Rassegna d’Essai

Proponiamo al nostro affezionato pubblico una raccolta dei film che più di altri hanno raccolto consensi nei festival cinematografici internazionali, suscitando interesse tra gli spettatori.

Ricordiamo che gli spettacoli sono proiettati il Martedì alle ore 21:15 e il Giovedì alle ore 17:30 – Ingresso 4 € per tutti!

Non è previsto nessun abbonamento, ma puoi richiedere la tessera fedeltà, che è valida tutti i giorni: ogni 15 film, 1 in omaggio!

Di seguito troverete il programma in corso dei nostri 3 cicli d’essai:

– Inverno d’Essai (Gennaio-Marzo)

– Primavera d’Essai (Aprile-Giugno)

– Autunno d’essai (Ottobre-Dicembre)

Rassegna Essai Inverno 2019

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TROPPA GRAZIA
-MARTEDI 12/03 | ORE 21:15
– GIOVEDI 14/03 | ORE 17:30

Troppa Grazia è un film di genere commedia del 2018, diretto da Gianni Zanasi, con Alba Rohrwacher e Elio Germano. Durata 110 minuti. Distribuito da BIM Distribuzione.

Troppa Grazia, il film diretto da Gianni Zanasi, racconta la storia di Lucia (Alba Rohrwacher), una geometra di 36 anni che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra difficoltà economiche e relazioni personali sempre poco chiare, il Comune la incarica di un controllo su un terreno dove deve sorgere una grande opera architettonica aspettata da tutti. Durante i controlli Lucia si accorge che le mappe del Comune sono sbagliate e piene di manipolazioni per coprire probabili rischi geologici. Lucia, spaventata dall’idea di poter perdere il suo incarico, decide di non dire nulla e non creare problemi. Il giorno dopo, ripreso il lavoro sul terreno, viene interrotta da quella che le sembra una giovane “profuga”. Lucia le offre 5 Euro e riprende a lavorare. Ma la sera, mentre cucina in casa sua, la rivede improvvisamente lì davanti a lei. La “profuga” la fissa e le dice: “Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa…”

Dopo aver deciso di lasciare il marito, Lucia inizia una nuova vita con la propria figlia, cercando di proseguire nel miglior modo possibile il suo lavoro di geometra e di destreggiarsi tra difficoltà sentimentali ed economiche. Quando però, durante una giornata di lavoro su un terreno in cui il Comune vuole edificare un grande edificio, inizia a vedere la Madonna, la sua vita si fa ancora più complicata. Perché la Vergine pretende che sia proprio lei a fermare l’operazione edile, convincendo gli uomini a costruire una chiesa sul terreno selezionato.

Nonostante il suo film d’esordio (Nella mischia, 1995) lasciasse intravedere uno sguardo delicato e personale, capace di distinguersi tra gli innumerevoli esordi di un decennio che da molti veniva celebrato come quello della “Rinascita” della cinematografia nostrana, la carriera di Gianni Zanasi non è stata semplice come lasciava intravedere quella vivace e genuina “opera prima”. Gli alti e bassi che l’hanno contraddistinta hanno così prodotto una filmografia in cui le pause tra un titolo e l’altro sono diventate molto ampie, al punto che, giunto al 24esimo anno di carriera, il regista emiliano con Troppa grazia firma “appena” il suo sesto lungometraggio. Forse per questo il suo nuovo lavoro sembra essere “esemplare” di questa mercuriale attività, capace di contenerne sia i pregi che i difetti.

