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Martedì 29/05 | Ore 21:00

IL FILO NASCOSTO

Genere drammatico, sentimentale. Diretto da Paul Thomas Anderson, con Daniel Day-Lewis e Lesley Manville. Durata 130 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

***Adatto per dibattiti, come ritratto di un’epoca attraverso le vicende di un uomo e della sua debolezza intima e la sua leggerezza morale***

Il nuovo film di Paul Thomas Anderson, Il filo nascosto, dipinge un ritratto illuminante di un artista e di un percorso creativo, e delle donne che fanno funzionare il suo mondo.
Nella cornice glamour e scintillante della Londra degli anni Cinquanta, il sarto Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) dirige insieme con sua sorella Cyril (Lesley Manville) la celebre House of Woodcock, inconfondibile marchio di stile e bellezza, richiesto da reali, stelle del cinema, ereditiere, socialiste, debuttanti e nobildonne. Gli originali e moderni capi firmati proiettano Woodcock al centro della moda britannica, e consacrano il suo nome come uno dei più conosciuti e ammirati del dopoguerra. Nonostante la conoscenza dei desideri e della figura femminile, lo scapolo impenitente considera l’amore un privilegio precluso a un artista del suo calibro, e preferisce intrattenersi con donne diverse che gli forniscono la giusta dose di ispirazione e compagnia. Finché non incontra Alma (Vicky Krieps), ragazza ambiziosa e caparbia che riesce a insinuarsi nel suo cuore come musa e come amante, sconvolgendo da un giorno all’altro la sua perfetta vita su misura.

Anderson ha dichiarato che questo film, in qualche modo ispirato dalla sua fascinazione per il per la figura di Cristóbal Balenciaga, rappresenta anche una sorta di suo tentativo di dare nuova dignità cinematografica al romanzo “Rebecca, la prima moglie” di Daphne Du Maurier e di omaggiare il film che Alfred Hitchcock ne ha tratto nel 1940, e che è nato dalla voglia di raccontare una storia dove l’eleganza (formale, degli abiti, delle persone, dei modi) la facesse da padrona.

Il filo nascosto, che è stato sceneggiato dallo stesso Anderson, non ha un direttore della fotografia accreditato: gli abituali collaboratori del regista, Robert Elswit e Mihai Mălaimare Jr., non hanno infatti potuto partecipare alle riprese, e sul set Anderson ha lavorato con diversi aiutanti, arrivando così a definire quello fotografico di questo film come “un lavoro di gruppo”, smentendo così che sarebbe stato lui stesso il vero direttore della fotografia.

Sotto le Cuciture…

Recensione FilmCronache – Sale della Comunità

Scheda di Valutazione della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana

Nella Londra degli anni Cinquanta, Reynolds Woodcock si è imposto come sarto rinomato, stilista ricercato e preferito da nobili, star del cinema, fino ai membri della famiglia reale. Raffinato ed elegante, Woodcock si vanta di essere uno scapolo incallito, fino a quando in un locale fuori città non incontra la cameriera Alma…

Paul Thomas Anderson è, tra i registi americani contemporanei, forse il più forte, incisivo, capace di segni profondi. Da “Boogie night” a “Magnolia”, da Ubriaco d’amore e Il petroliere, da The Master a Vizio di forma, Anderson ha cambiato storie, contesti, stili, sempre mantenendo una robustezza d’espressione di incoraggiante coerenza, una capacità di sfidare e provocare. Anche ora lo scenario cambia, e non di poco. Siamo infatti nell’Inghilterra degli anni ’50, Reynolds Woodcock è già uno stilista affermato, e la sorella lo appoggia e lo sostiene. A mettere in crisi un modello di vita che sembra inattaccabile arriva Alma, una cameriera che lui conosce, avvicina e invita a cena. Non saprà più allontanarsene e rimarrà legato a lei per il futuro. Maestro di eleganza e di stile, Woodcock è uomo nevrotico e dal carattere instabile, capace di reazioni feroci e imprevedibili. Il ritratto di Woodcock è esemplare di una classe inglese superiore ma debole e leggera nei valori e nelle pretese. Al pari del creatore di moda protagonista, il film poggia su un ventaglio di emozioni imprevedibili e sfuggenti. L’amore vince, si direbbe ma la vittima non resta domata. Molti interrogativi restano aperti, ma poi viene da chiedersi di fronte ad un film fin troppo bello, ricercato, suadente, che cosa interessa a fondo dei problemi psicanalitici e interiori di un uomo bello e ricco?