,

RED LAND (ROSSO ISTRIA)
– MARTEDI 05/02 | ORE 21:15, intro con il Sindaco di Giaveno alle ore 20:45

Red Land (Rosso Istria) è un film di genere drammatico, storico del 2018, diretto da Maximiliano Hernando Bruno, con Selene Gandini e Geraldine Chaplin. Durata 150 minuti. Distribuito da Whale Pictures.

Red Land (Rosso Istria), il film diretto da Maximiliano Hernando Bruno, è ambientato nel settembre del 1943, nei giorni in cui nei territori italiani martoriati dalla guerra scoppia il caos: il maresciallo Badoglio, capo del governo italiano, chiede ed ottiene l’armistizio da parte degli anglo–americani e unitamente al Re fugge da Roma, lasciando l’Italia allo sbando. L’esercito non sa più chi è il nemico e chi l’alleato. Il dramma si trasforma in tragedia per i soldati abbandonati a se stessi nei teatri di guerra ma anche e soprattutto per le popolazioni civili Istriane, Fiumane, Giuliane e Dalmate, che si trovano ad affrontare un nuovo nemico: i partigiani di Tito che avanzano in quelle terre, spinti da una furia anti-italiana. In questo drammatico contesto storico, avrà risalto la figura di Norma Cossetto(Selene Gandini), giovane studentessa istriana, laureanda all’Università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini, per la sola colpa di essere Italiana. A Norma Cossetto venne conferita la medaglia d’oro al valor civile dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Una targa in suo ricordo è presente all’interno del Palazzo Bò dell’Università di Padova.

https://www.comingsoon.it/film/red-land-rosso-istria/55596/scheda/

,

SE LA STRADA POTESSE PARLARE
– VENERDI’ 01/02 | ORE 21:15
– SABATO 02/02 | ORE 21:15
– DOMENICA 03/02 | ORE 20:30

Se la strada potesse parlare è un film di genere sentimentale, drammatico del 2018, diretto da Barry Jenkins, con KiKi Layne e Stephan James. Durata 117 minuti. Distribuito da Lucky Red.

Se la strada potesse parlare, il film diretto da Barry Jenkins, è ambientato negli anni anni 70 a New York, più esattamente nel quartiere di Harlem.
Uniti da sempre, la diciannovenne Tish (KiKi Layne) e il fidanzato Alonzo, detto Fonny (Stephan James), sognano un futuro insieme.
Quando Fonny viene ingiustamente arrestato per un crimine che non ha commesso, Tish, che ha da poco scoperto di essere incinta, fa di tutto per scagionarlo, con il sostegno incondizionato di parenti e genitori.
Senza più un compagno al suo fianco, Tish deve affrontare l’inaspettata prospettiva della maternità. Mentre le settimane diventano mesi, la ragazza non perde la speranza, supportata dalla propria forza interiore e dall’affetto della famiglia, disposta a tutto per il bene della figlia e del futuro genero.

https://www.comingsoon.it/film/se-la-strada-potesse-parlare/55093/scheda/

SE LA STRADA POTESSE PARLARE (Barry Jenkins) – L’amore sopra ogni cosa

Recensione Sale della comunità

Harlem, primi anni ’70: “Tish” ha 19 anni e sogna di sposarsi con il fidanzato “Fonny”. Tuttavia quando lui viene arrestato per un crimine che non ha commesso, la ragazza, che ha da poco scoperto di essere incinta, fa di tutto per scagionarlo, con il sostegno incondizionato di parenti e genitori. Senza più un compagno al suo fianco, Tish deve affrontare l’inaspettata prospettiva della maternità. Mentre le settimane diventano mesi, la ragazza non perde la speranza, supportata dalla propria forza interiore e dall’affetto della famiglia, disposta a tutto per il loro bene.

