CINEMA D’ESSAI

Proponiamo al nostro affezionato pubblico una raccolta dei film che più di altri hanno raccolto consensi nei festival cinematografici internazionali, suscitando interesse tra gli spettatori.

Ricordiamo che gli spettacoli sono proiettati il Martedì alle ore 20.30 – Ingresso 5 € per tutti! Non è previsto nessun abbonamento, ma puoi richiedere la tessera fedeltà, che è valida tutti i giorni: ogni 15 film, 1 in omaggio! Di seguito troverete il programma in corso dei nostri 3 cicli d’essai: – Inverno d’Essai (Gennaio-Marzo) – Primavera d’Essai (Aprile-Giugno) – Autunno d’essai (Ottobre-Dicembre)

Cinema D’Essai Ottobre – Dicembre 2026

A Cena con il Dittatore, film diretto da Manuel Gómez Pereira, è ambientato nella Spagna del 1939, a due settimane dalla fine della Guerra Civile.
Francisco Franco ordina una cena celebrativa al lussuoso Hotel Palace di Madrid, simbolo della vittoria del nuovo regime. L’organizzazione dell’evento viene affidata al giovane tenente Santiago Medina (Mario Casas) e al rigoroso maître dell’hotel, Genaro Palazón (Alberto San Juan). Il principale ostacolo è la mancanza di cuochi affidabili. I migliori sono repubblicani incarcerati e destinati alla fucilazione. Per garantire un banchetto impeccabile, Genaro ottiene la liberazione temporanea di alcuni prigionieri di sinistra con competenze culinarie. Tra loro, l’infermiera María (Nora Hernández) che riesce a far inserire anche il compagno Ángel (Oscar Lasarte), presentato come sommelier.
Quando il cuoco Antón (Antonio Resines) si rifiuta di cucinare per Franco, viene ucciso dal falangista Alonso (Asier Etxeandia), uomo violento e instabile e al suo posto viene liberata Juana (Elvira Mínguez), cuoca esperta e militante della CNT (confederazione di sindacati anarchici spagnoli). Mentre i preparativi procedono, Alonso semina il terrore nell’hotel con le sue ossessioni e tenta di abusare di María, che riesce a salvarsi con uno stratagemma. In cucina, intanto, i cuochi preparano non solo il menù della serata, ma anche un piano di fuga, cercando di coinvolgere lo stesso Genaro, sempre più combattuto.
Tra sospetti, tradimenti e gesti estremi, come un tentativo di avvelenamento sventato all’ultimo momento, la cena si trasforma in un pericoloso equilibrio tra obbedienza e resistenza.

Il Mago del Cremlino – Le Origini di Putin, il film diretto da Olivier Assayas, è un viaggio nelle stanze segrete del potere russo. Ambientato nella Russia post-sovietica, racconta l’ascesa di Vadim Baranov (Paul Dano), un giovane regista d’avanguardia che, nel caos seguito al crollo dell’URSS, si reinventa come produttore di reality show.
Il suo talento visionario e la sua intelligenza politica attirano l’attenzione di un ex agente del KGB, Vladimir Putin (Jude Law), destinato a diventare il nuovo capo del Cremlino. Baranov si trasforma così in un uomo-ombra, consigliere informale del potere. Da dietro le quinte, modella parole, immagini e strategie, diventando il vero regista della nuova Russia, manipolando la realtà per costruire un modello di politica capace di soggiogare un’intera nazione.
Ma in questo universo dove tutto è controllo, c’è un punto di fuga. Si tratta di Ksenia, una donna enigmatica, libera e impossibile da comandare, che rappresenta per Vadim la possibilità di una via d’uscita dalla finzione, dal cinismo, da un potere che divora tutto. Quindici anni più tardi, ritiratosi nell’ombra, Baranov decide di raccontare la sua storia. Quel che rivela è una confessione ambigua, in cui la verità si intreccia alla propaganda, la lealtà si confonde con la manipolazione, e ogni parola pronunciata è parte di un disegno più grande.

Rental Family, il film diretto da Hikari, è ambientato nella Tokyo contemporanea e racconta la storia di Philip Vandarpleog (Brendan Fraser), un attore americano che vive nella capitale giapponese da otto anni.
Un tempo noto per nel ruolo di un improbabile supereroe, un gigantesco tubetto di dentifricio in una pubblicità diventata di culto, oggi Philip è un uomo alla deriva, senza soldi, senza certezze e in cerca di un senso da dare alla propria esistenza. Passa da un’audizione all’altra e si ritrova a fare la comparsa in eventi come matrimoni e funerali. La svolta arriva durante un finto funerale, dove incontra Shinji (Takehiro Hira), il carismatico responsabile di Rental Family, un’agenzia che affitta attori per impersonare parenti o amici inesistenti nella vita di clienti soli o bisognosi di colmare un vuoto affettivo. Shinji lo scrittura, e da quel momento Philip si immerge in una serie di ruoli surreali.
Diventa il padre assente di una bambina sino-americana, il compagno di giochi di un giovane appassionato di videogame o l’amico fedele di un anziano attore. Ogni incarico lo trascina in mondi nei quali la finzione si confonde con la realtà. Attraverso questi incontri, inizialmente guidati dal copione, Philip riscopre il valore dell’empatia, il senso di appartenenza e la possibilità di connettersi davvero con gli altri.
In un mondo in cui tutto può essere simulato, i sentimenti che prova finiscono per restituirgli uno scopo e una nuova identità.

L’uomo, spinto dal desiderio di esprimersi in modo più profondo e personale, si ritrova però a fare i conti con una realtà ben diversa da quella che aveva immaginato. Deve fare i conti con la precarietà economica, le relazioni che si incrinano e anche con la solitudine che diventa una costante nella sua vita.
Tra instabilità, rinunce e lotte quotidiane, intraprende un cammino difficile ma autentico che lo porta a scoprire parti inaspettate di se stesso e un nuovo sguardo sul mondo.