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Hamnet – Nel Nome del Figlio è un film del 2025 di genere biografico, drammatico, storico, diretto da Chloé Zhao, con Paul Mescal, Jessie Buckley e Emily Watson

Hamnet – Nel Nome del Figlio, il film diretto da Chloé Zhao, è un’intensa e intima esplorazione della perdita, dell’amore e dell’ispirazione artistica, raccontata attraverso gli occhi di Agnes (Jessie Buckley), moglie di William Shakespeare (Paul Mescal).
Ambientato nell’Inghilterra rurale del XVI secolo, il film ci immerge nella vita quotidiana della coppia, che cresce tre figli, Susanna (Bodhi Rae Breathnach) e i gemelli Judith e Hamnet (Olivia Lynes e Jacobi Jupe), in un equilibrio precario tra gli affetti familiari e il mondo esterno. Quando la morte prematura del giovane Hamnet colpisce la famiglia, il dolore spinge Agnes a confrontarsi con la perdita. È attraverso il suo sguardo sensibile e penetrante che assistiamo alla frattura che si apre nella famiglia, e al tentativo di rimettere insieme i frammenti di una vita devastata.
Non è la storia di Shakespeare come genio isolato, ma come uomo segnato da un lutto privato, che finirà per riflettersi nella sua opera più celebre. Ai tempi, i nomi Hamnet e Hamlet erano considerati intercambiabili, e il film gioca con questa ambiguità storica per suggerire che la tragedia del figlio abbia innescato la nascita dell’Amleto teatrale. Ma in questa narrazione, il cuore pulsante di Hamnet è Agnes, capace di amare e resistere con grazia feroce.
Il risultato è una celebrazione silenziosa di ciò che resta, l’amore, la memoria, e la misteriosa alchimia che trasforma la vita e la morte in arte.

Cime Tempestose è un film del 2026 di genere drammatico, sentimentale, diretto da Emerald Fennell, con Margot Robbie, Jacob Elordi e Owen Cooper

Cime Tempestose, il film diretto da Emerald Fennell, racconta una delle storie d’amore più celebri e tormentate della letteratura.
Ambientato tra le fredde, selvagge e malinconiche brughiere dello Yorkshire, segue l’intenso legame tra Heathcliff (Jacob Elordi), orfano dal passato misterioso, e Catherine Earnshaw (Margot Robbie), ribelle erede del maniero di famiglia. Fin da giovani, i due crescono animati da un sentimento viscerale, magnetico e inarrestabile, che sfida convenzioni sociali, differenze di classe e l’ostilità di chi li circonda. La loro passione, però, non è destinata a trovare pace: ciò che nasce come un amore assoluto si trasforma gradualmente in un’ossessione che divora tutto, generando gelosie, vendette e tradimenti capaci di segnare le loro vite in modo indelebile.
Immersi in un paesaggio che riflette la loro stessa tempesta interiore, Heathcliff e Catherine si muovono come due anime gemelle incapaci di stare insieme ma neppure di separarsi davvero. La loro storia, tanto intensa quanto distruttiva, li condurrà lungo un percorso tragico e ineluttabile, che li vedrà uniti solo nell’eternità.
Un amore che brucia fino a consumarsi, trasformandolo in un’epica e cupa riflessione su desiderio, sofferenza e follia.

 

Lavoreremo da grandi è un film del 2026 di genere commedia, diretto da Antonio Albanese, con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston e Nicola Rignanese

Lavoreremo da grandi, il film diretto da Antonio Albanese, segue la storia di tre amici di vecchia data.
Beppe è un idraulico taciturno, vive ancora con la madre e non si è mai innamorato. Umberto è un ex musicista fallito che ha rovinato l’azienda di famiglia e colleziona due matrimoni falliti. E infine Gigi che è stato appena escluso dal testamento dell’anziana zia. I tre si preparano ad accogliere Toni, il figlio di Umberto, per celebrare il suo ritorno alla libertà. Un’occasione che sa più di tregua che di festa. Toni è un tipo sveglio, forse troppo, con una vita sempre ai limiti dalla legalità. Entra ed esce dal carcere in continuazione.
Tutti insieme, formano una compagnia improbabile, bloccata in un angolo di provincia sospeso nel tempo con sullo sfondo un placido lago. Ma qualcosa sta per incrinare questa apparente tranquillità. Una notte, dopo aver alzato il gomito nel bar del paese, i quattro si mettono in macchina. Il viaggio di ritorno prende una piega inaspettata quando urtano accidentalmente un corpo sull’asfalto. Presi dal panico, scelgono la fuga rifugiandosi a casa di Umberto.
Inizia così una notte lunga e surreale. Tra colpi di scena, situazioni al limite dell’assurdo e apparizioni di personaggi folli. La tensione cresce e gli equilibri già precari tra i protagonisti vengono messi alla prova. Da quel momento, le maschere iniziano a cader, fino ad arrivare a un imprevedibile epilogo…

Le Cose non Dette è un film del 2026 di genere drammatico, diretto da Gabriele Muccino, con Stefano Accorsi, Miriam Leone e Claudio Santamaria

Le Cose non Dette, il film diretto da Gabriele Muccino, si muove tra Roma e Tangeri, due luoghi lontani e speculari, dove una vacanza diventa il terreno fragile su cui si incrinano equilibri solo apparentemente solidi.
Carlo (Stefano Accorsi) ed Elisa (Miriam Leone), coppia affermata ma emotivamente stanca, partono insieme agli amici Anna (Carolina Crescentini) e Paolo (Claudio Santamaria) e alla giovane Vittoria (Margherita Pantaleo) in cerca di una pausa che somigli a un nuovo inizio. Ma il viaggio, invece di offrire risposte, porta a galla silenzi, desideri inespressi e verità rimaste sospese. Tra sguardi che tradiscono, ruoli che vacillano e legami che si ridefiniscono, il gruppo è costretto a confrontarsi con ciò che ha sempre evitato di nominare.
L’arrivo di Blu (Beatrice Savignani), giovane studentessa di Carlo, introduce una tensione inattesa: la sua presenza rompe le maschere, mette in crisi le certezze degli adulti e accende un doppio triangolo affettivo che trascina tutti verso un punto di non ritorno. Nel caldo immobile del Marocco, le fragilità emergono senza difese: l’amore si confonde con la paura, il controllo con il bisogno, la lucidità con la rinuncia.
Attraverso lo sguardo di Elisa, narratrice silenziosa e ferita, il film esplora la distanza tra ciò che si desidera e ciò che si riesce davvero a vivere. Perché basta una crepa minuscola per far crollare tutto, e perché forse non conosciamo mai davvero chi abbiamo accanto, nemmeno quando lo chiamiamo amore.