Hen – Storia di una gallina, il film diretto da György Pálfi, racconta la sorprendente odissea di una gallina che decide di ribellarsi al destino imposto dall’allevamento industriale in cui è cresciuta.
La nostra protagonista scappa e intraprende un viaggio alla ricerca di un luogo sicuro dove poter crescere i suoi pulcini in libertà. Il suo cammino, però, si rivela ben presto una discesa nei lati più oscuri dell’animo umano. Dopo una serie di peripezie, approda in un villaggio costiero greco, dove viene catturata dal vecchio proprietario di una trattoria in rovina (Yannis Kokiasmenos). L’uomo è soggiogato dal compagno violento della figlia, e la gallina si ritrova coinvolta in un mondo fatto di soprusi, gerarchie e lotte di potere, sia tra umani che tra polli.
In un contesto segnato da criminalità di piccolo calibro e tensioni legate alla crisi migratoria, questa eroina piumata si muove con determinazione, osservando da vicino le dinamiche di un’umanità spietata, ma anche i barlumi di speranza e resistenza.

 

Tuner: L’Accordatore, il film diretto da Daniel Roher, segue la storia di Niki White (Leo Woodall), un ragazzo che ha un udito talmente acuto da percepire suoni che sfuggono all’orecchio umano. Un dono che, per ironia della sorte, ha posto fine alla sua carriera da pianista quando ha sviluppato iperacusia, una condizione che rende ogni rumore forte insopportabile e doloroso.
Costretto a indossare tappi per le orecchie e a rinunciare al palcoscenico, Niki si reinventa come accordatore di pianoforti, un mestiere che richiede una precisione sonora millimetrica. Accanto a lui, il burbero e brillante Harry Horowitz (Dustin Hoffman), suo mentore e figura paterna, con cui condivide una piccola attività a Manhattan. Insieme viaggiano per New York, entrando in case eleganti e silenziose dove i pianoforti aspettano di essere riportati in vita. Il loro rapporto è tenero, pieno di ironia e punteggiato da battute ironiche, soprattutto quando Harry, ormai ottantottenne e con l’udito compromesso, dimentica gli apparecchi acustici nella cassaforte e non ricorda la combinazione.
È proprio durante questo bizzarro incidente che Niki scopre un’abilità nascosta. Grazie al suo udito ipersensibile, riesce ad aprire la cassaforte solo ascoltando i clic del meccanismo. Una dote che non passa inosservata ad alcuni individui loschi e con cattive intenzioni.
Niki si trova così diviso tra la sua vita ordinata, l’amicizia con Harry, e la crescente attrazione per Ruthie (Havana Rose Liu), una giovane e brillante studentessa di composizione che, forse, può comprenderlo davvero.

Girato di notte sui tetti di Tel Aviv durante la guerra a Gaza, il film ricostruisce i sistemi e le procedure alla base di quella che descrive come una campagna di uccisione di massa di civili palestinesi.
Al centro della narrazione c’è il termine “NAZA”, un acronimo militare che, secondo le inchieste delle testate israeliane indipendenti +972 Magazine e Local Call, viene utilizzato dalle forze armate israeliane per indicare il numero stimato di civili che potrebbero essere uccisi in un determinato raid aereo su Gaza.
Attraverso testimonianze, il documentario mette in luce i meccanismi attraverso i quali gli attacchi vengono pianificati e sostiene che le decisioni del governo e dell’apparato militare israeliano abbiano avuto un ruolo determinante nell’uccisione su larga scala di civili palestinesi nel corso del conflitto.

 

A Cena con il Dittatore, film diretto da Manuel Gómez Pereira, è ambientato nella Spagna del 1939, a due settimane dalla fine della Guerra Civile.
Francisco Franco ordina una cena celebrativa al lussuoso Hotel Palace di Madrid, simbolo della vittoria del nuovo regime. L’organizzazione dell’evento viene affidata al giovane tenente Santiago Medina (Mario Casas) e al rigoroso maître dell’hotel, Genaro Palazón (Alberto San Juan). Il principale ostacolo è la mancanza di cuochi affidabili. I migliori sono repubblicani incarcerati e destinati alla fucilazione. Per garantire un banchetto impeccabile, Genaro ottiene la liberazione temporanea di alcuni prigionieri di sinistra con competenze culinarie. Tra loro, l’infermiera María (Nora Hernández) che riesce a far inserire anche il compagno Ángel (Oscar Lasarte), presentato come sommelier.
Quando il cuoco Antón (Antonio Resines) si rifiuta di cucinare per Franco, viene ucciso dal falangista Alonso (Asier Etxeandia), uomo violento e instabile e al suo posto viene liberata Juana (Elvira Mínguez), cuoca esperta e militante della CNT (confederazione di sindacati anarchici spagnoli). Mentre i preparativi procedono, Alonso semina il terrore nell’hotel con le sue ossessioni e tenta di abusare di María, che riesce a salvarsi con uno stratagemma. In cucina, intanto, i cuochi preparano non solo il menù della serata, ma anche un piano di fuga, cercando di coinvolgere lo stesso Genaro, sempre più combattuto.
Tra sospetti, tradimenti e gesti estremi, come un tentativo di avvelenamento sventato all’ultimo momento, la cena si trasforma in un pericoloso equilibrio tra obbedienza e resistenza.