Rassegna d’essai

Proponiamo al nostro affezionato pubblico una raccolta dei film che più di altri hanno raccolto consensi nei festival cinematografici internazionali, suscitando interesse tra gli spettatori.

 Ricordiamo che gli spettacoli sono proiettati il
Martedì alle ore 21:00
Ingresso 4 € per tutti!

Non è previsto nessun abbonamento, ma puoi richiedere la tessera fedeltà, valida per tutte le proiezioni della settimana: ogni 15 film, 1 in omaggio!

Di seguito troverete il programma in corso dei nostri 3 cicli d’essai:

  • Inverno d’Essai (Gennaio-Marzo)
  • Primavera d’Essai (Aprile-Giugno)
  • Autunno d’essai (Ottobre-Dicembre)

Programma “Primavera d’Essai 2018”

Dopo Pasqua, ripartiamo con la Rassegna d’Essai!

Stanno per arrivare Titoli da OSCAR! 🙂

Save the dates!

Programma “Autunno d’Essai 2018”

,

PRIMAVERA D’ESSAI 2018: Cooming soon

Dopo Pasqua, ripartiamo con la Rassegna d’Essai!

Stanno per arrivare Titoli da OSCAR! 🙂

,

Questa sera, Martedì 20/03, Ore 21:00, il Film MANIFESTO verrà trasmesso in lingua originale sottotitolato in Italiano.

Lasciamoci travolgere dalle fantastiche interpretazioni e monologhi di Cate Blanchett su vari manifesti artistici!

Vi aspettiamo!

Ingresso Unico 4€

I manifesti e le utopie novecentesche

Tredici personaggi immersi in dodici situazioni differenti, tutte incentrate su monologhi che omaggiano la storia dei manifesti degli ultimi 150 anni sottoponendoli però a una revisione e a una nuova prospettiva. Dal “Manifesto del Partito Comunista” evocato da una homeless ai motti dadaisti utilizzati per un’orazione funebre e a quelli surrealisti ricordati da una burattinaia, fino ad  arrivare al decalogo del “Dogma 95” insegnato da una maestra elementare ai suoi giovani alunni.

Celebrato in tutto il mondo per la sua attività di videoartista (con installazioni video esposte in molti dei musei più prestigiosi), Julian Rosefeldt ha scelto un argomento assai complesso e un percorso metastorico per il suo lungometraggio d’esordio. L’incontro tra due grandi personalità artistiche (l’artista berlinese e l’attrice/perfomer Cate Blanchett) ha infatti il grande merito di tradurre nel linguaggio cinematografico un vero e proprio itinerario nel Novecento, attraverso i tentativi di rottura e le utopie politico/artistiche più o meno realizzate che lo hanno connotato. Un itinerario affascinante quanto stratificato, che rende Manifesto un’opera concettuale in grado di sedurre visivamente e intellettualmente, ma certamente non semplice da decodificare. In quanto capace di sintetizzare lo Zeitgeist, ovvero “lo spirito del tempo”, in cui ognuno di questi manifesti prende forma, ma anche la distanza che da esso intercorre adottando una messinscena ironica e spesso straniante.

Più che omaggiare la storia dei manifesti e dei movimenti che li hanno prodotti infatti, Rosefeldt sottopone le parole utilizzate all’esame del Tempo e della Storia. Ricollocandole in ambienti e mettendole in bocca a personaggi capaci di farne deflagrare il senso, di darne una diversa prospettiva, di produrre un cortocircuito semantico in grado di far assumere allo spettatore punti di vista nuovi, differenti, alternativi. Insomma Manifesto è un’opera che ha il grande merito di contenere un doppio gesto autoriale: quello dell’artista visuale che ricostruisce discorsi in un proprio personale collage e quello dello straordinario performer capace di dar loro una Vita e una personalità altrimenti impossibile.