Presentato a Cannes 2018 (nella sezione della “Quinzaine des realizateurs”), dove peraltro è stato insignito del premio “Label Europa Cinemas” come miglior film continentale, il sesto lungometraggio di Zanasi è una commedia dai toni surreali che si avvale di buone interpretazioni (oltre alle, come sempre, significative performance di Alba Rohrwacher, Elio Germano e Giuseppe Battiston vale la pena citare anche quella di Carlotta Natoli), di una fotografia vivida e ben adeguata al racconto (a firma di Vladan Radovic, che ben padroneggia le tonalità “calde”), ma anche di una scrittura altalenante e non del tutto risolta, caratterizzata da intuizioni felici e altre meno convincenti. Esattamente come lo sguardo di Zanasi che, quando sembra libero da vincoli drammaturgici e produttivi, sembra volare alto, talvolta anche in zone poco o per nulla esplorate dal nostro cinema. Senza tuttavia abbandonarsi mai veramente alla sua anima visionaria, alle delicatezza delle sue notazioni psicologiche, ai repentini cambi di ritmo di cui si costituisce, per tornare – a volte troppo velocemente – in zone più sicure narrativamente e in territori più riconoscibili semanticamente. Uno sguardo incerto proprio come il suo personaggio principale, capace di vedere là dove gli altri non sono in grado, ma forse troppo intimorito da ciò che proprio quelle visioni potrebbero produrre.

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WIDOWS – EREDITA’ CRIMINALE
– MARTEDI 05/03 | ORE 21:15
– GIOVEDI 07/03 | ORE 17:30

Widows – Eredità Criminale è un film di genere thriller, drammatico del 2018, diretto da Steve McQueen, con Elizabeth Debicki e Colin Farrell. Durata 128 minuti. Distribuito da 20th Century Fox Italia.

Widows Eredità Criminale, il film diretto da Steve McQueen, è la storia di quattro donne che non hanno nulla in comunque, eccetto un debito lasciato loro dalle attività criminali dei loro defunti mariti.
Ambientato a Chicago, in un periodo gravido di tumulti e tensioni, vede Veronica(Viola Davis), Alice (Elizabeth Debicki), Linda (Michelle Rodriguez) e Belle(Cynthia Erivo) prendere il loro destino nelle loro mani e cospirare assieme per forgiare il futuro secondo il loro volere. Nel cast anche Liam Neeson, Colin Farrell,Robert Duvall, Daniel Kaluuya, Lukas Haas e Brian Tyree Henry.

Chicago, 2008: quattro criminali tentano un colpo milionario, ma finisce male e il furgone che li trasporta esplode. Dopo la tragedia Viola, moglie del loro leader, viene minacciata dal boss del crimine Jamal Manning, che vuole recuperare da lei i suoi due milioni andati perduti nella rapina. Pertanto, quando la donna ritrova l’agenda dove il marito era solito segnare tutti i dettagli dei colpi che aveva intenzione di concludere, riunisce le vedove dei suoi compagni per progettare il colpo che dovrebbe toglierle definitivamente dai guai.

Ispirato alla prima stagione dell’omonima serie tv britannica (ideata da Linda La Plante e andata in onda nel 1983), il quarto lungometraggio di Steve McQueen è un probabilmente il suo lavoro meno convincente, seppur non manchi di felici intuizioni e di sequenze ben organizzate. Come quella l’incipit ad esempio, dove la scelta di far entrare lo spettatore in medias res coincide con una apprezzabile soluzione di montaggio, in cui le immagine dinamiche e pirotecniche della rapina andata male dei compagni delle protagoniste, si alternano a quelle asciutte ed essenziali dell’intimità tra Viola e suo marito. In tal senso è proprio il doppio registro inziale a determinare il tono mercuriale dell’intero film, che ogni volta sembra spiccare il volo verso un livello più alto, trova sempre qualche incertezza o scelta discutibile che sembra impedirne la compiutezza.

