Elena del Ghetto è un film del 2025 di genere drammatico, diretto da Stefano Casertano, con Micaela Ramazzotti, Caterina De Angelis e Giulia Bevilacqua

Elena del Ghetto, il film diretto da Stefano Casertano, si svolge a Roma tra il 1938 e il 1943 e racconta la storia di Elena Di Porto (Micaela Ramazzotti), una donna ebrea romana che ha saputo sfidare il fascismo e l’occupazione nazista con coraggio e determinazione.
Figura fuori dagli schemi, Elena è separata dal marito, fuma, beve, indossa i pantaloni e gioca a biliardo nei bar del quartiere. Per questo la chiamano con disprezzo “Elena la matta”, etichettandola come un’eccentrica, una donna da non prendere sul serio. Ma proprio la sua diversità diventa la sua forza. Essere diversi, in tempi bui, significa spesso essere emarginati. Ma sono proprio i ribelli, gli spiriti liberi, a percepire per primi quando la libertà è in pericolo. Elena lo capisce e non resta in silenzio. Viene arrestata più volte per aver affrontato i fascisti nel ghetto di Roma, ma continua a lottare anche da sola.
Quando i nazisti occupano la città, si unisce alla Resistenza e riesce a venire a conoscenza del piano per il rastrellamento del ghetto, previsto per il 16 ottobre 1943. Elena tenta di lanciare l’allarme. Corre da una casa all’altra per avvisare i suoi concittadini del pericolo imminente ma pochi le credono. Il suo grido resta inascoltato e le truppe tedesche riescono a deportare oltre mille ebrei romani. Elena è disperata, ma non si arrende. In un tempo in cui ribellarsi significava rischiare tutto, lei ha scelto di non piegarsi.
La sua storia, rimasta a lungo ai margini della memoria, è oggi un potente esempio di resistenza individuale, di coraggio femminile e di dignità in un’epoca segnata dalla paura.

Le Cose non Dette è un film del 2026 di genere drammatico, diretto da Gabriele Muccino, con Stefano Accorsi, Miriam Leone e Claudio Santamaria

Le Cose non Dette, il film diretto da Gabriele Muccino, si muove tra Roma e Tangeri, due luoghi lontani e speculari, dove una vacanza diventa il terreno fragile su cui si incrinano equilibri solo apparentemente solidi.
Carlo (Stefano Accorsi) ed Elisa (Miriam Leone), coppia affermata ma emotivamente stanca, partono insieme agli amici Anna (Carolina Crescentini) e Paolo (Claudio Santamaria) e alla giovane Vittoria (Margherita Pantaleo) in cerca di una pausa che somigli a un nuovo inizio. Ma il viaggio, invece di offrire risposte, porta a galla silenzi, desideri inespressi e verità rimaste sospese. Tra sguardi che tradiscono, ruoli che vacillano e legami che si ridefiniscono, il gruppo è costretto a confrontarsi con ciò che ha sempre evitato di nominare.
L’arrivo di Blu (Beatrice Savignani), giovane studentessa di Carlo, introduce una tensione inattesa: la sua presenza rompe le maschere, mette in crisi le certezze degli adulti e accende un doppio triangolo affettivo che trascina tutti verso un punto di non ritorno. Nel caldo immobile del Marocco, le fragilità emergono senza difese: l’amore si confonde con la paura, il controllo con il bisogno, la lucidità con la rinuncia.
Attraverso lo sguardo di Elisa, narratrice silenziosa e ferita, il film esplora la distanza tra ciò che si desidera e ciò che si riesce davvero a vivere. Perché basta una crepa minuscola per far crollare tutto, e perché forse non conosciamo mai davvero chi abbiamo accanto, nemmeno quando lo chiamiamo amore.

Primavera è un film del 2025 di genere biografico, storico, musicale, diretto da Damiano Michieletto, con Tecla Insolia, Michele Riondino e Andrea Pennacchi, della durata di 110 minuti, è attualmente nei cinema italiani in 201 sale, distribuito da Warner Bros

Primavera, il film diretto da Damiano Michieletto, si svolge nei primi anni del Settecento a Venezia. L’Ospedale della Pietà è uno dei più grandi orfanotrofi della città, ma anche un punto di riferimento per la musica.
Le sue orfane più talentuose vengono formate in una delle orchestre più rinomate al mondo. Cecilia (Tecla Insolia) ha vent’anni e trascorre le sue giornate suonando il violino, ha un talento eccezionale ma la sua arte è confinata all’interno dell’orfanotrofio, dove suona solo dietro una grata davanti a ricchi benefattori. La notte, invece, si rifugia in solitudine, scrivendo lettere alla madre mai conosciuta. La sua vita, da sempre imprigionata tra le mura del luogo che la ospita, sembra destinata a rimanere immutata, fino a quando un cambiamento non la scuote.
Un nuovo insegnante, Antonio Vivaldi (Michele Riondino), arriva a sconvolgere l’equilibrio dell’orfanotrofio. L’arrivo di Vivaldi le cambia la vita, aprendo nuove porte e nuove possibilità, portando con sé il profumo di una primavera che potrebbe finalmente liberarla.

Il Professore e il Pinguino è un film del 2024 di genere drammatico, commedia, diretto da Peter Cattaneo, con Steve Coogan, Julia Fossi e Jonathan Pryce

Il Professore e il Pinguino, il film diretto da Peter Cattaneo, si svolge in Argentina nel 1976. Tom Michell (Steve Coogan), un insegnante inglese demotivato, accetta un lavoro in una prestigiosa scuola privata per figli di ricchi argentini ed espatriati.
Arriva in un Paese segnato da profonde divisioni politiche e sociali, nel pieno fermento dell’era pre-dittatoriale. Tra studenti distaccati e l’autoritario preside Buckle (Jonathan Pryce), Tom fatica a trovare un senso alla sua nuova vita oltreoceano. Ma tutto cambia durante una breve vacanza in Uruguay. Su una spiaggia contaminata dal petrolio, Tom trova un pinguino in fin di vita. Spinto da un impulso inaspettato, lo salva, lo ripulisce e lo porta di nascosto con sé in Argentina.
Il pinguino, ribattezzato Juan Salvador, diventa non solo il suo improbabile compagno d’appartamento, ma anche il suo unico vero amico. Questa storia, tanto bizzarra quanto commovente e ispirata a eventi reali, si muove tra momenti di tenerezza e le ombre oscure del suo contesto storico. Mentre Tom trova conforto e cambiamento nel legame con Juan Salvador, si ritrova coinvolto, suo malgrado, nelle tensioni crescenti di un Paese sull’orlo della dittatura.
La paura e la censura incombono, smorzando l’apparente leggerezza del racconto e ponendo l’uomo di fronte a un dilemma etico e umano. Un racconto di amicizia, resistenza e rinascita, dove un pinguino può diventare simbolo di speranza anche nei tempi più bui.