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C’ ERA UNA VOLTA … A HOLLYWOOD
– VENERDI 04/10 | ORE 21:15
– SABATO 05/10 | ORE 21:15
– DOMENICA 06/10 | ORE 16:00 E ORE 20:30

C’era una volta… a Hollywood è un film di genere commedia, drammatico del 2019, diretto da Quentin Tarantino, con Leonardo DiCaprio e Brad Pitt. Durata 145 minuti. Distribuito da Sony Pictures Italia/Warner Bros. Pictures Italia.

C’era una volta a… Hollywood, il nono film diretto da Quentin Tarantino, è ambinatato nella Los Angeles del 1969, e nel mondo del cinema in particolare. Protagonista è Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), un attore con alle spalle il successo arrivato grazie a una serie televisiva western degli anni Cinquanta e una serie di film azzeccati, ma che ora teme che la sua carriera possa essere arrivata al capolinea. Ciò nonostante è restio ad accettare l’offerta di un produttore di recitare in uno spaghetti western in Europa, ritenendo il progetto non alla sua altezza. Invece, Dalton accetterà la parte del villain in una nuova serie tv western. Al suo fianco c’è sempre Cliff Booth (Brad Pitt), che è qualcosa di più del suo stuntman: è anche un autista, e un assistente factotum, e in fondo anche il suo unico vero amico. Anche Cliff fa fatica a trovare nuovi lavori, dopo che si è diffusa la voce che sia stato lui a uccidere sua moglie. Cliff abita in un roulotte assieme al suo pibull, ma passa buona parte del suo tempo a casa di Rick, che si trova in Cielo Drive, sulle colline di Bel-Air: una villa che si trova proprio al fianco di quella da poco presa in affitto dal regista Roman Polanski e da sua moglie, la bellissima attrice Sharon Tate (Margot Robbie).
Le vicende di Rick e Cliff e quelle di Sharon Tate procederanno in parallelo, fino a quando si incroceranno in maniera inaspettata proprio in una data fatidica.

Valutazione Pastorale

Esordiente con “Le Iene” nel 1992, per arrivare ai nove film conteggiati ad oggi, bisogna mettere sul conto di Quentin Tarantino, “Pulp Fiction” (1994); “Jackie Brown” (1997),” Kill Bill volume 1 e 2” (2002-2003); “Grindhouse – A prova di morte” (2007); “Bastardi senza gloria” (2009); “Django Unchained” (2012); “The Haiteful Eight” (2015); e “C’era una volta Hollywood” (2019). Si tratta di una filmografia densa, fin troppo sovraesposta, fin dall’inizio concentrata sui temi dell’azione, della violenza, di abbondanti efferatezze talvolta controllate talaltra molto sbrindellate. Tarantino è diventato negli anni l’autore di un cinema che più sottolineava certe situazioni individuali e collettive più le restituiva con il marchio della originalità. Riuscendo così a creare un mondo fantastico, autorevole e incisivo, segnato da personaggi forti e spietati, con non poche svolte nell’umorismo. Da questo punto di vista ogni film è un po’ la somma di tutti i precedenti. Così succede in questo grande affresco della Hollywood fine anni Sessanta. C’è un mondo, ci sono tanti mondi nell’universo di quegli anni, un periodo pieno di sussulti, di cambiamenti, nel cinema, nella storia, nella società. La California è un pianeta sterminato e a raccontarlo forse non bastano nemmeno i 161’ del questo film. Ci sono però cose, fatti, azioni, personaggi. C’è la parabola tra sconfitta e rivincita, tra fine e rinascita. C’è un mondo che finisce, mentre ne scorre il ricordo e forse il rimpianto. Il tutto avvolto in una grande, ariosa, svolazzante regia. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

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DOLOR Y GLORIA
– MARTEDI 01/10 | ORE 21:15
– GIOVEDI 03/10 | ORE 17:30

Dolor y Gloria è un film di genere drammatico del 2019, diretto da Pedro Almodovar, con Antonio Banderas e Penélope Cruz. Durata 113 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Dolor y Gloria, il film diretto da Pedro Almodóvar, racconta una serie di ricongiungimenti di Salvador Mallo (Antonio Banderas), un regista cinematografico oramai sul viale del tramonto. Alcuni sono fisici, altri ricordati: la sua infanzia negli anni ‘60 quando emigrò con i suoi genitori a Paterna, un comune situato nella provincia di Valencia, in cerca di fortuna; il primo desiderio; il suo primo amore da adulto nella Madrid degli anni ‘80; il dolore della rottura di questo amore quando era ancora vivo e palpitante; la scrittura come unica terapia per dimenticare l’indimenticabile; la precoce scoperta del cinema ed il senso del vuoto, l’incommensurabile vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare film. Dolor y Gloria parla della creazione artistica, della difficoltà di separarla dalla propria vita e dalle passioni che le danno significato e speranza. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza.

Valutazione Pastorale

“Dolor y gloria” è il ventunesimo film di Pedro Almodovar, regista capace di lasciare segnali importanti anche se (capita, inevitabilmente), non tutto quello che gira funziona, e qualche passaggio di racconto sa un po’ di ripetizione. La prima cosa che (soprattutto allo spettatore italiano) risulta ‘già vista’ è l’espediente del cinema nel cinema. Salvador è un regista in profonda crisi creativa: se qualcosa rimanda all’ 8 ½ felliniano, l’impressione è più che giustificata, anche se il gioco di memoria del riminese evoca una profondità di rapporti e di contrasti psicologici più sfaccettati. Trasferendo se stesso nei panni di Salvador, Almodovar firma una confessione che è una storia a cuore aperto. Senza nascondere niente di se stesso (e del suo essere omosessuale), il regista traduce in immagini la sofferta via crucis di un uomo di cinema in forte crisi che, dapprima esitante, a poco a poco decide di affidarsi ai medici. In tal modo compie i passi necessari per riconciliarsi con se stesso, e, importante, recuperare il perdono da parte della madre, morta anni prima e tuttavia mai soddisfatta del figlio. Così tornato a dialogare con il mondo, ritrova la vena creativa smarrita e ha il coraggio di guardare in faccia una nuova vita. Il film è emotivamente alterno, passaggi inquieti si succedono ad altri più banali, ma la profondità della riflessione convince, e tutto confluisce in un finale segnato da sprazzi di grande cinema. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare complesso, problematico e adatto per dibattiti.

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NOVITA’ – Programma Rassegna d’Arte 2019/20

Novità della nuova stagione! Al Cinema San Lorenzo, Rassegna d’Arte! Introduce ogni proiezione il prof. Valter Alovisio.

Biglietto unico: 4 € – Introduzione Ore 20:30 – Inizio film verso le ore 21:00

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Programma Rassegna Danza – Arte In Movimento

Ecco il programma della quinta edizione della RASSEGNA GESTI DIVERSI.
Prenotazioni biglietti 3407734093
Primo spettacolo di apertura della stagione GIOVEDÌ 31 OTTOBRE ORE 21 al teatro San Lorenzo Giaveno

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Programma Rassegna Autunno d’Essai 2019

La nuova rassegna d’essai è cominciata, vi siete segnati tutti gli spettacoli in agenda?

Rassegna Essai Autunno 2019

Rassegna d’Arte 2019/20

I nostri Sponsor – Settembre2019/Gennaio2020