Già con all’attivo un discreto numero di riconoscimenti ottenuti in questo scorcio di 2019 e in corsa con tre nomination per i prossimi “Academy Awards” (sceneggiatura non originale, colonna sonora e Regina King come attrice non protagonista), il terzo lungometraggio del regista-rivelazione del 2016 – con il suo lavoro precedente (Moonlight) si aggiudicò ben tre oscar, tra cui anche quello per il “miglior film” –, forse non ha la stessa forza del lavoro precedente, ma contiene certamente più di un aspetto positivo che ne confermano l’originalità espressiva. Le due opere, solo apparentemente distanti per la differente spaziotemporalità – dal Sud contemporaneo che fa da sfondo al film del 2016 (ambientato tra Miami e Atlanta), alla New York Early Seventies di Se la strada potesse parlare -, in realtà dialogano assai più profondamente di quanto potrebbe sembrare a un primo, superficiale confronto. Non tante perché entrambe incentrate su una vicenda di cui sono protagonisti personaggi della comunità afrodiscendente statunitense; non solo perché pensate e scritte da Jenkins più o meno nello stesso periodo e con un simile lavoro di traduzione visto che sono adattate da materiali preesistenti (là da un testo teatrale, qui dall’omonimo romanzo di James Baldwin pubblicato nel 1974), quanto perché permeate dallo stesso tentativo di mettere in rapporto il conflitto sociale con la forza rivoluzionaria dell’amoreOvvero il medesimo spirito che anima il romanzo d’origine, scritto da Baldwin proprio nel momento della sua massima disillusione, seguita agli omicidi dei suoi illustri compagni nelle lotte civili degli anni ’60 e agli attacchi ricevuti per la sua difesa nei confronti di chi avesse un diverso orientamento sessuale. Se tuttavia la traduzione nel linguaggio audiovisivo di questo struggente melò convince è soprattutto perché Jenkins adotta una messinscena meditativa quanto avvolgente, ritraendo i propri personaggi con movimenti ieratici quanto ipnotici, costringendoli in spazi chiaroscurali senza però lasciare che perdano mai la propria autodeterminazione, sottolineandone la forza mista alla vulnerabilità con un melanconico e vibrante percorso sonoro (rimarchevole il contributo di Nicholas Britell che firma il soundtrack).

Valutazione Pastorale

Barry Jenkins nel 2017 ha vinto l’Oscar come miglior film per ‘Moonlight’, vicenda drammatica legata ai diritti della comunità afroamericana. Ispirandosi a un romanzo di James Baldwin, anche stavolta Jenkins affronta una vicenda che ha al centro due giovani di colore e che si sviluppa lungo difficoltà esistenziali via via più profonde e di tono dirompente. L’evolversi dell’azione porta i protagonisti a farsi partecipi di difficoltà sempre più difficili da gestire. L’insieme di famiglia, genitori, amici, e di situazioni che riguardano il lavoro, la polizia, gli ostacoli frapposti dal continuo contrasto tra bianchi e afroamericani generano un trend che si sviluppa verso il tono del mélo, ossia di una tragedia dai toni forti e dalla dolore spiazzante. La regia governa questa materia incandescente con forte compattezza narrativa, descrivendo con efficacia le pagine di discriminazioni razziali e quelle abitate da sentimenti emozionanti. Ne deriva un film convincente, compatto e di grande spessore, che dal punto di vista narrativo è da valutare come complesso, problematico e per dibattiti, per avviare riflessioni sulla delicata e difficile situazione dell’America anni ’70.

,

MIA E IL LEONE BIANCO
– SABATO 02/02 | ORE 16:00
– DOMENICA 03/02 | ORE 16:00
—–
– SABATO 26/01 | ORE 16:00 e ORE 21:15
– DOMENICA 27/01 | ORE 16:00 e 20:30

Mia e il Leone Bianco è un film di genere drammatico, family, diretto da Gilles de Maistre, con Daniah De Villiers e Mélanie Laurent. Durata 98 minuti. Distribuito da Eagle Pictures in collaborazione con Leone Film Group.

