Crawley (Hugh Bonneville), riceve una lettera direttamente da Buckingham Palace, nella quale viene comunicato che re Giorgio V e la sua famiglia reale faranno visita alla dimora. Questo vuol dire che i veri reali soggiorneranno da coloro che hanno sempre vissuto da reali.
La notizia li getta nella confusione più totale e in breve tempo la tenuta viene popolata dal maggiordomo e da altri dipendenti del re, che si prodigano per far sì che tutto sia pronto per il grande arrivo. I Crawley si ritrovano impossibilitati ad agire, mentre Downton Abbey sembra aver subito una colonizzazione esterna da parte dell’arrogante personale reale, che umilia i domestici del palazzo. Lady Mary (Michelle Dockery) è convinta che il loro maggiordomo, Thomas Barrow (Robert James-Collier), non sia pronto ad affrontare un evento simile e chiede al signor Carson (Jim Carter), maggiordomo in pensione, di tornare temporaneamente ai suoi servigi per l’occasione. Anche Lady Violet (Maggie Smith) è preoccupata per la visita reale, che comporta l’arrivo di Lady Maud Bagshaw (Imelda Staunton), dama di compagnia della regina e cugina stretta di Robert, cosa che renderebbe il conte un perfetto erede della nobildonna.
Ma i domestici di Downton non restano a guardare mentre il caos invade la dimora e sono decisi a “contrattaccare” per riprendere quello che un tempo era loro territorio. Nei sotterranei della tenuta, Anna (Joanne Froggatt) e John Bates (Brendan Coyle) escogitano un piano per riconquistare la famiglia e ripristinare l’onore di Downton, tutti sono d’accordo tranne il signor Carson. Riuscirà la servitù a cacciare gli invasori e accogliere al meglio re Giorgio V e la sua famiglia?

Valutazione Pastorale

È una delle serie inglesi più viste al mondo, in circa duecento Paesi. Parliamo di “Downton Abbey” creata da Julian Fellowes – Premio Oscar per la sceneggiatura di “Gosford Park” (2002) –, con sei stagioni dal 2010 al 2015 (52 episodi in totale). È il racconto di una famiglia nobile, i Crawley, che vive negli anni ’20 in una suggestiva tenuta nella campagna inglese con la servitù. Un racconto che ha appassionato milioni di spettatori per cura formale, trame avvincenti e cast di primo piano, tra cui la due volte Premio Oscar Maggie Smith. Dopo il gran finale della serie, tante le richieste per un nuovo capitolo della saga; così è nato il progetto di un film cui ha aderito immediatamente tutto il cast. Diretto da Michael Engler (regista televisivo, già al timone della sesta stagione della serie), il film “Downton Abbey” ci mostra la famiglia Crawley e i loro domestici impegnati nei preparativi per ricevere in modo impeccabile i reali Giorgio V e la regina Mary. Sulla carta la trama poteva apparire forse debole e poco consistente, ma la scrittura di Fellowes è puntuale e non delude. Il copione, infatti, è dettagliato, solido e con grande ritmo, offrendo a tutto il cast momenti di azione, pathos, umorismo tagliente e raccordi di tenerezza. L’aspetto formale poi è a livelli eccellenti, con una cura dei dettagli e della scenografia in pieno stile British. Il film, dunque, risulta godibile e coinvolgente sia per il pubblico di appassionati della serie sia per nuovi spettatori. Dal punto di vista narrativo, non sono pochi gli spunti con la realtà di ieri e di oggi: il cambiamento della società, il ruolo della donna, la centralità della famiglia e il senso di inclusione, di appartenenza. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.