NUREYEV – THE WHITE CROW
– MARTEDI 29/10 | ORE 21:15

Nureyev – The White Crow è un film di genere biografico, drammatico del 2018, diretto da Ralph Fiennes, con Oleg Ivenko e Adèle Exarchopoulos. Durata 122 minuti. Distribuito da Eagle Pitures.

Nureyev – The White Crow, il film diretto da Ralph Fiennes, segue la vita del leggendario ballerino Rudolf Nureyev (Oleg Ivenko), dell’infanzia sofferta nella gelida città sovietica di Ufa, fino a divenire ballerino nella scuola che ha frequentato a Leningrado. Incontenibile e ribelle, a soli 22 anni fa parte della rinomata Kirov Ballet Company, con la quale va a Parigi nel 1961, nel suo primo viaggio al di fuori dell’Unione Sovietica. Gli ufficiali del KGB, però, lo marcano stretto, diffidando enormemente del suo comportamento anticonformista e della sua amicizia con la giovane parigina Clara Saint (Adèle Exarchopoulos). Le intemperanze avranno conseguenze drammatiche, il ballerino non potrà andare a Londra con la compagnia e dovrà essere immediatamente rimpatriato. I “superiori” di Nureyev gli comunicano che deve assolutamente tornare in patria per esibirsi al Cremlino ma lui comprende che sta pagando caro il prezzo della sua libertà nella capitale parigina.

Dall’infanzia sofferta nella gelida città di Ufa alla scuola di danza di Leningrado: perfezionista, dispotico, provocatorio e ribelle, a 22 anni Rudolf Nureyev fa parte della prestigiosa compagnia di balletto Kirov, con la quale, al suo primo viaggio al di fuori dell’Unione Sovietica, va in tournée a Parigi nel 1961. I dirigenti del Kgb, però, marcano stretto il talentuoso ballerino, diffidando del suo comportamento anticonformista e della sua amicizia con Clara Saint, fidanzata del figlio di André Malraux, ministro della cultura francese…

Tre piani temporali (la nascita sulla carrozza di un treno della Transiberiana e la dura infanzia con la madre, negli anni ‘40; le lezioni sotto lo sguardo paziente del maestro Alexander Pushkin, a metà degli anni ‘50; la scoperta di Parigi e dell’Occidente, nella primavera del 1961, e la richiesta di asilo politico in piena “guerra fredda”), un unico, rispettoso e ammirato sguardo su Rudolf Nureyev. Uno sguardo, quello di Ralph Fiennes, che alla terza regia conferma la sua vocazione di autore sensibile e colto, proteso a restituire, nel suo cinema, tutta l’ammaliante profondità dell’arte.

La figura di Nureyev non poteva prestarsi meglio, a tale compito, incarnando in una gestualità “rivoluzionaria” l’atto fondativo della danza moderna e riassumendo in sé temperamento anarchico, insofferenza alle restrizioni imposte e istinto di libertà individuale. La voracità di conoscenza a tutto campo con cui la sceneggiatura di David Hare plasma la psicologia del “tartaro danzante” (alla sbarra, sulle punte, sul palcoscenico, ma anche nelle passeggiate lungo la Senna e nelle gallerie del Louvre) è la nota dominante di un film diligente e appassionato, mai fuori misura, nonostante le reiterate intemperanze e lo spiccato egocentrismo del protagonista, interpretato con felice aderenza al ruolo ed estrema somiglianza fisica dal ballerino russo Oleg Ivenko. Picasso, Matisse, Rodin non bastano a sfamare quel “dovere di vedere tutto” che, insieme all’osservazione della Zattera della Medusa di Théodore Géricault, è per Nureyev linfa vitale. Biopic classico e, allo stesso tempo, personale, The white crow non brilla per esuberanza registica o effervescenza narrativa, ma nel suo rimanere sottotraccia, senza esasperare toni, caratteri e atmosfere, arriva a raccontare una leggenda della danza con piena consapevolezza e apprezzabile puntigliosità.