Mia e il Leone Bianco, il film diretto da Gilles de Maistre, vede protagonista la giovane Mia (Daniah De Villiers). Quando era solo una bambina ha stretto una straordinaria amicizia con Charlie, un leoncino bianco nato nell’allevamento di felini dei genitori in Sudafrica.
Per anni i due crescono insieme e condividono ogni cosa. Ormai quattordicenne, Mia scopre che il suo incredibile legame con Charlie, divenuto uno splendido esemplare adulto, potrebbe finire da un momento all’altro…

https://www.comingsoon.it/film/mia-e-il-leone-bianco/55027/scheda/

Valutazione Pastorale

“Più che un documentario – dice il regista Gilles De Maistre – si tratta di un film per famiglie. Alla base del racconto c’è infatti un’amicizia reale che ha ispirato il rapporto tra la ragazza e il leone che vediamo nel film. Abbiamo incontrato oltre 300 bambini in Sudafrica prima di trovare il giusto interprete in Daniah (…)”. La scelta di mantenere la storia ad altezza di bambino (poi adolescente) implica una serie di altri passaggi collaterali, non ultimo quello del modo di raccontare i due protagonisti (la bambina e il leone) nelle fasi di rispettiva crescita. Quando la convivenza comincia a farsi difficile (soprattutto perché il felino vive dentro casa), il problema educativo viene fuori in tutta la sua delicatezza. Il rifiuto da parte di Mia a separarsi da Charlie (così si chiama) porta discussioni, incomprensioni, litigi tra figli e genitori destinati a crescere col passare del tempo. La tensione sala progressivamente fino a un climax finale che tiene con il fiato sospeso i piccoli spettatori. Ben strutturato, il racconto corre lungo la via di una positività forse prevedibile ma capace di toccare il cuore dei più piccoli e di trasmette loro importanti suggerimenti in merito al trattamento degli animali, al rapporto con gli adulti, con il denaro, con il territorio. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, semplice e adatto per dibattiti.

, ,

3 spettacoli con Arte in Movimento!
– Giovedì 07/02

Arte In Movimento per le scuole !!!!
Ecco che GIOVEDÌ 7 febbraio andrà in scena lo spettacolo per i bimbi delle scuole “STORIE DI UN GIOCOLIERE “ di e con Stefano Ricca.
Info 3407734093

,

BLACKkKLANSMAN
– MARTEDI 29/01 | ORE 21:15
– GIOVEDI 31/01 | ORE 17:30

BlacKkKlansman è un film di genere biografico, commedia, drammatico, thriller del 2018, diretto da Spike Lee, con John David Washington e Adam Driver. Durata 128 minuti. Distribuito da Universal Pictures Italia.

BlacKkKlansman, il film diretto da Spike Lee, si svolge all’inizio degli anni 70. E’ un periodo di grandi sconvolgimenti sociali mentre negli Stati Uniti infuria la lotta per i diritti civili. Ron Stallworth (John David Washington) è il primo detective afroamericano del dipartimento di polizia di Colorado Springs, ma il suo arrivo è accolto con scetticismo ed ostilità dai membri di tutte le sezioni del dipartimento. Imperterrito, Stallworth decide di farsi un nome e di fare la differenza nella sua comunità. Si imbarca quindi in una missione molto pericolosa: infiltrarsi nel Ku Klux Klan ed esporne i crimini.

Fingendosi un estremista razzista, Stallworth contatta il gruppo e presto penetra all’interno della sua cerchia più ristretta. Coltiva anche una relazione con il Gran Maestro del Klan, David Duke (Topher Grace), che elogia l’impegno di Ron ai fini del progresso dell’America Bianca. Man mano che l’indagine sotto copertura procede, diventando sempre più complessa, il collega di Stallworth, Flip Zimmerman (Adam Driver), partecipa insieme a Ron agli incontri privati con membri del gruppo razzista, vendendo così a conoscenza dei dettagli di un complotto mortale. Stallworth e Zimmerman fanno squadra e uniscono gli sforzi per riuscire a distruggere l’organizzazione il cui vero obiettivo è modificare la propria retorica violenta per ottenere il consenso della massa.