Altrettanto convincente è il modo con cui l’artista britannico sposta la vicenda all’attualità (che torna a rappresentare dopo Shame) e riesce a mescolare il tono dell’heist-movie al femminile con le cupe atmosfere del noir, restituendo doviziosamente l’ambiguità degli ambienti corrotti messi sotto osservazione. Riesce invece meno nel tratteggio dei personaggi, sia per alcune scelte di cast – in questa versione cinematografica le tre protagoniste diventano altrettante presenze di una marginalità sociale tipicamente statunitense (l’afrodiscendente, la latinoamericana e l’esteuropea) in cui sembra contare più l’aspetto simbolico che non la loro amalgama performativa -, sia per la bidimensionalità con cui disegna alcuni caratteri, soprattutto quelli maschili – che, a parte il Jack Mulligan interpretato da Farrell, sono tutti totalmente negativi, tanto da non riuscire ad obiettare nulla chi lo accusa di misandria. Widows insomma più che un passo falso dell’autore di Hungersembra un lavoro non del tutto risolto, dove le pur pregevoli intenzioni corrispondono solo in parte agli esiti.

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TUTTI LO SANNO
– MARTEDI 26/02 | ORE 21:15
– GIOVEDI 28/02 | ORE 17:30

Tutti lo sanno è un film di genere drammatico del 2018, diretto da Asghar Farhadi, con Penélope Cruz e Javier Bardem. Durata 132 minuti. Distribuito da Lucky Red.

Diretto e sceneggiato da Asghar Farhardi, Tutti lo sanno racconta la storia di Laura, interpretata dall’attrice premio Oscar Penelope Cruz.

Laura è una donna con una storia singolare alle spalle, che l’ha portata ad affrontare molte difficoltà nel corso della sua vita. Il bagaglio di esperienze che Laura trascina con sé è carico di decisioni difficili che, coinvolgendo inevitabilmente altre persone, ora continuano a tormentarla. Ma il vero macigno che grava sulla sua esistenza è un oscuro segreto, con il quale convive ormai da anni.
Nel momento in cui si trova costretta a doverlo rivelare per superare una situazione drammatica, sarà per lei come aprire il vaso di Pandora della propria anima tormentata, e si libererà da molti pensieri che la appesantivano da troppo tempo. Questo momento tanto cruciale quanto delicato coincide con il matrimonio della sorella.
Per l’occasione, infatti, Laura lascia Buenos Aires per partire alla volta di Madrid insieme ai figli. Il ritorno nella sua piccola città natale, nel cuore di un vigneto alle porte della capitale spagnola, farà tornare a galla un passato turbolento, che infrangerà quello che doveva essere un sereno ricongiungimento familiare. Gli eventi inaspettati che turbano Laura coinvolgeranno anche tutti gli altri personaggi, trascinandoli in una serie di vicissitudini che cambieranno per sempre il corso delle loro esistenze.
Nato in seguito a un viaggio del regista nel sud della Spagna, il film è ambientato in un piccolo paese per una scelta precisa: diversamente dalle grandi città, caotiche e frenetiche, qui i rapporti umani si instaurano secondo ritmi più meditativi e semplici, avvolti in un’atmosfera quasi nostalgica.
Non solo: gli abitanti di un paese sono più vicini e solidali tra loro, perché sono in pochi e tutti si conoscono. Al fianco di Penelope Cruz, il marito Javier Bardem nei panni di Paco, un instancabile contadino che è nato nella casa in cui vive la famiglia di Laura. Anche il suo passato riemergerà bruscamente, rischiando di travolgere la sua vita presente, che con tanta fatica si è costruito nel corso degli anni partendo da zero, dalla terra.
Infine l’attore Ricardo Darin  interpreta Alejandro, il marito argentino di Laura. Alejandro non ha mai avuto problemi economici e si è sempre fatto in quattro per aiutare il paese da cui proviene Laura, finché la sua situazione non è cambiata e ha perso quasi tutto. Per questo non può recarsi al matrimonio della cognata e rimane a Buenos Aires in cerca di lavoro, passando da un colloquio all’altro nella speranza di uscire da questo momento di crisi. Ma un imprevisto lo farà salire immediatamente su un aereo diretto in Spagna: deve intervenire nella situazione drammatica che viene a crearsi al matrimonio.