MA COSA CI DICE IL CERVELLO
– VENERDI 10/05| ORE 21:15
– SABATO 11/05 | ORE 21:15
– DOMENICA 12/05 ORE 20:30

Ma cosa ci dice il cervello è un film di genere commedia del 2019, diretto da Riccardo Milani, con Paola Cortellesi e Stefano Fresi. Durata 100 minuti. Distribuito da Vision Distribution.

Ma cosa ci dice il cervello, il film diretto da Riccardo Milani, racconta la storia di Giovanna (Paola Cortellesi) una donna dimessa, addirittura noiosa, che si divide tra il lavoro al Ministero e gli impegni scolastici di sua figlia Martina. Dietro questa scialba facciata, Giovanna in realtà è un agente segreto, impegnato in pericolosissime missioni internazionali. In occasione di una rimpatriata tra vecchi compagni di liceo, i gloriosi “Fantastici 5” (Stefano FresiVinicio Marchioni,Lucia MascinoClaudia Pandolfi), tra ricordi e risate, Giovanna ascolta le storie di ognuno e realizza che tutti, proprio come lei, sono costretti a subire quotidianamente piccole e grandi angherie al limite dell’assurdo. Con tutti i mezzi a sua disposizione e grazie ai più stravaganti travestimenti, darà vita a situazioni esilaranti che serviranno a riportare ordine nella sua vita e in quella delle persone a cui vuole bene.

Valutazione Pastorale

A partire dal 2003, con “Il posto dell’anima”, Riccardo Milani ha cominciato a lavorare con Paola Cortellesi (poi diventata sua moglie) in molti successivi film quali Benvenuto Presidente (2013), Scusate se esisto (2014), Mamma o papà ? (2017) e Come un gatto in tangenziale (2017). Hanno condiviso un brillante sodalizio artistico/professionale, ora confermato in questo “Ma cosa ci dice il cervello”. Il tema affrontato è quello della doppia identità in chiave umoristica: Giovanna infatti vive la grigia vita ministeriale come una copertura per la sua vera attività di agente segreto della sicurezza nazionale. Rivedendo alcuni suoi ex compagni di scuola constata la loro vita fatta di soprusi quotidiani sopportati quasi con rassegnazione, Giovanna decide di mobilitarsi per il loro riscatto. La trovata riesce e tutto finisce per il meglio. Il lieto fine è (o vorrebbe essere) una sorta di ammonimento al cittadino ormai avviato ad una esistenza quotidiana all’insegna del piccolo/grande sopruso e del menefreghismo. La lezione è encomiabile e in tutti i sensi auspicabile, resta che il copione fila fin troppo liscio e scorrevole. A mancare è quella cattiveria che segnava la indimenticabile commedia italiana degli anni ’60 (tipo “I mostri” di Dino Risi). Qui la situazione si risolve ma l’impressione è che sia un finale solo provvisorio. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, e brillante.