Valutazione Pastorale

Al 71° Festival di Cannes (2018) il film ha ricevuto il Grand Prix speciale della giuria. Meritato, bisogna dire, perché si tratta di uno degli esiti più proficui e fecondi della più recente stagione di attività del regista americano. È forse superfluo ricordare che Spike Lee, con una carriera ormai trentennale alle spalle, ha fin dall’inizio fatto della questione razziale, la battaglia neri-bianchi, il filo conduttore del suo cinema. Fortemente convinto che negli Stati Uniti sia da sempre prevalente un atteggiamento di sostanziale immobilismo della società fatto di pregiudizi e di chiusure, e che per cambiare qualcosa si debba rischiare in modo forte e provocatorio, Lee attraverso gli anni ha gettato uno sguardo spesso impietoso su città, luoghi, ambienti dove le occasioni di contrasto e tensione si manifestavano con maggiore intensità. Come in questo caso, che riporta alla ribalta un episodio autentico, emblema di come gli USA amassero scherzare con il fuoco, e far precipitare nella violenza e nel sangue situazioni nate con intenzioni del tutto opposte. Il gesto di Ron, poliziotto infiltrato – e per la scelta fatta, diventato una mina vagante, una miccia pronta a esplodere -, mette a nudo fino in fondo l’impossibilità di dare spazio alla ragione e di lasciare campo aperto a eccessi e virulenze. Su questa materia, come sempre delicatissima, Spike Lee lavora costruendo un copione di forte capacità introspettiva, che fotografa con esattezza e scrupolo l’America degli anni ’70, con il contorno di modi, stili, parole e musiche. La sceneggiatura, calibrata con esattezza, tiene l’azione in bilico fino alla fine, costruendo un robusto mix di suspense, tensione e incertezza. A prevalere alla fine è la volontà del regista di dirci che esiste un’America impossibilitata a cambiare, dove certe classi restano minoranza e i mutamenti non sono destinati ad avvenire tanto presto. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e da affidare ai dibattiti.

,

THE WIFE – Vivere nell’ombra
– Martedì 22/01 | Ore 21:15
– Giovedì 24/01 | Ore 17:30

The Wife – Vivere nell’ombra è un film di genere drammatico, diretto da Björn Runge, con Glenn Close e Jonathan Pryce. Durata 100 minuti. Distribuito da Videa.

Dietro ogni grande uomo c’è una donna ancora più grande. Peccato che molto spesso sia costretta a vivere nell’ombra. 
The Wife – Vivere nell’ombra
, diretto da Björn Runge, racconta la storia di Joan Castleman (Glenn Close), donna dalla bellezza impeccabile, mai intaccata dal tempo. Quarant’anni passati a sacrificare il proprio talento e i propri sogni, lasciando che suo marito, l’affascinante e carismatico Joe (Jonathan Pryce), si impadronisca della paternità delle sue opere.
Joan assiste, per amore, alla sfavillante e gloriosa carriera dell’uomo, sopportando di buon grado tutte le menzogne e i tradimenti. Ma alla notizia dell’assegnazione del più grande riconoscimento per uno scrittore – il Premio Nobel per la letteratura – la donna decide finalmente di dire basta e riprendersi tutto quello che le spetta.
Emozionante, commovente, divertente: The Wife è un viaggio di emancipazione e riscoperta, una celebrazione della forza e della grandezza di tutte le donne!

https://www.comingsoon.it/film/the-wife-vivere-nell-ombra/54074/scheda/

THE WIFE – VIVERE NELL’OMBRA (Björn Runge)Le ferite nascoste di un matrimonio

Una telefonata all’alba, proveniente dall’Europa, annuncia allo scrittore americano Joe Castleman e alla moglie Joan la vittoria del premio Nobel per la letteratura. La coppia, insieme al figlio, ormai adulto ma ancora intimorito dalla figura paterna, parte per Stoccolma. Durante il soggiorno in Svezia, tra i preparativi in vista della cerimonia di premiazione, Joan ripensa ai quarant’anni passati al fianco del marito, ai tanti, faticosi compromessi accettati e ai dolorosi sacrifici su cui si è basato il loro matrimonio…

Ancor più del messaggio che reca in sé, l’emancipazione femminile, tanto più attuale in tempi di rivelazioni pubbliche di soprusi, molestie e discriminazioni subìte dalle donne, sono la solidissima sceneggiatura e le interpretazioni superlative dei due protagonisti a dare consistenza e profondità a The Wife. Se il plot (firmato da Jane Anderson, adattamento dell’omonimo romanzo di Meg Wolitzer) intreccia con minuziosa trama e dialoghi mai banali, all’interno della relazione coniugale, passione, devozione, ambizione, risentimento, mantenendo sottopelle per quasi tutto il film la dignità ferita della donna e la mediocrità morale dell’uomo, le prove maiuscole di Glenn Close e Jonathan Pryce, in un equilibrio dialettico ragguardevole, assicurano al lungometraggio dello svedese Björn Runge un’elevata energia drammaturgica.

