Rental Family, il film diretto da Hikari, è ambientato nella Tokyo contemporanea e racconta la storia di Philip Vandarpleog (Brendan Fraser), un attore americano che vive nella capitale giapponese da otto anni.
Un tempo noto per nel ruolo di un improbabile supereroe, un gigantesco tubetto di dentifricio in una pubblicità diventata di culto, oggi Philip è un uomo alla deriva, senza soldi, senza certezze e in cerca di un senso da dare alla propria esistenza. Passa da un’audizione all’altra e si ritrova a fare la comparsa in eventi come matrimoni e funerali. La svolta arriva durante un finto funerale, dove incontra Shinji (Takehiro Hira), il carismatico responsabile di Rental Family, un’agenzia che affitta attori per impersonare parenti o amici inesistenti nella vita di clienti soli o bisognosi di colmare un vuoto affettivo. Shinji lo scrittura, e da quel momento Philip si immerge in una serie di ruoli surreali.
Diventa il padre assente di una bambina sino-americana, il compagno di giochi di un giovane appassionato di videogame o l’amico fedele di un anziano attore. Ogni incarico lo trascina in mondi nei quali la finzione si confonde con la realtà. Attraverso questi incontri, inizialmente guidati dal copione, Philip riscopre il valore dell’empatia, il senso di appartenenza e la possibilità di connettersi davvero con gli altri.
In un mondo in cui tutto può essere simulato, i sentimenti che prova finiscono per restituirgli uno scopo e una nuova identità.

L’uomo, spinto dal desiderio di esprimersi in modo più profondo e personale, si ritrova però a fare i conti con una realtà ben diversa da quella che aveva immaginato. Deve fare i conti con la precarietà economica, le relazioni che si incrinano e anche con la solitudine che diventa una costante nella sua vita.
Tra instabilità, rinunce e lotte quotidiane, intraprende un cammino difficile ma autentico che lo porta a scoprire parti inaspettate di se stesso e un nuovo sguardo sul mondo.

 

Pecore Sotto Copertura, il film diretto da Kyle Balda, segue la storia di George Hardy (Hugh Jackman), un pastore affettuoso che alleva le sue pecore esclusivamente per la lana e passa le serate leggendo loro ad alta voce romanzi gialli, convinto che non capiscano una parola.

In realtà, il suo gregge non solo comprende perfettamente le storie, ma dopo che George va a dormire passa ore a discutere indizi, sospetti e possibili colpevoli, come una vera squadra di detective. Quando George viene trovato morto in circostanze misteriose, le pecore capiscono subito che non si tratta di un semplice incidente: è un omicidio. Convinte di aver imparato tutto ciò che serve dai libri letti dal pastore, decidono di occuparsi personalmente del caso.
Il poliziotto locale, Tim Derry (Nicholas Braun), un agente inesperto che non ha mai affrontato un crimine serio, si rivela incapace di gestire un’indagine così delicata. Così, per la prima volta, il gregge si avventura fuori dal proprio prato, scoprendo che il mondo umano è molto più complicato di quanto le pagine dei gialli lasciassero intendere.
Determinate a rendere giustizia al loro amato pastore, le pecore si trasformano in investigatrici improvvisate, pronte a mettere alla prova il loro ingegno in un’avventura comica e sorprendente.

 

Dalai Lama – La saggezza della felicità, il documentario diretto da Philip Delaquis e Barbara Miller, segue il Dalai Lama che, a quasi novant’anni, si rivolge direttamente allo spettatore in un dialogo intimo, offrendo consigli pratici per affrontare le sfide del XXI Secolo. Con la sua saggezza senza tempo, parla di pace interiore, felicità e della possibilità di creare un mondo migliore, condividendo i suoi preziosi insegnamenti.

In questo film, il Dalai Lama riflette su nove decenni di vita straordinaria, iniziati all’età di quattro anni, durante i quali è stato al centro dell’attenzione globale. Con equilibrio tra le tradizioni buddiste tibetane millenarie e i valori contemporanei, affronta le sfide di un mondo in cui violenza, guerra e crisi ambientale sembrano minacciare la nostra esistenza.
Premio Nobel per la pace, ha da sempre lanciato appelli per la salvaguardia del nostro pianeta e dimostra che è possibile costruire un mondo sereno, dove l’armonia della convivenza è alla portata di tutti. Ci dimostra anche che gli strumenti per raggiungere questa trasformazione sono già nelle nostre mani.