Rassegna d’Essai

Proponiamo al nostro affezionato pubblico una raccolta dei film che più di altri hanno raccolto consensi nei festival cinematografici internazionali, suscitando interesse tra gli spettatori. Ricordiamo che gli spettacoli sono proiettati il Martedì alle ore 21:15 e il Giovedì alle ore 17:30 – Ingresso 4 € per tutti! Non è previsto nessun abbonamento, ma puoi richiedere la tessera fedeltà, che è valida tutti i giorni: ogni 15 film, 1 in omaggio! Di seguito troverete il programma in corso dei nostri 3 cicli d’essai: – Inverno d’Essai (Gennaio-Marzo) – Primavera d’Essai (Aprile-Giugno) – Autunno d’essai (Ottobre-Dicembre)

Rassegna Essai Inverno 2019

,

Famiglia Allargata
– Martedì 02/10 | Ore 21:15

Famiglia Allargata

Genere commedia, sentimentale. Diretto da Emmanuel Gillibert, con Arnaud Ducret e Louise Bourgoin. Durata 105 minuti. Distribuito da Notorious Pictures.

Famiglia allargata, il film diretto da Emmanuel Gillibert, vede protagonista Antoine (Arnaud Ducret), uno scapolo incallito e fiero di esserlo.
Ormai alla soglia dei quarant’anni, è ancora pieno di energie, e la sua vita da single doc scorre spensierata tra feste folli e donne diverse ogni sera. Il latin lover francese vive a Parigi, dove da anni condivide uno splendido appartamento con il migliore amico Thomas, insieme al quale ogni weekend fa faville.
Lo spensierato equilibrio di Antoine, però, viene incrinato dalla partenza di Thomas per l’estero, che decide di trasferirsi a Los Angeles. Ma l’amico ha già pensato a tutti: verrà sostituito da Jeanne (Louise Bourgoin), un metro e settanta, bionda, occhi azzurri. Insomma, un sogno per Antoine, che mentre saluta a malincuore il compagno di una vita, pregusta già l’idea di condividere l’appartamento con una donna giovane, bella e single.
Antoine, però, ha cantato vittoria troppo presto, ancora ignaro che Jeanne non arriverà sola, ma insieme ai suoi due figli: Théo di 8 anni e Lou di 5. È pronto ad avere tre coinquilini in un colpo solo, due dei quali sotto i 10 anni? Reggerà il passaggio da single scatenato a pseudo-padre di famiglia? È così che, in un attimo, un sogno si trasformerà in un incubo.

,

Dogman
– Martedì 25/09 | Ore 21:15

Dogman

Genere drammatico. Diretto da Matteo Garrone, con Marcello Fonte e Edoardo Pesce.  Durata 102 minuti. Distribuito da 01 Distribution.

– 71^ FESTIVAL DI CANNES 2018 IN CONCORSO – VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI. –

Ispirato liberamente a un fatto di cronaca nera accaduto trent’anni fa, Dogman è il nuovo film di Matteo Garrone che racconta la storia cupa e violenta di Marcello (Marcello Fonte).
La sua esistenza scorre sempre uguale e indifferente tra le pieghe di in una periferia sospesa tra la grande metropoli e la natura incontaminata. Persona mite e tranquilla, Marcello gestisce un salone di toelettatura per cani. Durante le sue giornate deve destreggiarsi tra il lavoro, la figlia adorata, Sofia, e l’ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino (Edoardo Pesce), un ex pugile da poco uscito di prigione e temuto da tutto il quartiere per i suoi atteggiamenti al limite della follia.
Continuamente vittima di bullismo e soprusi, ormai stremato da una vita di umiliazioni, Marcello decide di seguire le orme di Simoncino e di diventare il suo aiutante in una serie di rapine che sconvolgono la cittadina in cui vivono. Ormai in balia del carisma di Simoncino e legato dalla lealtà nei suoi confronti in quanto amico di vecchia data, Marcello finisce col tradire non solo la sua stessa moralità, ma anche i suoi compaesani. Il peso delle proprie azioni diventa sempre più insostenibile, tanto che arriverà ad autoaccusarsi, finendo per un anno in carcere, lontano dalla figlia di cui doveva prendersi cura. Dopo aver perso tutto e tutti, arriva finalmente per Marcello la presa di coscienza, insieme a un’irrefrenabile sete di vendetta…

 

Recensione FilmCronache – Sale della Comunità

Noir cupo con la forza della tragedia classica

 

Commissione Nazionale Valutazione Film – CEI

In una periferia povera e degradata, Marcello, uomo mite, passa le giornata tra il lavoro nel suo negozio di toelettatura per cani, l’amore per la figlia piccola Alida e l’ambigua amicizia (in verità un rapporto di sudditanza), con Simoncino, un ex pugile manesco che terrorizza la zona…

Valutazione Pastorale

Le prime immagini mettono paura per la rabbia e la cattiveria che sprigionano quegli esemplari di cani affidati alla cura di Marcello. Paura e immediata repulsione: le stesse che emergeranno più avanti quando a provocarle saranno quegli esseri umani capaci di una malvagità ancora maggiore. Umani ma non troppo, in realtà rappresentanti di una tipologia caratteriale che ha perso ogni dignità e scelto di regredire al livello della ferinità più bieca. Comincia un po’ in sordina questo amaro apologo di Garrone, che resta dalle parti dei suoi titoli precedenti e affonda l’obiettivo dentro la carne viva della persona indifesa per farne emergere grida di dolore e malesseri esistenziali. Ad un certo punto, il copione fa un taglio netto, una cesura tra un prima e un dopo: quando Marcello aiuta l’amico a compiere la rapina nel negozio accanto al suo, e poi, scoperto e messo alle strette, non fa nomi, non firma, sconta un anno di carcere senza battere ciglio. Dopo, si può dire che prenda il via un altro film: quello in cui il futuro di Marcello si tinge di un colore indefinibile, a metà tra il perdono, la vendetta, l’amicizia nascosta. Qui Marcello farà in modo che nella gabbia del cane il posto sia preso da un uomo e che il percorso della verità sia smarrito e ridotto a cenere e smarrimento. Non c’è riscatto, non c’è rivincita. Non c’è nemmeno un risollevarsi interiore. Marcello trascina un corpo senza vita finchè ne ha la forza, poi si ferma e si guarda intorno. Desolata e selvaggia, la campagna si stende solitaria. Nessuno, non una presenza di essere umano: ma chi sono e dove sono gli altri? Marcello si sente (ed è) solo, vuoto, privo di forza di reazione. Nessuno lo sente, nessuno lo aiuta. Un freddo senso di solitudine blocca anima e cuore. La condizione umana naviga tra incertezza e abbandono, e noi possiamo osservare impotenti e provare, semmai, ad alzare un po’ di più gli occhi. Come aveva fatto Zampanò nella sequenza conclusiva della Strada felliniana.

Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti. Il tono di costante e prolungata tensione che il film genera induce a utilizzare con prudenza il film, da affidare a occasioni mirate per riflettere con attenzione sui profondi abissi di violenza che la storia scava e procura.

,

Rassegna Autunno D’Essai 2018 – Programma DEFINITIVO!

Ecco il video del nostro programma definitivo, ed un elenco in formato pocket da salvare in agenda!

Tutti i Martedì, Ore 21.15

14 film in programma!