Vicino per analogo, raffinato scandaglio di una coppia di mezz’età alla radiografia operata da Andrew Haigh in 45 anni, e debitore della lezione di Bergman (non tanto de Il posto delle fragole, pure incentrato sulla consegna in età avanzata di un prestigioso premio accademico, quanto delle tensioni relazionali di Scene da un matrimonio), The Wife pulsa soprattutto dell’intensità emanata da Glenn Close, capace di contenere in un solo sguardo una ricchezza esemplare di sfumature, che dallo spaesamento esistenziale tracimano in rabbia repressa, per poi ricomporre ogni frammento emotivo in una placida, sottomessa condotta di vita. Una vita “nell’ombra”, come recita il sottotitolo del film, che con alcuni flashback conduce lo spettatore dagli anni ’90 agli anni ’50, alla prima stagione del rapporto tra Joe e Joan, ma che appare segnata contemporaneamente sia dal desiderio di liberazione dalle catene che imprigionano l’anima che dalla necessità di ricomposizione di ogni frattura affettiva.

E’ lì, in piccoli gesti ora riconcilianti ora separatori, che The Wife trova il suo punto di contatto diretto con il pubblico. Un “movimento all’unisono”, eppure irrimediabilmente individuale (come la telefonata dell’annuncio del Nobel ascoltata dai due coniugi da due cornette diverse, così come, sempre in simultanea e su due distinti apparecchi, la notizia della nascita del loro nipotino), che si fa metafora di ondulazioni sentimentali non più sopportabili. Destinate a confondere e (forse) ad annullare colpe e ragioni.

,

LA PAROLA AI GIOVANI – Una serata con il Filosofo UMBERTO GALIMBERTI
– Venerdì 25/01 | Ore 20:45

Prevendita biglietti : CARTOLERIA EMMEGI

,

NOVITA’: Rassegna Teatrale di Cabaret! RIDIAMO 2019

Ecco il programma!


– VENERDI’ 15/02 | ORE 21:00 — Cabaret con Villata, Guarena, Perone, Turano
– VENERDI’ 01/03 | ORE 21:00 — Franco Neri
– VENERDI’ 15/03 | ORE 21:00 — Gigi & Andrea
– VENERDI’ 29/03 | ORE 21:00 — Nino Formicola
– VENERDI’ 05/04 | ORE 21:00 — Alessandro Bianchi
– VENERDI’ 03/05 | ORE 21:00 — Francesco Paolantoni
– VENERDI’ 10/05 | ORE 21:00 — Gene Gnocchi
– VENERDI’ 17/05 | ORE 21:00 — I Panpers

,

BOHEMIAN RHAPSODY *Rassegna d’essai Inverno 2019*
– Martedì 15/01 | Ore 21.15
*- Giovedì 17/01 | Ore 17:30 *nuovo orario*
Ingresso unico 4€

A GRANDE RICHIESTA RITORNA IL CINEMA D’ESSAI e raddoppia!

Vista la grande richiesta, e la vittoria del Golden Globe, il Cinema San Lorenzo replica Bohemian Rhapsody in apertura del nuovo ciclo d’essai invernale 2019! Con la novità anche di una nuova data/orario di proiezione:
– Martedì 15/01 | Ore 21.15
– Giovedì 17/01 | Ore 17:30
Ingresso UNICO 4€ – Rassegna d’essai!




https://cinema.fanpage.it/i-vincitori-dei-golden-globe-2019/

https://www.mymovies.it/cinemanews/2019/159105/?fbclid=IwAR39EVI2lHPBvMcCxyK7OJ3J-8Ts41t-0kLBQh6J3RtiOckuhfDVC3uXJN4

Ridiamo 2019

I nostri Sponsor