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OLD MAN & THE GUN
– MARTEDI 2/04 | ORE 21:15
– GIOVEDI 4/04 | ORE 17:30

Old Man & the Gun è un film di genere commedia, drammatico del 2018, diretto da David Lowery, con Robert Redford e Casey Affleck. Durata 93 minuti. Distribuito da BIM.

Old Man and the Gun, il film diretto da David Lowery, è ispirato alla storia vera di Forrest Tucker (Robert Redford), un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Da una temeraria fuga dalla prigione di San Quentin quando aveva già 70 anni, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti, Forrest Tucker disorientò le autorità e conquistò l’opinione pubblica americana. Coinvolti in maniera diversa nella sua fuga, ci sono l’acuto e inflessibile investigatore John Hunt (Casey Affleck), che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dalla passione non violenta profusa da Tucker nel suo mestiere, e una donna, Jewel (Sissy Spacek), che lo ama nonostante la sua professione.

Forrest Tucker è un anziano rapinatore di banche dall’aspetto mite e affabile, più volte incarcerato ed evaso, autore di una serie di colpi che lasciano di stucco le forze dell’ordine. Insieme a due abituali complici, infatti, Tucker entra negli istituti di credito in pieno giorno e, con tutta calma e con fare gentile, minacciando direttori e impiegati ma senza utilizzare armi, si fa riempire di dollari una borsa in pelle. Sulle sue tracce si muove il detective John Hunt. E nella sua vita compare una donna, Jewel, che scopre di amarlo nonostante la professione che si è scelto…

Un film crepuscolare, ambientato negli anni ’80, con Robert Redford al passo d’addio, avendo annunciato a 82 anni il ritiro dalle scene. Il film scritto e diretto da David Lowery è un riuscito, nostalgico omaggio ad un cinema (quello di Redford, ma non solo) attento ai rapporti umani, alle affascinanti contraddizioni della vita, ai sogni che non devono indietreggiare di fronte alla realtà. Basato sull’omonimo articolo pubblicato nel 2003 sul New Yorker da David Grann, Old Man & the Gun condensa idealmente alcuni carismatici fuorilegge della straordinaria carriera dell’attore e regista americano. Certo, la pistola impugnata dal rapinatore di treni in Butch Cassidy qui è riposta nel cruscotto dell’auto di Tucker, scarica, e la meticolosa, colossale truffa de La stangata è limitata alla sola presenza scenica di un persuasivo, elegante furfante dai baffi finti. Ma non c’è dubbio che quei personaggi riecheggino in Old Man & the Gun, antieroi al pari di Forrest Tucker, ladro gentiluomo realmente esistito, all’interno di un western moderno intriso di senile malinconia, simbolo di un’epoca scandita ancora da una “lentezza” naturale, dal rimpianto dei tempi andati e dall’avvicinarsi alla fine del proprio cammino. Seguendo una narrazione piana ma empatica, il film di Lowery esercita dunque un sottile fascino d’antan, stabilendo un suggestivo parallelismo tra il pacato rapinatore e l’agente annoiato dal suo lavoro: Tucker e Hunt si vedono riflessi l’uno nell’altro, sospinti da reciproco rispetto e ammirazione, l’uno (in fuga) trovando nell’altro (che gli dà la caccia) un condivisibile “stile di vita”. E viceversa.

Insieme al legame affettivo di Tucker con la Jewel impersonata da Sissy Spacek, la simbiosi tra il difensore della legge e l’outlow man è la molla emotiva di Old Man & the Gun, un antagonismo che sfocia in comprensione intima, sorretto da sequenze esemplari. Come quando Hunt, nella centrale di polizia, coglie, stupito, il sorriso di Tucker durante una rapina, ripreso da una telecamera di videosorveglianza della banca, invidiandogli quella “scintilla” che vivifica l’esistenza e che lui pare aver smarrito. O come quando Tucker, seduto in compagnia di Jewel in un locale dove c’è anche Hunt, entra nella toilette del bar dove si è infilato il poliziotto, che lo cerca per arrestarlo, parlandogli amichevolmente, come da padre a figlio.

Con le rughe ben esposte sul volto, con le dita delle mani solcate dagli anni e piegate a forma di pistola, mimando lo sparo di un proiettile mai esploso, Robert Redford è ammirevole nel prestare al suo personaggio un fascino senza tempo, lasciando trapelare, nel suo cuore di impenitente artista della rapina a capo di una “banda di vecchietti d’assalto”, un groviglio di rimorsi, rinunce, errori mai confessati nemmeno a se stesso. L’anima nascosta di un individuo volontariamente contraddittorio. O, come ha scritto David Grann sul New Yorkerdescrivendo l’incredulità degli agenti che arrestarono Tucker a 78 anni, il ritratto a due facce di “un pensionato che sembrava aver appena finito di cenare all’ora delle galline”.

Valutazione Pastorale

Classe 1980, David Lowery con “The Old Man & the Gun” realizza un film di grande fascino e atmosfera, tutto centrato sulla figura e la carriera di Robert Redford. E il celebre divo hollywoodiano, a 82 anni, ha deciso di congedarsi dal cinema proprio con quest’opera. Il film prende le mosse da una vicenda realmente accaduta, la storia del rapinatore di banche Forrest Tucker; si concentra in particolare sugli ultimi colpi del truffatore Usa negli anni ’80, in età orami avanzata. Attraverso la vicenda di Tucker, Robert Redford condensa tutta la sua straordinaria galleria di personaggi interpretati in oltre mezzo secolo di carriera. Il film si propone come un abito ideale, su misura, per Redford che porta in scena tutta la sua eleganza, ironia e intensità di sguardo. È sì un testamento artistico, ma anche la conferma di una bravura senza tempo. Questo film sembra richiamare anche il recente “Le nostre anime di notte”, dove Redford duettava con Jane Fonda. Qui in “The Old Man & the Gun” a fargli da spalla c’è la sempre affascinante Sissy Spacek. Vediamo i due grandi di Hollywood marcare con intensità e poesia due figure al tramonto della vita, capaci di provare ancora emozioni e tenerezza. In generale, il film ha un buon andamento grazie alla capace regia di David Lowery, ma tutto poggia sulla bravura di Redford, un grande signore dello schermo. Dal Punto di vista pastorale, il film è consigliabile e brillante. Per tutti i tipi di pubblico.