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JOKER
– VENERDI 18/10 | ORE 21:15
– SABATO 19/10 | ORE 21:15
– DOMENICA 20/10 | ORE 16:00 E ORE 20:30
V.M. 14

Joker è un film di genere thriller, drammatico, giallo del 2019, diretto da Todd Phillips, con Joaquin Phoenix e Robert De Niro. Durata 122 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Joker, il film di Todd Phillips è incentrato sulla figura dell’iconico villain, ed è una storia originale, diversa da qualsiasi altro film su questo celebre personaggio apparso sul grande schermo fino ad ora. L’esplorazione di Phillips su Arthur Fleck, interpretato in modo indimenticabile da Joaquin Phoenix, è quella di un uomo che lotta per trovare la sua strada in una società fratturata come Gotham.
Durante il giorno lavora come pagliaccio, di notte si sforza di essere un comico di cabaret… ma scopre che lo zimbello sembra essere proprio lui.
Intrappolato in un’esistenza ciclica sempre in bilico tra apatia e crudeltà, Arthur prenderà una decisione sbagliata che provocherà una reazione a catena di eventi, utili alla cruda analisi di questo personaggio.
L’esplorazione da parte del regista Todd Phillips su Arthur Fleck, un uomo ignorato dalla società, non vuole soltanto uno studio crudo del personaggio ma una storia più ampia che si prefigge di lasciare un insegnamento, un monito.
Oltre a Joaquin Phoenix, il cast del film vede protagonisti Robert De NiroZazie Beetz e Frances Conroy.

Valutazione Pastorale

Segna un punto di svolta nella carriera del regista newyorkese Todd Phillips (classe 1970) il film “Joker” – Leone d’oro alla 76a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia – dopo titoli all’insegna dell’adrenalina ma dalla sostanza più evanescente: suoi sono i tre film “Una notte da leoni” e il remake “Starsky & Hutch”. Con “Joker” Philips sconfina i generi cinematografici di riferimento: l’opera, infatti, che si potrebbe definire come un prequel o spin-off del ciclo filmico dedicato a Batman (prendendo le mosse dai fumetti della DC Comics), abbandona in questa versione il fantasy per virare su un realismo drammatico; sembra muoversi in una direzione già tracciata da Christopher Nolan nella sua trilogia “Batman. Il cavaliere oscuro” (2005-2013). Di fatto, il suo “Joker” si spinge ben oltre, componendo un quadro di denuncia nei confronti della società odierna, così distante dagli ultimi e da coloro che vivono nella precarietà, abbandonati in un limbo di angosce. Quello che colpisce di più di “Joker” è proprio questa carica di denuncia e di realismo sociale. Non un prevedibile canovaccio da fumetto, giocato schematicamente sui temi del bene e del male, ma un atto d’accusa contro la società odierna: contro la politica dello scarto, la scellerata messa ai margini di chi vive una condizione di povertà e problematicità. Arthur per buona parte del film non è affatto un personaggio connotato negativamente, anzi. È la figura dell’uomo solo in un mondo indifferente e respingente. Da questo punto di vista “Joker” compone un quadro di denuncia degno di un cinema di impegno civile. Ma qualcosa poi sbanda… Cosa non funziona? Nel corso della narrazione matura una modalità di racconto a tesi, per cui lo spettatore arriva a una forte identificazione con il travaglio interiore di Arthur. Una soluzione pericolosissima quando l’uomo si abbandona al Male: la sua scelta di rispondere alle vessazioni subite con ferma violenza, con lucida vendetta, non ammette vie di fuga per chi guarda. Da ciò deriva la necessità di usare molta accortezza nel proporre il film a un pubblico di minori, che non posseggono ancora tutti gli strumenti di decodifica al pari degli adulti. Nonostante la sua forza e bellezza visivo-narrativa, “Joker” è tematicamente spinoso e insidioso: il film prende una piega pericolosa, perché sembra quasi indulgere o parteggiare per la reazione violenta del protagonista. Il Male diventa così una scelta inevitabile per sopravvivere in un mondo difficile o ingiusto. E questo è rischioso. Al di là di ciò, merita di essere richiamata la performance attoriale di Joaquin Phoenix (camaleontico interprete di “Il gladiatore”, “Walk the Line”, “The Master” e “Her”). La sua interpretazione di Joker è di sensazionale bravura: oltre alla trasformazione fisica, al lavoro minuzioso sulla delirante risata del clown, Phoenix è riuscito a restituire tanto la stratificazione di traumi e solitudine del personaggio quanto il suo deragliamento psicologico. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come complesso, problematico e da gestire con cautela in presenza di minori.